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Roland GarrosTennis

Ambesi: “Penso a una crisi ipoglicemica per Sinner. Arrivato a Parigi logoro di energie mentali”

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Jannik Sinner
Jannik Sinner / LaPresse

Nella puntata di TennisMania relativa al Roland Garros, andata in onda sul canale YouTube di OA Sport, condotta da Dario Puppo, è intervenuto Massimiliano Ambesi, giornalista di Eurosport, che ha commentato quanto accaduto a Jannik Sinner contro l’argentino Juan Manuel Cerundolo.

L’antefatto sulla collocazione oraria di Sinner: “Quello che a me non è piaciuto del clima di Parigi è quanto è partito domenica scorsa, cioè una polemica pretestuosa lanciata da media iberici insieme a quelli anglofoni legata a questi favoritismi di cui usufruirebbe Sinner. Che dovesse giocare il secondo turno nella giornata e non in serata era scontato, probabilmente l’orario è stato anche concordato con il tennista o chi per lui. Gli slot erano due: o a mezzogiorno o alle 15. Si è optato per le 12, orario in cui di solito gli uomini non giocano, almeno sul Centrale. Va bene. È tutto quello che è stato montato dietro ad arte che non va bene. Io non ho mai visto un accanimento di quel tipo contro un giocatore. Podcast dedicati a questo tema, articoli che puntavano il dito contro questi fantomatici poteri che aiuterebbero Sinner. Adesso non dico che tutto questo abbia condizionato Jannik e l’abbia portato ad avere i problemi vissuti ieri, però è tutto un insieme di tante cose che alla fine ti condizionano. Quando tutti ti dicono che sei avvantaggiato perché giochi di sera e giochi quando vuoi, alla lunga qualcosa in testa ti può anche entrare“.

L’azzurro potrebbe essere stato destabilizzato da tutto questo: “Lui, e credo alla sua versione, non ha dormito come di consueto la notte, la partita è arrivata presto rispetto al solito, quindi tutto il percorso di routine è iniziato prima, e quindi a un certo punto si è trovato senza energie. A tanti altri è successo facendo sport. Dovranno capire di cosa si sia trattato. Che sia una crisi ipoglicemica o altro, è sicuramente una mancanza totale di energie che si è percepita. Quando lui va sotto 0-40 ed inizia la discussione con il giudice di sedia, quel decimo game lo gioca, ha ancora una buona mobilità. È dopo la pausa che rientra ed è totalmente un’altra cosa. In quel momento si evinceva che lui non aveva i crampi, chi incrampa non ha quel tipo di mobilità, Sinner stava male. Al di là del discorso energie tanti fattori hanno influito: probabilmente un mezzo colpo di sole, perché comunque il caldo c’era, tante cose si sono andate a sommare e lo hanno portato a questa situazione. Poi è chiaro con il senno di poi che si può dire che sul 5-1 doveva rendersi conto della situazione e fermarsi per resettare e provare a mettere quello che era rimasto nel serbatoio in un gioco. Da fuori è facile metterla giù così, poi quando ti trovi lì è molto più complicato“.

Sinner ha comunque lottato sperando di riprendersi: “È successo. Credo si tratti di un evento con una probabilità di uno a un milione, una cosa di quel tipo. Il numero uno al mondo sul 5-1 al terzo set in una partita senza storia che si trova ad avere quella situazione penso sia qualcosa che verosimilmente non si ripeterà più. Credo sia rimasto in campo con la speranza di ritrovare strada facendo quel po’ di energie per portare a casa la partita, così non è stato e ha onorato il match fino alla fine. Tanto di cappello per questo. Non ho trovato Cerundolo scorretto, qualcuno si è lamentato ma lui ha fatto la sua partita. È stato fortunato e ha approfittato di una situazione che difficilmente potrà rivivere. Ha fatto le scelte giuste ed è stato lucido, mentre molti altri sarebbero andati in difficoltà trovando un avversario in quelle condizioni e magari la partita non l’avrebbero vinta. Sono cose che possono succedere, dispiace. Credo che una buona parte di quanto accaduto sia legata alla stanchezza mentale, dovuta a tanti fattori e non solo al tour de force degli ultimi mesi e alla pressione. Stiamo parlando di un atleta che quest’anno ha vinto 37 partite su 40, nella storia non sono tanti quelli che hanno cominciato una stagione meglio. Il problema non è giocare contro il n.2 o il n.250, il problema è che ci può essere quell’imprevisto che pone fine alla corsa al successo“.

Il numero 1 del mondo deve voltare pagina: “Comunque si resetta e si va avanti. Penso che, a differenza di altre occasioni, lui sia arrivato lì logoro di energie mentali. Non è scattato quel quid che altre volte ha trovato per reagire. Poi non sappiamo cosa sia successo quando è uscito dal campo, magari ha anche vomitato. A noi mancano tutta una serie di elementi e quello che possiamo fare è solo interpretare. Io la valuto come la classica crisi di fame, determinata da più fattori che si mettono tutti insieme, quindi hai una crisi energetica ed il tuo corpo ti concede di fare quello che ha fatto lui tra quarto e quinto set: mobilità ridotta, il riflesso non è quello abituale, sei sempre in ritardo sulla palla visivamente. Sei un atleta al 10% del suo potenziale, questa è la realtà“.

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