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La staffetta femminile incanta a Ruhpolding: solo una super Kirkeeide strappa la vittoria alle azzurre
Un urlo rimasto strozzato in gola. L’Italia della staffetta femminile è andata a un passo, anzi a pochissimi metri, dal successo nella giornata inaugurale della quinta tappa della Coppa del Mondo di biathlon 2025-2026. Nella suggestiva Chiemgau-Arena di Ruhpolding, in Germania, il quartetto composto da Hannah Auchentaller, Dorothea Wierer, Michela Carrara e Lisa Vittozzi ha chiuso al secondo posto, eguagliando il risultato ottenuto a Östersund e offrendo una conferma pesantissima in ottica Olimpiadi di Milano Cortina: l’Italia c’è, è solida e soprattutto competitiva.
Resta, inevitabilmente, un leggero retrogusto amaro. Non per una prestazione insufficiente, tutt’altro, ma perché le azzurre hanno interpretato la gara in maniera impeccabile. Auchentaller ha aperto nel migliore dei modi, utilizzando una sola ricarica e distinguendosi sia nel passo sugli sci sia nell’ultima serie al poligono. Wierer ha proseguito con autorità, combinando precisione (una ricarica) e un tempo di rilascio dei colpi di alto livello. Carrara, con due ricariche, ha mostrato grande solidità, riuscendo addirittura a chiudere davanti a tutte nella sua frazione, precedendo anche la svedese Elvira Öberg. Infine Vittozzi ha sfoderato una prova da fuoriclasse assoluta: zero errori al tiro e tempi di esecuzione quasi irreali (19″2 a terra e 18″1 in piedi).
Tutti gli elementi sembravano allineati per uno storico trionfo azzurro, che sarebbe stato il primo in assoluto per la staffetta femminile italiana sulle nevi bavaresi. La sappadina, in particolare, appariva lanciata verso la vittoria dopo aver messo margine sulla temibile francese Julia Simon. Ma nel finale è emersa la straordinaria progressione della norvegese Maren Kirkeeide, capace di cambiare marcia sull’ultima salita e di costruire il sorpasso decisivo nel rettilineo conclusivo.
Così è maturato il successo della Norvegia (9 ricariche), che ha preceduto l’Italia (0+4) per appena 0″9, con la Svezia (0+7) terza a 3″0. A seguire Francia (0+6) a 10″5 e Cechia (0+3) a 52″8, mentre la Germania ha chiuso solo sesta (1+8) a 1’01″8. Un secondo posto che vale moltissimo per il gruppo azzurro, anche alla luce dell’assenza di Rebecca Passler, fermata da condizioni di salute non ottimali.
