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Tennis

Flavio Cobolli si infrange contro la potenza di Shelton e si arrende in finale a Monaco

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Flavio Cobolli
Flavio Cobolli / LaPresse

Flavio Cobolli si arrende alla potenza di Ben Shelton nella finale dell’ATP 500 di Monaco di Baviera. Sulla terra rossa tedesca si impone il numero 6 del ranking mondiale con il punteggio di 6-2 7-5 in un’ora e 31 minuti di gioco. Un match in cui Cobolli ha mostrato scarsa lucidità nei momenti chiave, pagando anche dal punto di vista delle energie, sia fisiche sia mentali. Lo statunitense, invece, è apparso più brillante e capace di sfruttare al meglio le risorse a disposizione. Per Shelton si tratta del quinto titolo nel circuito maggiore, il secondo del 2026. Per il 24enne capitolino, comunque, si conclude una gran settimana e da domani sarà n.13 del mondo.

Nel primo set, l’avvio è contratto per il romano: colpi imprecisi facilitano il break iniziale dell’americano. L’azzurro prova a reagire immediatamente, costruendosi ben sei occasioni per il contro-break, ma manca la necessaria concretezza e Shelton riesce a salvarsi. È proprio questo game a indirizzare il parziale: il numero 6 ATP prende fiducia e allunga, mentre Cobolli accusa il contraccolpo psicologico, perdendo a zero il turno di battuta successivo. Lo statunitense esprime un tennis fluido ed efficace, approfittando della scarsa precisione dell’avversario. L’italiano annulla sei palle set nel settimo gioco, ma non riesce a rientrare e cede il parziale per 6-2.

Nel secondo set lo scenario cambia. Il classe 2002 tricolore alza il livello al servizio, rendendo più difficile la risposta a Shelton. L’andamento resta equilibrato, ma il momento decisivo arriva nel decimo game: sul 15-30 in favore di Cobolli, con Shelton al servizio, l’azzurro costruisce il punto con un ottimo dritto in topspin, salvo poi sbagliarne un altro a campo aperto, alla sua portata, che gli avrebbe garantito due palle set. È l’episodio che segna il match: scampato il pericolo, lo statunitense alza la pressione in risposta e Cobolli, complice anche un doppio fallo, perde il turno di battuta. La partita, di fatto, si chiude lì, premiando il numero 6 del mondo.

Le statistiche confermano la superiorità di Shelton: decisiva l’efficienza con la prima di servizio (85% contro il 70% dell’italiano) e, soprattutto, la gestione delle palle break, con il 100% di quelle annullate (6 su 6), a fronte del 6 su 9 di Cobolli.

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