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‘Ambesi winter corner’: “Luci e ombre per Evgenia Medvedeva, Alexandra Trusova e Shoma Uno”



Nuovo appuntamento con Ambesi Winter Corner, la rubrica tenuta in collaborazione con Massimiliano Ambesi, storica voce e opinionista di Eurosport. Come di consueto in questa sede verranno sciorinate analisi e trattate le tematiche d’attualità legate alle discipline olimpiche invernali.

La sesta puntata è decisamente eclettica. D’altronde nel weekend prenderanno il via sia la Coppa del Mondo di salto con gli sci che quella di slittino, mentre nei giorni scorsi è cominciata anche quella di speed skating. Inoltre la stagione del pattinaggio di figura è da tempo a pieno regime. Dunque non mancano i temi da sviluppare.

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Massimiliano, cominciamo dal pattinaggio di figura. Cosa ci lascia la tappa del Grand Prix di Mosca?
“Un domino russo con solamente un paio di precedenti nella storia. Il bottino di quattro successi e otto podi la dice lunga sull’andamento della Rostelecom Cup. Peraltro, salvo catastrofi, la Russia dovrebbe garantirsi undici dei ventiquattro posti a disposizione per la finale, che potrebbero diventare anche tredici qualora nell’ultima tappa tutto andasse per il verso giusto.
I motivi di tanta abbondanza si spiegano con un maggiore numero di impianti, praticanti, investimenti e seguito. In sostanza, una sorta di circolo virtuoso. Tanto per intenderci, ora come ora, la prova a squadre olimpica avrebbe una vincitrice certa, che non verrebbe nemmeno quotata in virtù della schiacciante superiorità.
Ciò premesso, se parliamo di principali eccellenze disciplina per disciplina, la Russia insegue da lontano in campo maschile e parte battuta nella danza e nelle coppie di artistico. Riguardo il settore femminile, invece, solamente la giapponese Kihira può provare a contrastare le ragazze di Eteri Tutberidze, senza sconfitte nelle prime cinque tappe della stagione, fatto senza precedenti per un unico staff tecnico”.

Prima di passare ai temi tecnici della Rostelecom Cup, voglio chiederti se è mai accaduto che atleti di una stessa nazione abbiano vinto tutte le tappe del Grand Prix, compresa la finale.
“Gli unici precedenti riguardano il settore maschile. Nel 1998 e nel 1999 tutte le tappe vennero vinte da pattinatori russi cresciuti con il medesimo tecnico, Alexei Mishin, ma in quel momento non tutti allenati da lui.
Le ragazze del Sambo 70 per eguagliare i vari Plushenko, Urmanov e Yagudin dovranno però superarsi perché l’ultima tappa di qualificazione si annuncia assai ostica. Non sarà, infatti, semplice per Kostornaia e Zagitova espugnare Sapporo battendo a domicilio Rika Kihira”.

Guardiamo ora a quanto accaduto a Mosca. Evgenia Medvedeva è uno dei principali motivi d’interesse. Cosa pensi dei suoi progressi? Può essere ancora una pretendente per i traguardi più prestigiosi?
“Per quanto riguarda il segmento più lungo di gara, ha né più né meno ripetuto la positiva prestazione di Skate Canada. Il programma ha una distribuzione degli elementi che le consente di effettuare i salti al meglio delle sue possibilità e, se pattinato senza particolari sbavature, potrebbe anche valere qualcosa in più di 150 punti. Il problema, rotazioni al limite a parte, resta sempre il filo di ingresso del triplo lutz, messo in chiaro risalto dalle immagini televisive che, come a Skate Canada, hanno ripreso frontalmente in campo basso l’esecuzione dell’elemento. Si è notata perciò una chiara puntata con il pattino destro effettuata mentre il sinistro era su un evidentissimo filo interno.
Nel programma corto ha, invece, pagato i dividendi la scelta di sostituire il triplo lutz con il triplo rittberger. Di certo, non una strategia conservativa, ma di buon senso, concetti differenti e lontani. Ovviamente, di qualunque programma si parli, Medvedeva è obbligata a scendere in pista con l’onere di pattinare senza commettere errori di qualsiasi tipo sperando in qualche passaggio a vuoto della concorrenza più qualificata perché in termini di base value e valore potenziale degli elementi presentati parte in grande svantaggio.
In ogni caso, la sentenza della Rostelecom Cup è stata impietosa. Una Medvedeva vicina al massimo del potenziale ha perso la gara con quasi nove punti di distacco da Alexandra Trusova, incappata in due errori di peso nel programma libero.
Al di là di queste considerazioni, resta ora da capire se la vice-campionessa olimpica in carica potrà prendere parte ad altre gare internazionali nel corso della stagione. Mancata la qualificazione alla finale del Grand Prix, tutte le attenzioni saranno da ora focalizzate sul crocevia dei Campionati nazionali, evento sulla carta assai ostico in quanto è verosimile che GOE e componenti del programma possano andare alle stelle per tutte le atlete di primo piano con chiaro nocumento per chi presenta programmi più deboli in fatto di base value puntando a fare la differenza con le componenti del programma”.

In campo femminile, però, la vittoria è andata ad Alexandra Trusova, favorita della vigilia. Cosa ci puoi dire della sua prestazione?
“Trusova ha affrontato l’evento non al top del potenziale in quanto alle prese con uno stato febbrile, che l’ha spinta a semplificare il programma corto.
Nel libero, invece, ha lasciato diversi punti sul piatto commettendo un paio di errori di peso sui due elementi per lei da tempo a maggiore rischio, quadruplo salchow e combinazione triplo lutz+triplo rittberger. Difficilmente, al cospetto di Kostornaia, ma anche delle migliori Kihira, Shcherbakova e forse Zagitova potrà permettersi passaggi a vuoto di tale portata, ma il fatto di essere pienamente padrona del suo destino rappresenta un enorme vantaggio. Essere padrona del proprio destino significa avere la certezza di vincere le gare che contano senza sbagliare e di avere buone chance di farcela anche con un solo errore”.

Qual è stato il risultato che ti ha stupito maggiormente?
“Se dicessi la larga vittoria di Boikova/Kozlovskii con tanto di nuovo primato stagionale mentirei in quanto mi aspettavo un exploit anche in termini di punti. L’emergente coppia di artistico di San Pietroburgo merita comunque il premio di MVP della tappa e si candida a rendere la vita difficile ai cinesi Sui/Han, che da qui in avanti non potranno scherzare più di tanto.
In realtà, per i miei parametri e le mie aspettative, il risultato più sorprendente è stato il quarto posto di Shoma Uno nella gara maschile perché ero abbastanza convinto che, nonostante le peripezie degli ultimi tempi, potesse vincere. Ritenevo e ritengo che la debacle di Grenoble sia stata figlia di condizioni di pista non all’altezza di una tappa del Grand Prix, che hanno penalizzato lui più di altri”.

Quindi cos’è mancato a Shoma Uno?
Potrà sembrare una sorta di ossimoro, ma è mancato il coraggio di non rischiare. Il giapponese, con un programma libero strutturato diversamente, avrebbe potuto vincere comodamente la gara. In questo caso, con l’accezione “strutturare diversamente il programma libero” si intende l’accantonare a priori l’ostico quadruplo salchow, cercando di completare due quadrupli toeloop e un quadruplo flip oltre al consueto arsenale di tripli. Ovviamente, un discorso è la teoria e ben altro è la pratica in quanto, come avvenuto nel programma libero di Mosca, possono accadere fatti in grado di stravolgere ogni piano. Quindi, analizzando la situazione, il quesito che sorge spontaneo è se Shoma Uno, per avere tentato di eseguire un quadruplo toeloop a pochi secondi dalla fine della prova, debba essere considerato un incosciente o un genio. A caldo, di certo, un incosciente o sprovveduto perché dovendo recuperare un elemento di salto non ha eseguito in sicurezza quel triplo flip che gli avrebbe garantito il podio. Ragionando a posteriori, un genio perché se avesse ben completato il non banale quadruplo toeloop avrebbe vinto la gara realizzando una piccola impresa. Valutando che in quel momento non aveva granchè da perdere (per un vice-campione olimpico arrivare terzo o quarto in una tappa di Grand Prix cambia poco) e sorvolando su altre scelte strategiche di presente e passato, ci sono i presupposti per definire quanto meno intraprendente la condotto di gara. In sostanza, il genio dell’incoscienza e, a conti fatti, l’ennesima dimostrazione di come la linea che divide un trionfo da una delusione possa essere davvero sottile”.

Chiudiamo il capitolo Grand Prix, vorrei sapere quali sono i tuoi pronostici per l’NHK Trophy che si disputerà nei prossimi giorni.
In campo maschile, Yuzuru Hanyu dovrebbe archiviare senza patemi il quarto successo della carriera nell’evento di casa qualificandosi per la finale a punteggio pieno. La storia ci insegna come a fine novembre/inizio dicembre la sua condizione di forma, infortuni e jet-lag permettendo, abbia sempre toccato picchi rilevanti, motivo per cui mi stupirei di non vederlo oltre i 300 punti. Per i piazzamenti a seguire sarà lotta aperta tra lo statunitense Jason Brown, il francese Kevin Aymoz e il russo Makar Ignatov. Il podio potrebbe garantire la finale a tutti, ma a Brown, a seconda delle combinazioni, potrebbe bastare anche un quarto posto. Nel settore femminile, andrà in scena l’interessante sfida tra la nipponica Rika Kihira, detentrice del titolo, e le russe Alena Kostornaia e Alina Zagitova. Difficile lanciarsi in pronostici, ma l’ingresso in finale si annuncia una formalità per tutte e tre. Nella danza, dato per scontato il successo dei francesi Papadakis/Cizeron, il piatto forte sarà la sfida tra gli italiani Guignard/Fabbri, che per l’occasione presenteranno una nuova rhythm dance, e i russi Stepanova/Bukin. Gli azzurri, in striscia aperta di quattro podi nel Grand Prix, sono ancora in corsa per la finale di Torino, ma dovranno necessariamente arrivare secondi precedendo i diretti avversari di almeno 3.23 punti. Tra le coppie di artistico, i favori del pronostico vanno ai cinesi Sui/Han campioni mondiali in carica, mentre per il posto d’onore si affronteranno i giovani russi Mishina/Galliamov e i canadesi Moore-Towers/Marinaro, obbligati per raggiungere la finale a chiudere la gara in seconda posizione o al terzo posto con almeno 210.58. Saranno della partita anche gli italiani Della Monica/Guarise, che proveranno a contendere la quarta piazza agli statunitensi Scimeca/Knierim”.

Prima di chiudere il capitolo pattinaggio di figura, potresti spiegarci perché sui social hai catalogato come “impresa” quanto realizzato da Alessia Tornaghi nel programma libero della Warsaw Cup?
“Perché la sedicenne allenata da Edoardo De Bernardis ha completato in un evento internazionale due doppi axel e sette salti tripli concludendo la gara senza incappare in GOE negativi. Il fatto è storico perché  sul fronte italiano la sola Carolina Kostner era riuscita a ruotare due doppi axel e sette salti tripli senza cadere, ma il GOE di numerosi elementi era stato negativo.
Quindi, quanto realizzata da Alessia Tornaghi a Varsavia può essere legittimamente definito un’impresa. In ogni caso, i temi legati al pattinaggio di figura saranno come sempre approfonditi stasera a partire dalle 20.45, durante la quinta puntata di
Kiss&Cry reloaded in compagnia di Angelo Dolfini. Come sempre sarà possibile effettuare domande in diretta tramite la chat di Spreaker, dopodiché ogni puntata potrà essere ascoltata on-demand o scaricata direttamente dalla pagina Spreaker della trasmissione, oltre che da Apple Podcast e Spotify”.

Restiamo sul ghiaccio, ma cambiamo disciplina. A Minsk si è aperta la Coppa del Mondo di speed-skating. Quali sono le tue impressioni sull’ouverture stagionale?
“Per tante nazioni il secondo anno del quadriennio olimpico si rivela di tanto in tanto fuori dagli schemi in quanto resta il più appropriato per sperimentare una preparazione diversa e quindi pianificare differentemente il lavoro. Rispetto alla stagione precedente, complici il calendario che non ha previsto eventi in casa all’inizio e qualche problema con l’impiantistica, si è visto un Giappone meno incisivo come testimoniato dalla sconfitta nei 500 metri di Nao Kodaira, imbattuta in Coppa del Mondo dal novembre 2016 con una striscia di 23 successi ora interrotta.
L’Olanda è stata, invece, dominante oltre ogni più rosea previsione vincendo sette delle dodici gare in programma. Va rimarcato il rientro dopo una stagione di assenza della campionessa olimpica Jorien Ter Mors, subito capace di salire sul podio nei 1000 metri e, in generale, uno stato di forma già ottimale di quasi tutti i big, in particolare Roest, Wust, Bersgma e Nuis. A margine, mi hanno impressionato i progressi delle donne russe e, in generale del movimento cinese, che sembrerebbe avere svoltato in vista delle imminenti Olimpiadi di casa”.

Come mai non hai citato Sven Kramer, che ha dato l’impressione di essere in enorme difficoltà?
“Perché Sven Kramer è stato investito da un’automobile a inizio ottobre mentre si stava allenando in bicicletta. Da quel momento, i problemi alla schiena che da tempo lo stavano affliggendo sono diventati quasi insostenibili. A Minsk ha evidenziato difficoltà tecniche in pista, fatto per lui anomalo, ma in passato è già accaduto che nel giro di poche settimane riuscisse a tornare su buoni livelli di competitività lasciandosi alle spalle prestazioni non all’altezza del suo nome. La sua presenza nella prossima tappa di Coppa del Mondo, che si terrà in Polonia, resta in dubbio e tutto dipenderà dalle condizioni fisiche. Chiaramente, le difficoltà di Kramer sono acuite dal fatto che l’Olanda abbia brillantemente vinto cinque delle sei gare maschili in programma”.

Qual è il tuo commento sui risultati degli italiani?
“Francesca Lollobrigida rappresenta, ormai da anni, un’importante carta da podio nelle mass-start. Fa parte di quel novero di cinque/sei atlete che in ogni occasione partono per vincere. Chiaramente, il risultato finale dipende da tante variabili a cominciare dallo schema della prova e dall’abilità nel trovare la migliore posizione a tre giri dal termine evitando quei contatti e quegli incidenti di percorso che sono tipici del format di gara. Nonostante il livello delle mass-start stia aumentando stagione dopo stagione, Lollobrigida resta un punto di riferimento e non a caso è spesso soggetta a marcatura da parte delle pattinatrici più quotate. Tutto questo la dice lunga sul suo spessore.
Risultati alla mano, la partenza della squadra italiana è stata leggermente meno incisiva rispetto all’anno passato, ma, in realtà, sarebbe necessario effettuare i distinguo del caso tra ciascun atleta. Non sono mancati piazzamenti tra le prime dieci posizioni, tra cui un buon sesto posto di Davide Ghiotto nei 5000 metri, che fa ben sperare in vista delle gare sulla distanza più lunga. Nicola Tumolero è, invece, impossibile da valutare per via della lunghissima assenza dalle competizioni e avrà bisogno di tempo per ritrovare passo e sensazioni del passato. Rotto il ghiaccio, è ipotizzabile un progresso per tutti nella tappa polacca della prossima settimana.
L’occasione è propizia per rimarcare gli incoraggianti risultati ottenuti nella Coppa del Mondo junior con tanto di vittorie e podi in quantità. A questo punto, cresce la curiosità di vedere il giovane Francesco Betti nel circuito maggiore. Bisognerà aspettare solo pochi giorni”.

Cambiamo ora completamente ambito. Nel fine settimana a Igls, in Austria, scatterà la Coppa del Mondo di slittino. Quali saranno i temi forti dell’inverno?
Dalla squadra azzurra ci si attende un bottino di vittorie e podi superiore rispetto alla passata stagione e, in tal senso, Il fatto che il primo appuntamento si disputi sul budello amico di Igls sarà sicuramente favorevole. In campo femminile, ci apprestiamo ad assistere a una situazione anomala in quanto, tra maternità e ritiri, la Germania si presenterà al via senza tre delle quattro atlete che hanno dominato l’ultimo decennio. I ricambi, seppure giovani e alle prime armi, non mancano, ma mai come nei prossimi mesi ci sarà più spazio per la concorrenza, Italia compresa. L’occasione è perciò ghiotta per Andrea Vötter, pronta a proporsi con costanza come pretendente al podio. Sandra Robatscher, reduce da un intervento chirurgico alla spalla destra, avrà, invece, bisogno di tempo per ritrovare la migliore condizione. Nel settore maschile, non si vede chi possa essere il reale padrone. Felix Loch si annuncia battagliero e a parole non sta nascondendo di sentirsi in ottime condizioni di forma, ma dovrà confrontarsi con russi e austriaci, senza dimenticare Dominik Fischnaller sempre chiamato al definitivo salto di qualità che gli consentirebbe di lottare per la generale. A tal proposito, saranno determinanti i risultati nei budelli storicamente meno graditi. Sul fronte del doppio, promette scintille la sfida tra i pluridecorati equipaggi tedeschi Wendl-Arlt ed Eggert-Benecken che dovranno vedersela con i sempre più temibili austriaci Steu/Koller. In casa Italia andrà seguita la crescita dei giovani Nagler/Malleier, di tanto in tanto già capaci di mostrare sprazzi di classe”.

In contemporanea a Wisla, in Polonia, si aprirà anche la Coppa del Mondo di salto con gli sci. Se ti chiedessi una tua impressione generale, cosa mi risponderesti?
“Alla luce dei risultati della scorsa stagione, il favorito per la conquista della Sfera di cristallo non può che essere considerato Ryoyu Kobayashi. Peraltro, il giapponese è parso sul pezzo nelle rare uscite estive e autunnali. Lecito quindi aspettarsi che possa essere nuovamente il punto di riferimento assoluto del circuito. Non va tuttavia dimenticato come nel salto contemporaneo le gerarchie siano fluide, tanto che spesso e volentieri i valori cambiano in maniera importante da un inverno all’altro. Lo testimonia il fatto che negli ultimi quattordici anni nessun saltatore sia mai riuscito a vincere due Coppe del Mondo consecutive. Di conseguenza non sarei eccessivamente stupito se vi fosse l’ennesimo rimescolamento delle carte, d’altronde per Kobayashi i rivali non mancano, a cominciare dall’austriaco Stefan Kraft e dal polacco Kamil Stoch. Tenderei a non dimenticare neppure le possibilità di Norvegia e Slovenia, movimenti dotati di più punte che vorranno riscattarsi dopo un’annata complessivamente sottotono. I tedeschi vengono invece da una stagione ricca di successi e, nonostante il cambio della guardia al vertice dello staff tecnico, vorranno proseguire sulla stessa falsariga del recente passato”.

Chiudiamo guardando alle vicende di casa Italia. Quali sono le prospettive di Alex Insam?
“I risultati di estate e inizio autunno tenderei a non prenderli in considerazione perchè Il cambio di staff tecnico, logistica annessa, e l’adeguamento a un sistema completamente differente di lavoro necessitano di tempi tecnici di adattamento. Chiaramente, Insam è ripartito da zero o poco più e nel salto nulla si può improvvisare da un giorno all’altro. C’è da dire che Matjaz Zupan, nella sua lunga carriera di allenatore, ha avuto la capacità di portare su buoni livelli di competitività tanti atleti dotati di meno talento rispetto a Insam. Quindi, tendenzialmente, c’è fiducia che il tecnico sloveno possa ripetersi anche in questa occasione, ma non bisogna avere troppa fretta. L’obiettivo per questa stagione, nel momento in cui verrà trovata la migliore condizione, deve essere quello di restare con stabilità in zona punti. In sostanza, una volta che Insam riuscirà a entrare tra i primi trenta, ci si auspica che possa mantenere la posizione in tutti gli appuntamenti a seguire”.

PUNTATE PRECEDENTI
Ambesi Winter Corner 1: “Da Yuzuru Hanyu ad Alena Kostornaia, tanti buoni motivi per seguire il Grand Prix”
Ambesi Winter Corner 2: “Skate Canada crocevia per Hanyu e Rizzo. Shiffrin batterà presto Vonn”
Ambesi Winter Corner 3: “Bentornati sul pianeta Hanyu! Yuzuru ristabilisce le gerarchie”
Ambesi Winter Corner 4: “Hanyu domina anche se non c’è. Valcepina vince e convince sul campo”
Ambesi Winter Corner 5: “Arianna Fontana, Martina Valcepina e Matteo Rizzo tre eccellenze italiane”

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Foto: Massimiliano Ambesi

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One Reply to “‘Ambesi winter corner’: “Luci e ombre per Evgenia Medvedeva, Alexandra Trusova e Shoma Uno””

  1. Fabio90 ha detto:

    Pur seguendo questa rubrica dall’inizio, approfitto solo ora per dirvi COMPLIMENTI!
    Non è una cosa scontata avere una rubrica di colui che ritengo di gran lunga il massimo esperto di Sport invernali in Italia (e talvolta ho il dubbio che lo sia,almeno potenzialmente, anche degli sport estivi) davvero brava redazione e bravo anche a Max di aver accettato.

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