Vuelta a España 2020: il pagellone. Primoz Roglic in trionfo, bene Carapaz e un super Carthy

Pagellone Vuelta a España 2020

Primoz Roglic, voto 9: la condizione non era al 100%, questo è chiaro. In forma sin da giugno, con il titolo nazionale vinto, poi il Tour de France e il trionfo alla Liegi-Bastogne-Liegi. Costantemente al top, nonostante ciò è riuscito a prendersi un altro trionfo mostruoso. Torna, un anno dopo, sul gradino più alto del podio di Madrid. Sfrutta al meglio tutte le sue caratteristiche: vince quattro tappe, guadagna tantissimi secondi con gli abbuoni grazie al suo spunto veloce e si impone nella cronometro, chiudendo la pratica. In salita soffre, ma si gestisce al meglio e riesce ad agguantare la Maglia Rossa da sfoggiare nella passerella finale.

Richard Carapaz, voto 8,5: per tutti coloro che si sono stupiti del successo al Giro d’Italia 2019, catalogandolo come un evento eccezionale, arriva subito la smentita. L’ecuadoriano dà spettacolo in salita, si difende a cronometro e sfiora la vittoria, chiudendo addirittura a 24” da Roglic. Forse un po’ troppo attendista, sfavorito anche da una terza settimana non disegnata al meglio e priva di grandi montagne. In ogni caso una prestazione eccellente.

Hugh Carthy, voto 8,5: è lui la grande sorpresa di questa Vuelta. Nella prima settimana resta davanti, chiudendo sempre con il gruppo dei migliori in salita. Sembrava un exploit momentaneo, invece la condizione è andata addirittura in crescita. La ciliegina sulla torta è arrivata con il trionfo sull’Angliru, ma il podio di Madrid in ogni caso lo lancia in un’altra dimensione.

Daniel Martin, voto 7,5: parte fortissimo, non scendendo mai dal podio e trovando il successo di tappa a La Laguna Negra de Vinuesa. Sembra essere in grado di lottare con Roglic e Carapaz, ma con il passare delle giornate inizia a perdere. Chiude quarto in classifica generale, un risultato in ogni caso inatteso dall’esperto irlandese.

Enric Mas, voto 6: quinto come al Tour de France. Nella corsa di casa, con meno rivali e con una Movistar eccezionale al suo servizio ci si sarebbe aspettato sicuramente qualcosa in più dal giovane iberico, che si aggiudica la classifica riservata agli under 25.

Mattia Cattaneo, voto 7: il migliore degli italiani, anche l’unico degli azzurri ad arrivare a Madrid. L’uomo della Deceuninck – Quick-Step chiude diciassettesimo in classifica generale, ma è soprattutto la voglia di attaccare spesso e volentieri a venir fuori. Sfiora un successo di tappa, venendo raggiunto dal gruppo a 3 chilometri dal traguardo. Ci riproverà il prossimo anno.

Tim Wellens, voto 8: attaccante nato il belga. Riscatta la delusione di non essere andato al Tour de France, a causa di una caduta, con una Vuelta super. In fuga praticamente tutti i giorni, sfrutta due tappe favorevoli alle sue caratteristiche e si impone sia a Sabiñanigo che a Ourense.

David Gaudu, voto 8: il transalpino della FDJ dimostra di averne per essere al top in montagna. Preferisce però uscire di classifica e dedicarsi alla fughe, agguantando due spettacolari successi di tappa. Nome importante in casa Francia, dal prossimo anno lo si attenderà ovviamente alla Grande Boucle.

Guillaume Martin, voto 7,5: saluta subito le ambizioni di classifica e si ritaglia un ruolo di attaccante. Il francese si muove sempre in salita e agguanta la Maglia a pois di miglior scalatore. Peccato per un successo di tappa che è mancato.

Sam Bennett e Pascal Ackermann, voto 7: erano loro i migliori velocisti presenti in questa Vuelta. Due a uno lo score per il teutonico, che però come dichiarato ieri a Madrid sente sua una sola vittoria, visto che quella di Aguilar de Campoo è arrivata a causa della squalifica dell’irlandese. Sono stati comunque loro ad animare gli sprint.

gianluca.bruno@oasport.it

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Foto: Lapresse

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