Milano Cortina 2026OlimpiadiShort Track
Gios tuona e difende Sighel: “Ho l’impressione che i giudici non si rendano conto di quello che fanno”
Da ieri non si parla d’altro a Milano Cortina 2026. Il controverso comportamento della giuria di danni di Pietro Sighel, ingiustamente fuori nella semifinale relativa alla distanza dei 500 metri di short track, continua a tenere banco in un “day after” a nervi tesi. Come sappiamo, dopo la gara la Federazione Italiana Sport Ghiaccio ha diramato una nota esprimendo sincera preoccupazione per il trattamento della giuria nei confronti dell’atleta. E in attesa della serata finale di domani, quando il talento della Nazionale italiana tornerà per l’ultima volta sul ghiaccio con la staffetta maschile, nel pomeriggio odierno a battere i pugni sul tavolo è stato il numero uno della FISG Andrea Gios che, in una conferenza stampa organizzata a Casa Italia, è tornato sull’accaduto:
“Oggi ho parlato con Pietro Sighel, mi sembra sereno, ho visto un post in cui ringraziava tutti – ha detto Gios nelle parole raccolte dall’Agenzia di Stampa ANSA – Questo è l’atteggiamento, io sono amareggiato per quello che è stato fatto sul ghiaccio, ma non solo per ieri, per una serie di episodi consecutivi dove ci sono stati comportamenti contraddittori da parte del giudice“.
Il Presidente ha quindi proseguito: “Abbiamo fatto un esposto alla Federazione Internazionale, a noi spetta il compito di proteggere Pietro, a lui spetta il compito di star sereno e quindi a me è piaciuto il suo post. Sono convinto che adesso avrà l’ultima gara in cui potrà far valere le sue capacità. Aveva tutte le possibilità, era in forma ed è stato veramente danneggiato da dei comportamenti arbitrali che io giudico non coerenti“.
In ultimo Gios ha lamentato l’atteggiamento del corpo giudicante, a suo avviso non all’altezza di analizzare gli errori che commette: “La nostra segnalazione è stata doverosa, ma purtroppo il guaio è fatto, non è che possano rifare queste gare quindi c’è moltissima amarezza. Io sono molto dispiaciuto, ed ho avuto anche un contrasto abbastanza forte con alcuni rappresentanti della Federazione. Ammetto che il giudice e l’arbitro possano sbagliare e questo è normale, chi fa sport lo deve mettere in conto. Non accetto che non ci sia una severa analisi di quello che compiono – ha concluso -. Ho l’impressione che i giudici di short track, in questo caso, non rendano conto di quello che fanno e questa è la cosa che a me non va bene“.
