F1, GP Stiria 2020: Mercedes smentisce che la livrea nera possa avere ricadute sul surriscaldamento del motore

La livrea nera scelta dalla Mercedes nel primo round del Mondiale 2020 di F1 ha fatto parecchio discutere. Le motivazioni sociali legate alla campagna favorevole alla lotta contro il razzismo, dando sostegno al movimento #BlackLivesMatter fortemente voluto da Lewis Hamilton, ha portato qualcuno a storcere il naso relativamente al coinvolgimento di tale causa in un contesto sportivo.

Al di là comunque di questi aspetti esterni all’agonismo, in pista le Frecce Nere hanno impressionato sul fronte delle prestazioni, ma si sono presentate fragili dal punto di vista strutturale, al punto che il finlandese Valtteri Bottas (vincitore della gara) è stato costretto ad alzare il ritmo. Lo stesso dicasi per Hamilton (quarto per la penalità di 5″). Qualcuno, forte anche di alcune considerazioni fatte da Toto Wolff in precedenza, ha pensato di legare le problematiche alla scelta cromatica della W11, sapendo quanto il nero possa attrarre il calore. A chiarire, quindi, quest’aspetto ci ha pensato James Vowles, capo delle strategie Mercedes, smentendo di fatto queste osservazioni: “La realtà è che non è un problema. All’interno del cofano motore è presente una fodera argentata e resistente alle alte temperature, posizionata indipendentemente dal colore esterno. Le temperature del nostro radiatore o di altri sistemi centrali all’interno della macchina non variano a seconda dell’aspetto cromatico. C’è qualche riflessione su una livrea più chiara, ma in realtà ha un effetto trascurabile o persino nullo sul comportamento della monoposto”, le parole di Vowles.

Pertanto, non risiede nella colorazione la causa delle criticità della monoposto anglo-tedesca, quanto semmai nel funzionamento del propulsore legato alle condizioni di Spielberg.

 

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Foto: LaPresse

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