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Atletica, penultima giornata ai Mondiali. L’Italia punta sulle staffette, Stecchi può stupire nell’asta

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Claudio Stecchi

Penultima giornata molto intensa ai Mondiali di Budapest con doppia sessione e con un’apertura di impatto con la maratona femminile per le strade della capitale ungherese. C’è ancora una volta tanta Italia come è stato per tutto questo Mondiale e la speranza è che si possa avere qualche azzurro protagonista anche nella giocata conclusiva, soprattutto con le staffette. 

Si parte con la maratona femminile. Per l’Italia in gara c’è Giovanna Epis che l’anno scorso vinse la mezza ai Giochi del Mediterraneo e proverà a restare con le migliori anche se il livello è elevato. Per lei la terza prestazione europea stagionale (2h23:46). C’è la campionessa uscente, l’etiope Gotytom Gebreslase, unica nella storia iridata a vincere con un crono inferiore alle 2h20 (2h18:11), che dovrà fare attenzione alle compagne di squadra, Amane Beriso Shankule, Workenesh Edesa, Yalemzerf Yehualaw e Tsehay Gemechu. La battaglia, come sempre, si preannuncia durissima con le keniane. Rosemary Wanjiru (2h16:28) è la più attesa ma attenzione anche a Sally Kaptich e Shyline Jepkorir Toroitich. Le outsider possono essere la statunitense Keira D’Amato, le giapponesi Rika Kaseda, Mizuki Matsuda e Sayaka Sato, l’israeliana con la naturalizzata Lonah Salpeter, bronzo a Eugene.

Dalle 10.05 si torna in pista con una mattinata dedicata soprattutto al decathlon che ha perso per strada già da ieri mattina uno dei favoriti della vigilia, il francese Kevin Mayer, alle prese con problemi fisici. Dove possa arrivare il tedesco Neugebauer che ha impressionato nelle prime prove, lo vedremo oggi. Di sicuro il canadese Warner è in forma e punta all’oro e ci sono altri pretendenti al trono, fra cui l’altro canadese Lepage. In mattinata in programma 110 ostacoli, lancio del disco e salto con l’asta. Al pomeriggio lancio del giavellotto e 1500 in chiusura.

In mattinata è in programma la qualificazione del getto del peso, senza azzurre in gara. La campionessa in carica Chase Ealey non sembra nella migliore condizione ma resta sempre una candidata all’oro come la connazionale Maggie Ewen, la giamaicana Danniel Thomas-Dodd, la pluridecorata cinese Gong Lijiao, sempre sul podio dal 2008, l’altra cinese Song Jiayuan, la canadese Sarah Mitton e la portoghese Auriol Dongmo, il bronzo di Eugene e oro europeo, l’olandese Jessica Schilder, reduce da una stagione non straordinaria ma data in crescita di condizione. La finale è in programma nella sessione serale.

C’è Claudio Stecchi in avvio di sessione serale al via della finale del salto con l’asta maschile. L’azzurro può provarci a conquistare un risultato di prestigio e può sognare anche il podio a patto di migliorarsi ulteriormente rispetto al record italiano stabilito quest’anno. Armand Duplantis è pronto a iscrivere ancora il suo nome nell’albo d’oro e l’impressione è che ancora una volta si gareggi solo per l’argento dove i favoriti sono i medagliati dello scorso anno, lo statunitense Chris Nilsen e il filippino Ernest Obiena, l’australiano Kurtis Marschall, il polacco Lisek e il turco Sasma.

In pista scatta la battaglia per accaparrarsi un posto in finale nella 4×400 maschile. Per l’Italia in gara quattro da scegliere fra Davide Re, Lorenzo Benati, Brayan Lopez, Riccardo Meli e Alessandro Sibilio che potrebbero avere le carte in regola per provarci ma la concorrenza è spietata. Trinidad & Tobago e le  Bahamas sono le uniche nazionali ad aver sconfitto gli Usa, che dai Giochi di Atene al Mondiale di Eugene hanno quasi sempre vinto l’oro, ben dodici volte. L’alternativa agli States è la Giamaica del nuovo campione mondiale Watson, mentre al Botswana mancherà Ndori, che si è infortunato in semifinale, e alle Bahamas Gardiner, anche lui vittima di un infortunio in semifinale. Per la medaglia in corsa il Belgio due volte bronzo nelle due ultime edizioni del Mondiale, la Gran Bretagna sospinta dall’argento individuale Hudson-Smith e Trinidad e Tobago e occhio anche al Giappone che in staffetta si fa sempre rispettare e allo Sri Lanka.  

Italia in gara anche nella 4×400 femminile dove si sceglierà tra Alessandra Bonora, Ayomide Folorunso, Alice Mangione, Eleonora Marchiando, Anna Polinari, Giancarla Trevisan e Virginia Troiani.  Le statunitensi  vincono da tre Mondiali in fila (7 degli ultimi 8) e, anche senza la stella McLaughlin, possono puntare al massimo anche se si dovranno guardare dalla galvanizzata Giamaica, che si presenta con un bronzo e un argento a Doha e Eugene, dall’Olanda di Bol e Klaver, dal Belgio, dalla Gran Bretagna e dalla Polonia di Kaczmarek, da Cuba e dalla giovanissima ma talentuosa Nigeria.

Si preannuncia incertissima la finale degli 800 metri che non avrà azzurri al via (Barontini e Tecuceanu vicinissimi alla qualificazione). Metà del contingente viene dall’Africa ma a farla da padrone sono gli algerini Moula e Sedjati, dalle caratteristiche diverse. Il Kenya si aggrappa a Wanyionyi ma nei turni precedenti è piaciuto tanto anche lo spagnolo Ben e sempre pronto a salire sul podio c’è il canadese Arop.

C’è Nadia Battocletti al via dei 5000 donne: la trentina proverà ad attaccare nuovamente il record italiano. La neo-primatista mondiale Faith Kipyegon se la vedrà nuovamente con la primatista d’Europa Sifan Hassan e la campionessa mondiale uscente l’etiope Gudaf Tsegay, sul podio anche a Tokyo. Le possibili outsider sono le altre etiopi Freweyni Hailu e Ejgayehu Taye, le keniane Beatrice Chebet, argento un anno fa, Lilian Kasait Rengeruk e Margaret Chelimo Kipkemboi e le statunitensi Alicia Monson e Elise Cranny.

Gli Stati Uniti sono i favoriti per definizione nella 4×100 maschile ma anche i “pasticcioni” honoris causa. L’Italia sembra aver ritrovato la magia delle Olimpiadi con il ritorno di Marcell Jacobs e un Filippo Tortu che con il quartetto si trasforma. La sensazione è che gli azzurri possano giocarsi un posto sul podio con Gran Bretagna e Giappone, ma attenzione anche al Sud Africa.

Dal Mondiale di Helsinki 2005, Usa e Giamaica si giocano il titolo nella staffetta 4×100 femminile e anche a questo giro difficile pensare a qualche inserimento da dietro. L’Italia si è qualificata in finale con il quarto tempo e frantumando il record italiano: se qualcuna delle favorite dovesse sbagliare…

Foto: Fidal/Colombo