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CiclismoGiro d'ItaliaStrada

Brutta caduta al Giro d’Italia: chi è rimasto coinvolto e perché la corsa è stata neutralizzata

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Giro d'Italia
Giro d'Italia / Lapresse

Una brutta caduta in seno al gruppo ha avuto luogo quando mancavano 23 chilometri al termine della seconda tappa del Giro d’Italia: il plotone si era appena lasciato alle spalle la pioggia, ma l’asfalto era ancora scivoloso, un uomo nelle posizioni di vertice è scivolato sulla destra (traiettoria esterna) e ha generato l’incidente sulle strade della Bulgaria. Una trentina di uomini sono finiti a terra, alcuni sono finiti anche in un piccolissimo fossato sotto a un guard rail.

Il gruppo principale è stato fatto rallentare e poi la corsa è stata neutralizzata, perché non c’era la necessaria copertura delle ambulanze: tutti i mezzi di soccorso e il personale medico erano infatti impiegati ad aiutare i ciclisti coinvolti nella caduta di massa. Tra gli atleti coinvolti spicca il britannico Adam Yates (UAE Emirates-XRG), uno dei grandi favoriti per la classifica generale: si è rialzato ma era in condizioni tutt’altro che ottimali.

Sono finiti a terra anche l’australiano Jay Vine (UAE Emirates-XRG, già ritirato), il belga Dries van Gestel (Soudal-Quick Step), Edoardo Zambanini (Bahrain-Victorious), l’olandese Wilco Kelderman (Team Visma | Lease a Bike). La giuria ha poi fatto ripartire la cosa quando mancavano 18,3 km al traguardo di Veliko Tarnovo, poco prima del Chilometro Red Bull (i sei secondi di abbuono sono stati conquistati dal colombiano Egan Bernal) e dell’inizio della salita di giornata (3,9 km al 6,6% di pendenza media).

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