Il 2017 del judo. Il secondo titolo di Mayra Aguiar nella categoria 78 kg

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Prosegue il nostro oramai tradizionale appuntamento di fine anno, dove analizzeremo il 2017 del judo internazionale, categoria per categoria. L’udicesima puntata è dedicata alla 78 kg femminile.

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LA CAMPIONESSA DEL MONDO

Campionessa mondiale nel 2014 e due volte medagliata di bronzo olimpica, la brasiliana Mayra Aguiar è tornata quest’anno sul tetto del mondo. La ventiseienne verdeoro si è presa una lunga pausa dopo la conquista del podio a cinque cerchi di fronte al suo pubblico, tornando sul tatami solamente nel mese di luglio, ma andando subito a conquistare il primo posto nel Grand Prix di Cancún, in Messico. Aguiar si è così presentata fiduciosa alla rassegna iridata di Budapest, dove è riuscita a primeggiare sulla concorrenza, per andare a conquistare il suo secondo titolo mondiale e la sua quinta medaglia iridata in carriera. La brasiliana ha poi ottenuto anche la medaglia di bronzo al Grand Slam di Abu Dhabi, mentre non è riuscita ad andare oltre il settimo posto al World Masters di fine anno. Vista la sua scarsa presenza sui tatami, la campionessa mondiale chiude l’anno quarta nel ranking mondiale, ma consapevole di essere ancora tra le migliori interpreti della sua categoria.

LE ALTRE PROTAGONISTE

La categoria 78 kg si conferma particolarmente favorevole alle judoka olandesi, con la venticinquenne Guusje Steenhuis che termina il 2017 in prima posizione nel ranking mondiale, e con 50.000 dollari di premio in tasca. Stacanovista dei tatami, Steenhuis ha iniziato l’anno con il bronzo del Grand Slam di Parigi, ma la stagione l’ha vista soprattutto conquistare l’argento europeo ed imporsi nel Grand Slam di Baku e nel Grand Prix de L’Aia. Per lei sono arrivati anche un bronzo al Grand Slam di Abu Dhabi e la finale disputata nel prestigioso torneo di Tokyo, prima di chiudere l’anno con un altro terzo posto al World Masters di San Pietroburgo. La doppietta Oranje nel ranking è completata dalla veterana Marhinde Verkerk, che a trentadue anni non ha ancora detto l’ultima parola. Battuta nella finale di Baku da Steenhuis, la più esperta delle olandesi ha disputato le finali anche ad Abu Dhabi e L’Aia, ma soprattutto ha conquistato l’oro a San Pietroburgo, dopo aver passato tutta la stagione nel ruolo di comprimaria nei confronti della connazionale. Una sfida che sia annuncia dunque molto interessante in vista delle qualificazioni olimpiche.
Campionessa del mondo nel 2015, la ventitreenne Mami Umeki si è confermata come la miglior giapponese della categoria, imponendosi nella rassegna nazionale ma anche in ambito internazionale, con gli ori del Grand Prix di Düsseldorf e del Grand Slam di Ekaterinburg. Medagliata d’argento mondiale, Umeki non ha poi chiuso l’anno come sperato, arrivando solo quinta a Tokyo.
Tra le protagoniste storiche di questa divisione di peso figura certamente la francese Audrey Tcheuméo: la ventisettenne è stata la dominatrice della prima parte dell’anno, vincendo il Grand Slam di Parigi per la terza volta e soprattutto il suo quarto titolo europeo. Gli infortuni, in particolare al ginocchio, l’hanno poi condizionata costringendola al ritiro a Mondiali in corso, anche se è riuscita comunque a salire sul terzo gradino del podio a Tokyo.
Un plauso va sicuramente a Natalie Powell, che nel corso dell’anno si è trovata anche al comando del ranking mondiale, divenendo la prima britannica di sempre – tra uomini e donne di tutte le categorie – ad occupare questa posizione. La judoka classe 1990 ha ottenuto il bronzo sia agli Europei che ai Mondiali, ed ha inoltre disputato tre finali nei tornei del World Tour, imponendosi al Grand Slam di Abu Dhabi e chiudendo seconda sia ad Ekaterinburg che a Cancún.

LE AZZURRE

Se Verkerk è ancora tra le migliori del mondo, perché non Assunta Galeone? Di un anno più giovane dell’olandese, la napoletana è ancora la miglior italiana di questa categoria, ruolo che oramai occupa da diverse stagioni. Il suo 2017 è iniziato con la conquista del settimo titolo italiano, ed è poi proseguita con una importante medaglia di bronzo al Grand Prix di Tbilisi. Dopo il buon settimo posto ai Mondiali di Budapest, Galeone è stata l’unica italiana a tentare l’avventura dei Mondiali Open, dove non ha demeritato pur pagando la netta differenza di stazza.
Alle spalle della campana, sono comunque diverse le atlete che hanno mostrato cose interessanti. La ventiquattrenne Valeria Ferrari, sconfitta nella finale degli assoluti di Ostia, ha conquistato la medaglia d’oro alle Universiadi di Taipei ed è salita sul podio all’European Cup di Malaga, mentre la ventitreenne Melora Rosetta ha vinto l’European Cup di Zurigo ed ha ottenuto due bronzi a Saarbrucken ed all’African Open di Casablanca.

IL RANKING

1 STEENHUIS Guusje  NED 5240
2 VERKERK Marhinde  NED 4873  4
3 POWELL Natalie  GBR 4688  1
4 AGUIAR Mayra  BRA 4508  1
5 TCHEUMEO Audrey  FRA 3998  1
6 UMEKI Mami  JPN 3230  1
7 MALONGA Madeleine  FRA 3000  8
8 ERDELYI-JOO Abigel  HUN 2702  1
9 STEVENSON Karen  NED 2696  4
10 SATO Ruika  JPN 2520  2
11 HAMADA Shori  JPN 2500  2
12 DMITRIEVA Anastasiya  RUS 2454
13 ANTOMARCHI Kaliema  CUB 2243  3
14 TURCHYN Anastasiya  UKR 1987  3
15 PARK Yujin  KOR 1800  1
16 CAMARA Sama hawa  FRA 1784  2
17 MALZAHN Luise  GER 1730
18 APOTEKAR Klara  SLO 1523
19 AMANGELDIYEVA Albina  KAZ 1435
20 SOARES Samanta  BRA 1420
21 HARRISON Kayla  USA 1410
27 GALEONE Assunta  ITA 1063  2
53 FERRARI Valeria  ITA 330
59 ROSETTA Melora  ITA 264
79 POLITI Linda  ITA 168
115 STANGHERLIN Giorgia  ITA 36
122 TANGORRE Lucia  ITA 32

giulio.chinappi@oasport.it





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Immagine: IJF

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