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Tennis

Wawrinka: “Il rovescio a una mano non morirà mai”

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Stan Wawrinka
Stan Wawrinka / LaPresse

Il lungo addio al tennis giocato di Stan Wavrinka profuma ancora di competizione. A 39 anni, il tennista svizzero affronta la sua ultima stagione da professionista con un’idea ben precisa: godersela, sì, ma senza rinunciare a spingersi al limite. Nell’intervista concessa a  Tennis Channel, l’elvetico ha affrontato  diversi argomenti riguardanti il ​​presente e il futuro del tennis e della sua carriera.

Stan Wawrinka ha costruito una carriera caratterizzata da pazienza, costante evoluzione e una mentalità resiliente. Lontano dai riflettori iniziali, il suo sviluppo è stato graduale, fino a diventare uno dei giocatori più forti sui palcoscenici più importanti. La sua eredità non si misura solo nei titoli, ma anche nella sua capacità di reinventarsi e competere alla pari con alcune delle più grandi leggende del tennis.

La voglia di competere fino all’ultimo giorno e la costante voglia di essere sempre in sfida: “Cerco di trovare il modo di divertirmi e di continuare a mettermi alla prova. Non gioco solo per dire addio”, ha affermato con enfasi, sottolineando che il suo obiettivo rimane quello di vincere partite.

L’importanza del lavoro quotidiano e di avere obiettivi a lungo termine: “Tutta la fiducia deriva dal lavoro quotidiano. Da giovane, ho sacrificato tornei per migliorare», ha ricordato, convinto che il vero obiettivo fosse raggiungere il suo pieno potenziale.

Il confronto con i più forti e la capacità di evolversi pur conservando le proprie caratteristiche: “Quando giochi contro il numero uno, senti meno pressione”. Il gioco è cambiato molto, soprattutto a causa delle palline. “Ci saranno sempre giocatori con quello stile”, ha affermato, citando Lorenzo Musetti come uno dei suoi eredi del rovescio ad una mano.

La degna conclusione del percorso di un giocatore che ha saputo competere ad altissimi livelli nell’epoca dei Fab Four sarebbe quella di una grande sfida in un torneo di prestigio e la chiusura nelle prime cento posizioni del ranking ATP: “Sarebbe un sogno finire tra i primi 100. I tifosi sono stati incredibili”.

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