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Volley, iniziano i Mondiali 2022! Francia favorita, l’Italia campione d’Europa sogna un posto in semifinale

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Non è stato un iter semplice quello che ha portato al Mondiale di volley maschile che scatta oggi in Slovenia e Polonia. La Russia doveva organizzare questa rassegna iridata e lo aveva fatto con grande attenzione e meticolosità per cercare di spingere la Nazionale a riscattare l’argento olimpico e riprendersi il titolo mondiale dopo tanti anni ma la guerra in Ucraina ha cambiato le carte in tavola e, seppure con un po’ di ritardo, la Fivb, ha deciso di togliere il Mondiale alla Russia per consegnarlo qualche mese dopo a Slovenia e Polonia, due roccaforti del movimento europeo che hanno già dato saggio di capacità organizzativa.

La geografia del volley maschile mondiale non è cambiata più di tanto negli ultimi anni: sei o sette sono le reali candidate al podio e tra queste c’è anche l’Italia di Fefè De Giorgi che, dopo l’uscita sanguinolenta nei quarti ai Giochi di Tokyo, lo scorso anno, dopo il rinnovamento, si è presentata al mondo vincendo l’Europeo. Francia, Polonia e Brasile sembrano avere qualcosa in più rispetto a tutte le altre rivali ma le sorprese sono dietro l’angolo e la formula ad eliminazione diretta fin dagli ottavi di finale, oltre ad eliminare i “biscotti” a cui si è assistito nelle ultime edizioni dopo la prima fase, potrebbe anche favorire qualche risultato inatteso.

La favorita numero uno è ancora la squadra di casa che ha vinto gli ultimi due titoli iridati. I polacchi hanno le carte in regola per fare tris: rosa lunga, sestetto solido e completo, pubblico amico e tanta voglia di riscatto dopo il flop di Tokyo. La squadra polacca ha tutto per piazzare il tris iridato ma dovrà fare i conti con alcune rivali agguerrite e pronte a reggere il confronto, una su tutte la Francia campione olimpica. La squadra di Andrea Giani ha iniziato a stagione vincendo la Nations League con pieno merito e ora vuole dare l’assalto al titolo iridato, unico trofeo che ancora manca nella bacheca della federazione transalpina. Anche in questo caso squadra solida, che parte dai fondamentali di seconda linea e da una tecnica sopraffina per sfiancare gli avversari.

Gli Stati Uniti si presentano ancora una volta tra i super favoriti del torneo, nonostante sia iniziato un ricambio generazionale che avrà il suo culmine comunque dopo Parigi 2024. I campioni che hanno permesso alla squadra a Stelle Strisce di essere protagonisti nell’ultimo lustro ci saranno tutti e quella statunitense sarà una delle compagini da battere.

Non è salito sul podio a Tokyo ma non può certo essere sottovalutato il Brasile che invece il ricambio generazionale lo ha già iniziato ancora prima dell’ultima stagione olimpica e sta un po’ faticando a trovare elementi in grado, soprattutto per continuità di rendimento, di rinverdire i fasti del passato. E’ comunque una delle squadre da battere.

In coda alla graduatoria dei favoriti c’è l’Italia: anche per gli azzurri vale il discorso fatto sopra per il Brasile. C’è la consapevolezza in casa azzurra che si sta lavorando molto bene a livello giovanile (grazie anche alla mano di Julio Velasco), le vittorie arrivano a grappoli ma forse questo Mondiale arriva un po’ presto per quelle che sono le potenzialità del gruppo che De Giorgi ha iniziato a plasmare da un anno partendo dall’inatteso trionfo europeo. Vedere un’Italia nella top4 non sarebbe una sorpresa enorme, vederla in finale sì.

Diverse, poi, sono le Nazionali pronte ad approfittare di eventuali distrazioni delle favorite per dare la caccia ad un risultato insperato alla vigilia che potrebbe essere una semifinale iridata. L’outsider numero uno è una delle due padrone di casa, la Slovenia che ha puntato sul tecnico campione d’Europa per club, Ghorghe Cretu, per farsi trovare pronta nell’appuntamento casalingo dell’ultima ora. Squadra esperta, che sa esaltarsi al momento giusto, che avrà la spinta del proprio pubblico fino alla penultima fase. Ci sono gli ingredienti per fare bene.

Un movimento un po’ in calo ma tutt’altro che in disarmo nelle ultime stagioni è quello serbo. La squadra di Podrascanin e Lisinac, di Atanasijevic e Petric non ha trovato finora i ricambi all’altezza e dunque prosegue nella sua strada con elementi che stanno sentendo il peso dell’età ma resta sempre una squadra difficile da affrontare e da battere, soprattutto quando la posta in palio è alta.

Altra formazione complicata da superare per tutti gli avversari è quella iraniana. Gli asiatici possono contare su alcuni giocatori di valore assoluto e stanno inserendo nuove leve interessanti grazie ad un lavoro capillare e meticoloso di tecnici e Federazione che ha creato nelle ultime stagioni il movimento più importante in Asia. Dovessimo trovarli in un quarto di finale a giocarsi l’accesso tra le prime quattro sarebbe una sorpresa molto relativa.

Molto più sorprendente sarebbe la presenza a questi livelli di un altro poker di formazioni che non partono mai battute in partenza, il Giappone di Ishikawa, a cui mancano centimetri e potenza per potersela giocare con tutte le rivali, l’Olanda di Abdel Aziz che in Nations League è riuscita a qualificarsi tra le prime otto e sta cercando di risalire la china dopo anni di oblio e l’Argentina bronzo olimpico che ha perso buona parte delle sue star dopo l’exploit di Tokyo ma può contare comunque su una rosa di buona qualità. La vera variabile impazzita può essere Cuba: le potenzialità fisiche dei caraibici sono illimitate, quelle tecniche sono tutte da verificare.

Foto Fivb

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