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Pallanuoto

Division I World Cup, l’Italia ritrova la Grecia. Ostica prova d’esordio per le azzurre

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Setterosa
Setterosa / Andrea Masini/Deepbluemedia.eu

Colmare il gap con cui si sono conclusi gli ultimi due incroci diretti e generare la provvidenziale ventata di entusiasmo grazie a cui annunciare che il vento sta cambiando. Nell’incontro valevole per la prima giornata del girone B della Division I di World Cup l’Italia affronta a Rotterdam, sede in cui le squadre si sfideranno fino al prossimo 6 maggio, la Grecia con il fischio di inizio previsto questa sera alle 20:30.

Il mirino delle azzurre è puntato sull’obiettivo Sydney e per riuscire a centrarlo partire forte potrebbe rappresentare il giusto viatico. Gli ultimi incroci con le elleniche si sono rivelati però un terreno decisamente accidentato per la formazione guidata ora in panchina da Maurizio Mirarchi.

Nella sfida della seconda fase e nella finale del terzo posto della recente rassegna continentale, le detentrici del titolo iridato hanno dominato la scena in maniera netta, al di là del punteggio finale e certificato l’esistenza di una differenza di valori decisamente considerevole tra le due contendenti:  una formazione ha completato il processo di ricambio generazionale e mostra tutta la qualità delle sue giovani, mentre l’altra sembra decisamente indietro.

Risulterà fondamentale, per una compagine che ha iniziato da poco il suo lavoro sotto la guida del nuovo condottiero, riuscire ad esprimere una prova maiuscola soprattutto dal punto di vista difensivo, dell’intensità, della concentrazione e della capacità di sacrificarsi da parte delle giocatrici per la causa del collettivo.

Come più volte già sottolineato, il nuovo ciclo tecnico parte a metà di un quadriennio, ma bisogna in ogni caso concedere a Maurizio Mirarchi il tempo necessario a trasmettere le proprie idee alle giocatrici e a far sì che queste possano assimilarle rendendole cardini del progetto tattico del nuovo Setterosa.

Pavlidis, arrivato subito dopo le Olimpiadi di Parigi 2024, ha letteralmente rivoluzionato la fisionomia della Grecia con un radicale cambio di identità che ha portato dividendi decisamente elevati. Le elleniche non sono più quella squadra che era abituata a giocare sotto ritmo, a praticare una gestione della palla grazie a cui addormentare il gioco ed estromettere le rivali dalla partita. La nuova Grecia punta su uno spumeggiante gioco veloce, con micidiali transizioni verticali e riesce a far sì che la squadra possa essere imprevedibile sfruttando in egual maniera la pericolosità delle proprie esterne in ripartenza o l’abilità delle giocatrici al centro.