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Tennis

Jannik Sinner evade dalle sabbie mobili e supera Bonzi in rimonta nell’esordio a Madrid

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Jannik Sinner
Jannik Sinner / IPA Sport

Jannik Sinner, in una giornata nella quale i riflettori del mondo del tennis ballano in maniere differenti sulla Spagna, supera il secondo turno (che per lui è l’esordio) al Masters 1000 di Madrid. Gli serve uno sforzo supplementare, però, per battere un’ottima versione del francese Benjamin Bonzi. 6-7(6) 6-1 6-4 il punteggio finale e al terzo turno, per il numero 1 del mondo, ci sarà il danese Elmer Møller, che dopo aver battuto Federico Cinà ha approfittato del ritiro a metà secondo set del canadese Gabriel Diallo.

Dopo un paio di game interlocutori, il primo a spingere è Sinner, che si procura tre palle break consecutive. Sono però più i suoi errori a renderle inoffensive, con Bonzi che riesce a chiudere il game di rovescio, colpo che si rivela più volte efficace. Jannik non concede spazi al servizio (più di un 15 alla battuta non lo lascia), sul 3-3 si ritrova ad avere altre due chance e soprattutto la seconda la gioca in modo perlomeno particolare, con una palla corta alta raggiunta dal francese con il campo aperto. Non ci sono particolari ulteriori difficoltà dalle due parti prima dell’approdo al tie-break, ma qui, sull’1-1, accade l’imprevisto: nastro di Bonzi sulla risposta, Sinner ci arriva, ma manda il rovescio in rete ed è minibreak per il transalpino. Di rovescio Jannik recupera per il 4-4, poi va anche sul 6-5, ma lo scambio che segue vede il classe 1996 di Nimes prevalere. Subito dopo l’azzurro manda il rovescio appena largo e, poco dopo, su una volée complessa non tiene la palla in campo: set Bonzi 6-8, ed è la prima volta dal 2022 che Sinner perde un set all’esordio sul rosso.

Il secondo set si apre con una palla break a favore di Sinner, con Bonzi che però inizia a servire bene, e un 15-30 che Jannik riesce a recuperare con personalità (e dopo un warning). Sul 2-1 arrivano altre tre palle break per il numero 1, e sulla terza di esse arriva il doppio fallo del francese che vale il 3-1. Di fatto si tratta di un contemporaneo via libera per una versione più rinfrancata di Sinner e, contemporaneamente, per un calo di Bonzi rispetto a tutto il periodo precedente. Arriva un rapido secondo break, quello che vale il 5-1 e poi il 6-1 con Bonzi che chiama il medical timeout per problemi di schiena. Il tutto negli stessi minuti dell’annuncio del forfait di Carlos Alcaraz per Roma e Roland Garros.

Inizio di terzo parziale con lotta e due palle break a favore di Sinner, che però dal 15-40 non riesce a concretizzare e poi, nel secondo game, ha un leggero calo di energie. Fortunatamente è soltanto un attimo, nulla che pregiudichi situazioni di sorta. Poi, sul 2-2, Jannik improvvisamente sale tantissimo, trova un game dei suoi con un mix di aggressività, presa della rete e quant’altro per ottenere il break a 30 e mantenerlo in men che non si dica. Di fatto i problemi non ci sono più perché il numero 1 non concede praticamente nulla alla battuta e, dopo due ore e 20 minuti, può dirsi al terzo turno.

Match da 10 ace e 85% di punti vinti con la prima, ma anche 69% con la seconda, per Sinner (68% e 52% per Bonzi), con un saldo vincenti-errori gratuiti di 38-27 contro 21-32. Statistica particolare: da quando esiste, sotto vari nomi, il format dei Masters 1000 (1990), il numero 1 ATP è il primo giocatore a non avere un record perdente in questa categoria di tornei tra quelli che hanno all’attivo almeno 10 match. Attualmente i numeri dicono 18-18 (50%) in questo senso.

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