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Judo, Alice Bellandi e le donne fanno la storia al Masters di Gerusalemme. Uomini sottotono

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Pink power” per l’Italia sul tatami della Pais Arena di Gerusalemme, sede del Masters 2022, ultimo evento stagionale del World Tour di judo. La Città Santa, in passato culla di tre grandi religioni, è stata teatro del mai visto e sentito per il movimento nostrano: una vittoria e due terzi posti tutti griffati dalle ragazze del Bel Paese.

Partiamo dalla fine, ovvero dal successo di Alice Bellandi nell’ultima giornata: la 24enne bresciana, nel passaggio della categoria fino a 78 kg, ha trovato l’equilibrio sopra la follia. Una stagione nella quale i risultati erano stati i seguenti:

  • Secondo posto nel Grand Prix Portugal.
  • Terzo posto nel Grand Slam di Tel Aviv.
  • Bronzo agli Europei di Sofia.
  • Vittoria nel Grand Slam Hungary.
  • Vittoria nel Grand Slam a Baku.

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Il Masters era quello che si chiedeva a un’atleta che con questo successo strepitoso è balzata in terza posizione nel ranking mondiale. Bellandi, nei fatti, ha eguagliato quanto fatto in campo maschile dal piemontese Manuel Lombardo a Qingdao nel 2019, mettendo in fila tutte le migliori interpreti della categoria:

  • Patricia Sampaio sconfitta per ippon.
  • Mayra Aguiar, campionessa del mondo in carica, battuta per somma di sanzioni.
  • Madeleine Malonga, argento olimpico a Tokyo, sconfitta per la volta consecutiva con un ippon seoi nage.
  • Audrey Tcheumeo, pluri-medagliata olimpica e iridata, sconfitta con un waza-ari.

 

Fatti e non parole per una judoka che ha tutto per fare la differenza e rilanciare le proprie quotazioni verso Parigi. Dai pesi massimi a quelli leggeri, le soddisfazioni ci sono sempre e il riferimento è ad Assunta Scutto nei -48 kg e a Odette Giuffrida nei -52 kg.

Per Susy, campionessa del mondo l’anno scorso a livello juniores, il 2022 aveva già riservato il bronzo ai Mondiali di Tashkent e parlando di una ragazza di 20 anni non è poco. Nel “Torneo dei Maestri” c’è stata la conferma della sua classe, messasi in evidenza specialmente nella finale per il terzo posto contro la temibile kazaka Abiba Abuzhakynova, che si era imposta nell’ultimo precedente ad Abu Dhabi. La giovane campana ha dominato la scena, piegando la resistenza dell’avversaria in meno di tre minuti, mettendo a segno un waza-ari e chiudendo i conti con un ippon spettacolare. Conclusione: terzo gradino del podio al primo Masters della carriera.

Alla voglia di emergere di Scutto ha risposto lo spirito di conservazione di Giuffrida, capace di rinnovare l’appuntamento sul podio a oltre 6 anni di distanza dalle precedenti top-3 di Guadalajara 2016 e Rabat 2015. La 28enne romana, due volta a medaglia alle Olimpiadi, ha messo tutto quello che aveva e ancor più delle avversarie è stato un infortunio alla gamba sinistra a limitarla nel corso degli incontri. Nonostante tutto, nel suo percorso ha sconfitto la tedesca Mascha Ballhaus (ippon al Golden Score) e la sua “bestia nera” stagionale Diyora Keldiyorova (squalificata per un’azione pericolosa), prima di perdere non senza rimpianti in semifinale contro la vicecampionessa iridata in carica Chelsie Giles (waza-ari in osaekomi ai tempi supplementari). Nel match contro la beniamina locale Gefen Primo l’ha spuntata di pura determinazione dopo oltre 5 minuti di Golden Score.

Ci si aspettava invece qualcosa di più dagli uomini. Manuel Lombardo e Giovanni Esposito non sono riusciti a esprimersi come si sarebbe sperato nei -73 kg: Lombardo è stato sconfitto subito dall’uzbeko Obidkhon Nomonov, mentre Esposito si è dovuto arrendere al kazako Zhansay Smagulov. Deludente anche la prestazione del vicecampione mondiale in carica dei 90 kg Christian Parlati, fermatosi agli ottavi contro l’outsider brasiliano Rafael Macedo per waza-ari dopo 16″ di Golden Score. Passo indietro dal punto di vista del risultato, dopo l’impresa di Tokyo, per Gennaro Pirelli, uscito di scena agli ottavi di finale nei -100 kg per somma di sanzioni in una sfida molto tirata contro l’azero, bronzo mondiale in carica, Zelym Kotsoiev, dopo aver battuto nettamente all’esordio il forte georgiano Giorgi Beriashvili.

In sostanza, una squadra che fa la storia grazie alle donne, ma con ancora tanti margini di miglioramento. Questo fa capire come il judo azzurro in ottica Giochi 2024 possa puntare a traguardi molto ambiziosi.

Foto: IJF

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