Atletica, Mondiali 2015 – Presidente Giomi: “Italia, il peggior Mondiale di sempre: azzurri non all’altezza. A Rio 2016 in pochi”

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Finalmente i piani alti della Federazione si sono svegliati, non si sono chiusi gli occhi come spesso fatto e hanno avuto il coraggio di criticare lo scempio visto ai Mondiali 2015 di atletica leggera.

Il Presidente Alfio Giomi fortunatamente non si nasconde e dichiara alla Gazzetta dello Sport: “I numeri dicono sia stato il peggior Mondiale della nostra storia. Non solo per i risultati, ma per l’atteggiamento mentale che troppi atleti hanno avuto.

Avevo chiesto a tutti di dimostrarsi all’altezza, di battersi al meglio, arrivando al personale o superando i turni. Non è successo, se escludiamo qualche eccezione, come lo stesso Tamberi, la Hooper, le staffettiste, i maratoneti e le marciatrici. È accaduto il peggio, con troppi ragazzi lontani anche da prestazioni medie.

Rispetto a quanto si era visto nella stagione, il passo indietro è clamoroso, in totale controtendenza. E non lo dico in base a medaglia e finaliste.

Nell’ottica di Rio 2016, abbiamo comunque ricevuto comunque indicazioni importanti: se agli Europei di Amsterdam avremo una squadra allargata a tanti giovani, quella per l’Olimpiade sarà molto ristretta, sperando che alle due staffette qui impegnate, se ne aggiunga però una terza. Il rendimento della 4x400m qui è stato esemplare”.

 

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18 thoughts on “Atletica, Mondiali 2015 – Presidente Giomi: “Italia, il peggior Mondiale di sempre: azzurri non all’altezza. A Rio 2016 in pochi””

  1. Luca46 scrive:

    Non credo che gli atleti siano dei turisti. Penso che per loro sia una mazzata sentire queste parole.
    A mio parere interessano più i giochi di potere e il mantenimento delle poltrone piuttosto che rilanciare l’atletica.
    Si spera sempre che qualcuno esca dal mazzo di carte pescando il jolly per definire positiva una spedizione salvo
    poi le cose dovessero andare male fare di queste uscite.
    Mi chiedo se gli atleti durante l’anno non si sono comportati in quanto tali, la federazione dove stava?
    Non capisco cosa serva non portare gli atleti a rio 2016 quando le gare sul suolo italiano sono poco formative.
    Anzi lo capisco bene e l’ho già scritto serve a liberare posti per politici e amici vari in modo che si facciano le vacanze a Rio a carico del Coni e magari ingraziarsi qualcuno per mantenere un posto all’interno del sistema dopo questa figuraccia che rimarrà negli annali.
    C’è da riportare Damilano in Italia e rifondare la marcia con un progetto serio. C’è da capire cosa sia successo con talenti come Howe e Schwarzer. Howe avrebbe vinto l’argento con una gamba sola a questi mondiali. Con Schwarzer è successo un casino e non mi vengano a dire che non sapevano niente. Scaricato come un barile e oltraggiato pure ora quando dall’estero vediamo atleti ex-dopati vincere le medaglie. Evidentemente ci sono di mezzo soldi visto che se la stanno prendendo anche con la povera Kostner che più di dare lustro all’Italia non so cosa abbia fatto. Nascosto Schwarzer? questa cosa fa ridere.

  2. ale sandro scrive:

    Quando le cose vanno male da diversi anni, sono sempre ben accette le nuove idee, le nuove iniziative, di gente differente dalle logiche precedenti, nella fattispecie l’Arese piemontese a capo a lungo dell’Asics non così vicino a situazioni statalizzate o romane a mio avviso, che ha contribuito non poco a far trovare l’atletica azzurra poi in queste condizioni.
    Giomi aveva un suo progetto, personalmente credevo potesse non fare i miracoli , ma veramente dare un’inversione di tendenza, che secondo me non c’è stata,parziale eccezione per il settore giovanile gestito da Baldini, che però ha da sempre avuto grandissimi potenziali campioni. Dopo 3 anni di mandato il risultato è per sua stessa dichiarazione (prima vera volta che accade) e del suo c.t. Magnani :
    – i tecnici non sono da considerare completamente dei professionisti per la maggior parte;
    – i tecnici non sono in grado di aggiornarsi nella maniera migliore anche per limite di base (es. poca conoscenza della lingua in cui vengono pubblicate le nuove metodologie di preparazione allenamenti , di interesse generale);
    – gli infortuni ,problema cronico degli ultimi dieci anni,sono stati affrontati seriamente solo dal maggio di quest’anno , perchè i due medici precedenti erano impossibilitati in quanto presi da vicende legate al doping con processi e indagini in corso evidentemente, e i nomi fatti sono quelli dell’ex capo dello staff medico dell’Inter, il dr. Combi che già ebbe modo di occuparsi di alcuni atleti Fidal da tanti anni, tra cui Howe, non ottenendo risultati apprezzabili.
    Le dichiarazioni in merito alle assenze degli atleti per il mondale, o degli infortuni riguardanti gli atleti presenti , es. “Fassinotti, il nostro atleta più regolare ad alto livello quest’anno con la Giorgi (aveva difficoltà a camminare durante il riscaldamento), non deve decidere autonomamente se partecipare o meno perchè il c.t. è contemporaneamente a seguire la marcia”, lasciano quanto meno basiti , visto che sono stati loro stessi a decidere di levare i responsabili di settore, come se l’atletica assegnasse una decina di ori in tutto e non i quasi 50 come da programma.
    – per la prima volta si parla di togliere fuori atleti dai gruppi sportivi militari che non ottengano risultati. Non viene specificato quali risultati , in quali circostanze e tempi avvenga questo avvicendamento.
    – e l’evergreen “A Rio solo i più forti ,solo questi solo questi altri…ma ad Amsterdam per gli Europei allarghiamo la squadra a tutti”
    Gli ultimi due punti sono da una parte slogan elettorali, dall’altra cose senza senso e contradditorie, perchè se un’atleta giovane dimostra già di poter migliorare in maniera esponenziale nell’anno olimpico , perchè deve vedersi la strada sbarrata per il Brasile. Anche qui chiarire il concetto sarebbe atto dovuto.
    Ma soprattutto, anche se manco un anno visti parecchi precedenti, chi vuole portare che sono tutti infortunati, esclusa la Giorgi, Meucci e Pertile, a mio parere ancora non da medaglia? Pensassero invece a contenere questo problema nell’immediato, e ad assicurarsi che i probabili olimpici stiano bene.
    La cosa che mi dà fastidio è il senso dell’ineluttabile tipico italiano, ci si lamenta degli errori altrui poi quando c’è da la possibilità di intervenire personalmente,o di rendersi conto che c’è davvero qualcosa di molto sbagliato, si fa passare tutto in cavalleria quasi come se non ci fosse nulla da fare.
    Nonostante lo sviluppo geografico di questo sport fosse in atto anche nel ventesimo secolo con i cambiamenti politici che conosciamo,l’Italia era tra i primi dieci movimenti al mondo, e non solo in uno o due settori delle gare di resistenza. Spesso gli addetti ai lavori e gli appassionati dimenticano quanti campioni nel corso di cento anni questa nazione ha avuto anche nelle altre gare, per questo non è ammissibile una situazione di questo genere.
    Le problematiche scolastiche e di ignoranza delle istituzioni sono state da me e altri discusse spesso qui, e sono basilari. Ma se non si pensa a intervenire con aggiornamento tecnico e medico, con un centro federale dove si possano monitorare i migliori di ogni specialità per lunghi periodi dell’anno, e un coinvolgimento anche di personalità dall’estero da cui imparare qualcosa (la Giamaica pare di casa a Lignano Sabbiadoro..), torneremo in ogni caso a metà quadriennio prossimo a raccontarci le stesse cose.

    1. alebi scrive:

      Io credo che quello dei responsabili di settore sia un argomento fondamentale. Sono stati tolti ed il declino dell’atletica italiana è stato globale. Avere un esperto in ogni settore principale rappresenta prima di tutto un aiuto per i tecnici di provincia, che sarebbero seguiti, controllati, indirizzati verso le metodiche migliori. Poi sarebbe un aiuto per lo stesso DT che a quanto sembra non è capace di capire cosa succede in Italia al di fuori del suo ambito di competenza (la maratona, nella quale facciamogli onore di avere fino ad ora preparato bene i suoi atleti). Non consideriamo poi che abbiamo un DT impegnato ad allenare i suoi atleti, invece che passare settimane e settimane in giro per l’Italia ad osservare, valutare, constatare cosa succede.

      Con delle figure di riferimento sarebbe anche più facile individuare le pecche e togliere chi non è capace di fare il suo mestiere. Eppure il primo paletto che hanno messo e ribadito è stato proprio il no agli esperti di settore.

      Un’altra cosa che potrebbe fare FACILMENTE la Fidal, per allargare la base senza aspettare le istituzioni e le fantomatiche riforme scolastiche, è quello di istruire i pediatri, fare propaganda tra i medici che ogni volta indirizzano i bambini al solo nuoto e/o ginnastica. Ma dico io, l’atletica è ALLA BASE DI OGNI ATTIVITA’ SPORTIVA, aiuta a sviluppare l’intero corpo e la coordinazione. E’ adatta a QUALSIASI FISICO e poi i bambini potrebbero correre e saltare in libertà in strutture controllate. Sarei curiosa di sapere quanti pediatri conoscono i benefici dell’atletica e quanti indirizzano i genitori a questo sport. Eppure non ci vuole niente ad organizzare 4-5 seminari per l’Italia o inviare dei volantini illustrativi ai vari ambulatori pediatrici.
      Negli USA i vari giocatori di football o di basket, con cosa credete che comincino? Tant’è che gran parte di questi durante l’inverno si fanno il campionato universitario e d’estate si danno, tanto per dire, al salto in lungo aprendosi le porte per l’Olimpiade.

      1. ale sandro scrive:

        Si , è una presa di posizione che non ha senso. Un po’ come se nella scherma non ci fossero più i rispettivi c.t. per ogni arma, ma un c.t. unico che deve gestire tutto, e parliamo di 12 gare. Figuriamoci una quarantina. Si è esagerato col decentrare,mi riferisco anche nel lasciar fare agli atleti per gli allenamenti, e così questi sono i risultati di queste scelte. Magnani sarebbe buono come responsabile della maratona , ma evidentemente certe cose non vengono capite, o non convengono.
        Sul marketing “medico” sfondi portoni non porte aperte, sarebbe importante anche l’autofinanziamento, ma non mi sembra al momento che ci sia molta recettività per affrontare certi discorsi.
        Andando off-topic per chi segue come noi l’atletica leggera per fortuna la stagione non è finita. Zurigo alle porte, chissà che le azzurre della staffetta veloce non sfruttino l’altura per strappare un altro tempo da qualificazione per Rio. Fermo restando che la rivincita dei 400 merita.

  3. Al scrive:

    Correggetemi se sbaglio, ma mi sembra che all’epoca dell’ultima elezione federale, l’atletica italiana era già messa così male che nessun personaggio importante voleva mettere la faccia su una prevedibile serie di figuracce.
    Se ricordo bene, bisogna dare atto a Giomi almeno del coraggio, perchè da queste situazioni non esci mai bene, comunque vada lascerai un cattivo ricordo. L’atletica, essendo in gran parte ‘romana’ e statale (c’è qualcosa di rilevante fuori dai gruppi militari?), deve essere un brutto cliente da rimettere in forma.

    Forse mi sono perso l’apposito articolo di OA, ma mi sembra che la geografia dell’atletica sia molto cambiata. Io ero abituato alle sfide USA-Russia nel medagliere, con Germania e GB a dare fastidio, la Francia sempre forte, Italia e Africa forti nel mezzofondo. Ora vedo Giamaica e Kenya ai primi posti?! Poiché con tutti i nostri problemi, l’Italia ha molto da offrire a questi Paesi, ad esempio località accoglienti e con ottimi standard di servizi, forse bisognerebbe investire su programmi di scambio.

    1. alebi scrive:

      Oddio, non so se il commento era ironico, ma l’immagine che avevi dell’atletica è mutata ormai da molto tempo!

      La Russia è stata vittima di se stessa, cioè del suo doping sistematico che ha cancellato una (sembrava) fortissima squadra di mezzofondo femminile (o meglio, dai 400 metri in su). E poi la stessa cosa è successa con la marcia, dove la federazione russa stessa non ha avuto il coraggio di mandare atleti. Si salva con le discipline tecniche (ostacoli e alto) dove, al di là di tutto, la scuola conta ancora.

      Gli atleti USA devono partecipare a migliaia di meeting all’anno per potersi mantenere (il vero professionismo) così è facile vederli spompati all’evento clou. In più pagano le scelte un po’ azzardate che come ogni anno sono uscite fuori dai trials (un emblema è la 4×400 femminile, dove McCorory e Ross hanno fatto le “riserve” poi promosse a titolari). Poi ci stanno anche lì le controprestazioni, soprattutto negli ostacoli e nei salti in estensione con una quasi ecatombe, controprestazioni che vengono comunque bilanciate da uno squadrone sempre competitivo. Hanno un po’ perso in termini di “punte”, cioè non hanno l’equivalente del Bolt che ti vince 3 ori.

      La giamaica è sempre stata lì, ottimizzando al massimo la velocità, ma anche qui si stanno iniziando a vedere dei lanciatori più che validi (università americane). Mi stupisco invece che non abbiano ancora un lunghista di livello mondiale, col fior fiore di velocisti che tirano su.

      GB cresciuta drasticamente con gli investimenti di Londra. Saranno ormai due anni che è la nazione guida europea e una potenza mondiale. GB che ha il merito di saper ottimizzare con le sue punte forti (Farah, Rutherford…) ma soprattutto ha una base allargata a tantissime discipline e tutta ipercompetitiva.

      Germania che dopo il disastro di Zurigo si sta subito rimettendo in marcia, eppure anche lì si sono denotate delle controprestazioni soprattutto nel settore velocità.

      Kenya che, Yego a parte che si allena da anni in Finlandia grazie alle borse di studio IAAF (ma una per i nostri giavellottisti no? Di cosa hanno parlato Giomi e Coe davanti alla tavola imbandita di Casa Italia?), sta allargando gli orizzonti con i velocisti. In proposito faccio notare che niente si costruisce da zero e infatti il Kenya ha portato in ENTRAMBE le edizioni dei mondiali di staffetta di Nassau una 4×200 e una 4×400 maschili, con anche risultati più che discreti! L’Italia mai.

      Se ho visto una nazione top arrancare, questa è stata l’Etiopia, che ha perso senza scusanti la “guerra personale” col Kenya. Ho visto atleti etiopi molto quotati arrancare clamorosamente.

      La Francia ha pagato le troppe assenze di atleti di punta, ma tutto sommato ha raggiunto molte finali e con una squadra sempre molto giovane (i nostri giovani invece sono già proiettati agli europei di serie B di Amsterdam o agli incomprensibili under-23, per tenerli il più possibile nella bambagia e farli poi debuttare a 27 anni ad un mondiale, per poi stupirsi se soffrono l’emozione).

      Ancora complimenti al Canada che è riuscito a sfruttare l’onda lunga dei PanAm, e complimenti alla Polonia, sempre micidiale nei lanci.

      1. Al scrive:

        Dì la verità, tu fai parte della redazione. :-)

      2. Luca46 scrive:

        Il mondiale è stato un disastro. E’ una situazione figlia del lavoro del passato. Il lavoro che sta facendo Baldini sta dando dei frutti a mio parere e credo che qualche miglioramentro tra i giovani ci sia. Dopo di che è inutile che noi stiamo qui a sprecare fiumi di parole sul perchè e sul per come quando c’è gente il cui obbiettivo principale è quello di salvaguardare la poltrona cosa che costa e incide sul badget non certo enorme che abbiamo noi. I nostri atleti poi mancano di carisma e personalità perchè nell’aria si respira quest’aria di sconfitta dove la finale è già un traguardo. Bisogna alzare il livello medio anche interno, non solo delle punte. Cosa difficile da farsi ma con la buona volontà, pazienza e perseveranza ci si può arrivare. Una cosa è certa non c’è più tempo per errori gestionali.

        Se noi siamo stati un disastro la Francia ha fallito pure lei. Loro hanno già un movimento diverso dal nostro quindi le scuse stanno a zero. Quanto all’Etiopia avrà perso la guerra col Kenia ma le medaglie che hanno portato a casa noi ce le sognamo. Infondo non si può sempre vincere e se perdere significa chiudere al quinto posto il medagliere … beh è comunque tanta roba !!!

  4. alebi scrive:

    Non so cosa sia successo tra Tilli e Ponchio, ma se veramente Stefano ha avuto da ridire… mi sa che rischia il posto da commentatore ù_ù”

    Comunque… Sarò drastica ma tirare fuori il discorso della scuola ogni volta che le cose vanno male è un modo per scaricare le colpe su fattori culturali e politici. Sia chiaro che sono la prima che sostiene che il rapporto scuola-sport in Italia non solo è inesistente, ma per di più ostacolato dai professori. E sono pure la prima che si mette le mani nei capelli a vedere il campo di atletica bello, completo di tutto e perennemente vuoto quando poi le ore di educazione fisica si fanno in palestre fatiscenti o sul prato antistante la scuola. Non credo ci voglia Einstein per fare 1+1 e spostare le attività scolastiche nelle strutture comunali, ma forse i nostri politici cercano soluzioni più fantasiose invece che più ovvie.
    Detto questo però ribadisco che scaricare le colpe sulla scuola è un modo di scaricare le colpe sulla classe politica che non farà mai una riforma in questo senso, quindi ci si lava le mani e si sposta il problema al di fuori del proprio ambito di competenza. Inoltre il problema dello sport nella scuola è un problema che va a toccare tutti gli sport praticati in Italia e nonostante questo, alcuni riescono lo stesso a fare risultato, mentre l’atletica (che sottolineo è tra le federazioni più ricche in Italia) non ci riesce.

    Vi ricordo che l’anno scorso sono stati tolti al calcio una parte di fondi del CONI e la FIDAL è quella che si è presa la parte più consistente (insieme al nuoto credo). Avuti questi soldi Giomi disse che li avrebbe usati per far crescere i tecnici. Ora la prima accusa che ha fatto è stata “i nostri tecnici sono schiappe”.
    Poi vi voglio far notare che quando si è insediata questa nuova federazione, il progetto che hanno pubblicato è stato quello di provincializzare l’atletica, senza assumere guide o sfruttare i centri federali. Ora la prima cosa che dice è “Basta fare tutto da soli, serve più controllo”.

    Insomma sta ritorcendo tutto contro le scelte che LUI STESSO ha preso. In tutto questo non leggo da parte di nessun giornale la critica a questo operato dirigenziale (e qui ritorno sul discorso che sti giornali che ora si fanno avanti coi titoloni, in realtà l’atletica la seguono/conoscono ben poco, altrimenti queste cose le avrebbero scritte). E’ molto più facile e ovvio sparare sull’atleta che dice “Non so cosa sia successo” perchè questa è la verità. L’atleta non sa cosa gli è successo, se lui ha seguito per filo e per segno l’allenamento che gli è stato imposto pensando che l’avrebbe portato al risultato. O qualcuno crede veramente che uno vada al mondiale a passeggiare, mettendosi in ridicolo in mondovisione?

    Ultimissima cosa: Giomi sta sbandierando per l’ennesima volta la minaccia “Nessuno andrà a Rio” (se vi ricordate lo fece anche dopo Mosca o prima di Zurigo). Qualcuno gli ha fatto notare però che a Pechino c’erano più membri della federazione che atleti? Nessuna nazione ha avuto questa proporzione. Non portando atleti a Rio come potrà poi accontentare i soloni che gli stanno attorno?

  5. irlandese scrive:

    Ma è vero che Tilli e Ponchio si sono scontrati in diretta RAI? Qualcuno me lo racconti

  6. dennis scrive:

    Ragazzi il problema è stato centrato da (irlandese) anche se, (ale e alebi) hanno ragioni da vendere. Bisogna ricominciare dalla base, nelle scuole primarie e, se possibile, pima ancora, ma con gioia di farlo non perchè si deve farlo. Per quanto riguarda i limiti per la prossima Olimpiade, devono essere dei limiti corretti e non surreali. Inutile portare un velocista da 10,10 perchè il limite era 10,11, quando sappiamo bene che ci sono almeno trenta atleti davanti a loro che corrono sotto i dieci netti. Ho portato l’esempio dei 100 metri ma è per tutte le discipline non solo per l’Atletica ( cosa si portano a fare i calciatori, che sono in vacanza da prima che finisca il campionato,ma si potrebbe dire per il tennis e per altre trenta discipline, ricche, a cui non frega niente delle Olimpiadi). Direte che allora di Italiani ne vanno solo 30/40 (bene è vero, ma ci vanno con il coltello tra i denti, non in gita a Copacabana), è la realtà, inutile nascondersi dietro un dito. La Nostra Atletica è meno che all’anno ZERO, facciamocene una ragione ripartiamo rimboccandoci le maniche, ed eliminando come dite Voi, personaggi anacronistici (messi li da politici) che fanno solo il male dell’Atletica stessa. Facciamola finita, dopo le disfatte di fare proseliti per l’anno venturo, abbiamo sbagliato tutto punto, si riparte con regole chiare e non INTERPRETABILI, QUELLE SONO (APPROVATE DA TUTTI NESSUNO ESCLUSO) E QUELLE RIMANGONO.Purtroppo ragazzi ho paura che sia UTOPIA e basta, troppi interessi sotto.

  7. alebi scrive:

    E te pareva che non si parlava del vero problema della spedizione e cioè la finalizzazione! Cosa vuol dire a Rio pochi atleti?? Esistono dei minimi, scelti dalla IAAF (e spesso resi ancora più difficili dalla Fidal), e chiunque li supera ha il sacrosanto diritto di partecipare, che siano italiani, gibutani, mauriziani, tedeschi, russi, ostrogoti o venusiani.

    Perchè se sai che tanti atleti sono stati lontani dalle prestazioni medie stagionali, non ti poni delle domande??

    E poi cosa vuol dire che agli europei di Amsterdam avremo una squadra allargata? Significa che questi europei di serie B saranno l’obiettivo principale della stagione agonistica, invece di esserlo l’Olimpiade??

    E due paroline sulla tua gestione? I famosi progetti Rio? Le staffette?? Ma è stata una conferenza stampa senza poter porre domande? Perchè a tirare le somme e parlare dell’evidenza siamo stati capaci pure noi già dopo le prime giornate.

    1. ale sandro scrive:

      Cito a caso Magnani , ora intervistato a Rai Sport con Alf (non il pupazzo, il presidente) :”Donato non ha un infortunio serio. Si è accorto solo di non poter competere ad alti livelli con gli altri e per non rischiare in vista Rio blablabla” …..ma uno che ha saltato 17.50 e passa in carriera più volte, che ha ancora negli ultimi due anni di carriera saltato oltre i 17 metri pur ventosi , con una carriera costellata da infortuni e problemi fisici soprattutto negli ultimi due -tre anni ,potrà, vista anche la sua età , prendere decisioni intelligenti come il non andare a Pechino, senza essere preso come esempio di discorsi senza logica?
      Ricapitolando – Una buona parte dei tecnici in fin dei conti non è totalmente professionista (e ci stupiamo di coach e staff italiani che fanno le fortune di Tuka e Cina della marcia).
      L’ 80% non conosce l’inglese fondamentale per potersi aggiornare, leggere pubblicazioni e quant’altro.
      Il problema infortuni, affrontato davvero solo a maggio ,quando sono anni che ci sono disastri, e solo perchè il duo Fischetto – Fiorella sono nei casini per la questione doping, con elementi come Combi che già ha avuto in mano atleti azzurri e non ha sempre preso decisioni evidentemente opportune e tempestive, un nome a caso Howe nel 2009 da operare subito al tendine, per il quale Combi tentò una rieducazione discutibile.
      Coi GSM solo recentemente si decide che se l’atleta non fa risultato entro non si sa ( 2,3,4 anni?) ,allora non viene confermata la sua appartenenza.
      Insomma se davvero si vuole ricandidare, ce ne vuole di coraggio.

      1. alebi scrive:

        Veramente ha criticato la scelta di Donato? Cioè l’unico che ha avuto il coraggio di mettersi da parte, non sentendosi competitivo, e che vista l’età, la disciplina usurante e l’ultimo obiettivo in vista della sua lunghissima e strepitosa carriera, ha preso la decisione più sensata. A ma già, anche l’infortunio di Greco l’anno scorso era superficiale…
        Poi tentare di proteggere due medici che sembrano essere coinvolti nella vicenda doping, questo è inqualificabile, cioè invece che prenderne le distanze o esigere da loro chiarimenti sulla questione, li si invoca come i tasselli fondamentali venuti meno. Ma perchè poi, sotto di loro non ci sono stati atleti infortunati cronici lo stesso?
        Tema GSM: va bene esigere risultati se si vuole rimanere nel corpo, ma cosa si intende con risultati? Vincere il campionato italiano? O tutt’altro livello come rientrare almeno nei primi 12 in Europa? (Senza stare a scomodare il livello mondiale…). Si prega di scrivere nero su bianco A PRIORI questi standard richiesti, per non dover poi prendere scelte ad personam senza un’apparente logicità l’una con l’altra.
        Perchè piuttosto i corpi militari non diventano una sorta di sponsor della federazione, elargendo le risorse disponibili (cioè i nostri soldi) a far crescere il movimento piuttosto che a stipendiare ogni loro singolo atleta. E poi per favore basta con questi arruolamenti a vent’anni!! Così si rovinano gli anni più delicati della crescita di un atleta, cioè i 20-25, durante i quali si vede l’effettivo salto di qualità. In seguito, se l’atleta lo merita, allora si può pensare ad uno stipendio. Dopotutto anche per la maggioranza dei giovani “normali” l’ingresso nel mondo del lavoro avviene dopo l’università, dopo che tu ti sei autofinanziato gli studi allo scopo di diventare appunto “competitivo” (ok… un mondo un po’ ideale, ma il senso è quello). E così magari alla fine di un buon risultato internazionale l’atleta potrà ringraziare la sua società sportiva che VERAMENTE l’ha creato e cresciuto, facendo conoscere le vere realtà dell’atletica, non le varie fiamme gialle, rosse, blu, viola, pistacchio e limone.

        Ce n’è da discutere e mi stupisce che lo facciano adesso, ad un anno dall’Olimpiade e ad un anno dalla fine del mandato. Che poi sai cosa temo? Che rivedremo vincere le elezioni gli stessi soggetti perchè nel frattempo (cioè a partire da questo autunno credo) avranno iniziato ad impostare una metodica nuova che prima di dare frutti esigerà degli anni e perciò richiederà continuità alla guida della federazione.

        1. ale sandro scrive:

          Più che una critica era una sorta di esempio ,secondo me, di come possano capitare queste cose ,senza colpa di nessuno secondo loro… Ha detto pure che la Del Buono che stava male praticamente da dopo l’europeo indoor, è stata “esuberante” nel non seguire alla lettera le indicazioni federali, o una roba del genere. Se lo avesse detto mezzo stampa all’istante mesi fa, secondo me faceva miglior figura
          Io davvero non so cosa pensare. Mi danno entrambi tanto l’impressione di certi personaggi che ,con l’acqua alla gola, devono cercare di barcamenarsi e portarla a casa.
          Bragagna ha parlato già di candidatura di Stefano Mei , ipotesi debole. Ma che caspita ne sa? Cosa vuol dire debole, che fa pochi proseliti perchè ,in quanto magari persona seria ,promette pochi voli pindarici o poche “sistemazioni”?
          Guarda ce ne sarebbe da dire sì, ma ripeto quanto possa essere poco coerente il comportamento di Giomi che parlò sempre di non confermare il mandato,e ora accade il contrario.
          Non vuol dire nulla poi portare a Rio poca gente, per poi portarne molti ad Amsterdam coi giovani. Poi magari quei giovani che fanno grandi cose o che hanno grossi margini, li si brucia proprio nell’anno olimpico non lasciandoli esprimere a tutta birra , o relegandoli in impegni di secondo piano, come gare giovanili.
          La questione dei tecnici poi mi ha lasciato basito, perchè sono tutte questioni gravi ,sull’arretratezza loro rispetto ai colleghi stranieri e italiani all’estero, che non sono state affrontate sin da subito evidentemente.
          Sempre supercazzole e mai discorsi chiari, come dici tu nero su bianco, sempre improvvisazioni.
          Parole come queste: «Il d.t. può scegliere quanti assistenti vuole, non dovrà però più succedere che un Fassinotti decida autonomamente di non gareggiare, perché il d.t. è in contemporanea sul percorso della marcia. Ma non ci saranno figure intermedie che si assumeranno responsabilità al suo posto, non ci servono mediatori o responsabili di settore”. Lascio a te ogni commento, io vedo da queste cose come i diretti responsabili come lui stesso e Magnani ,non abbiano la più pallida idea della strada per tirarsi fuori da questa situazione. Facce da …. tolla.

          1. alebi scrive:

            Sì questi sembrano discorsi fatti in fretta e furia, sull’onda della frustrazione, forse spinti dalle richieste giornalistiche (giornali che però, ci terrei a sottolineare, se ne fregano per 350 giorni all’anno dell’atletica, salvo poi scatenarsi per attirare lettori durante le brutte prestazioni). Avrei preferito che si prendessero qualche giorno per convocare atleti, tecnici, medici, fisioterapisti, per confrontarsi tra di loro e per uscirne poi fuori con delle proposte più costruttive, senza sparare a destra e a manca, con frasi quasi contraddittorie.
            Invece alcuni atleti sono pure rientrati da un pezzo in Italia e hanno pure già gareggiato, quando sarebbe stato utile, una volta che li hai tutti lì, parlarci e ASCOLTARSI. Un po’ come quello che successe l’anno scorso durante la Coppa Europa, e i risultati si sono visti.
            Perchè poi, ribadisco, che gli atleti SONO BUONI (basta vedere gli stagionali o le loro medie tempi/misure della stagione), ma non sono stati messi nella condizione di esprimersi al meglio e qui loro hanno ben poche colpe, mica si fanno la scaletta mensile da soli.
            E invece facile dire “Non li ho visti combattivi” quando invece una settimana prima dicevi “C’è un ambiente sereno e tutti sono pronti a dare il massimo”.
            Frasi di rito.

  8. irlandese scrive:

    Cominciamo bene! Adesso la colpa è solo degli atleti. Se io conseguo il minimo per le Olimpiadi esigo essere preso in considerazione altrimenti l’atletica se la pratichi Giomi e compagnia cantante, ma che razza di modo è di motivare degli atleti?. Non sarà che avete sbagliato molto voi dirigenti, in programmazione, assistenza sanitaria etc? Tanto per fare un esempio la FIDAL non ha mandato nessuno ai mondiali di staffette a Nassau (che servivano per qualificare le stesse ai mondiali) con la motivazione che in contemporanea c’era la Coppa dei Campioni in cui le Fiamme Gialle erano impegnate. Dovete riniziare da zero e riportare l’atletica nelle scuole!!!

  9. ale sandro scrive:

    Caro Giomi, so che sei uomo di parola, e come avevi detto 3 anni fa al tuo arrivo, durerai ancora un anno alla guida della FIDAL, non di più. Fa in modo che chi ti seguirà non rovini ciò che di buono sta faticosamente cercando di fare Stefano Baldini nel settore giovanile, e lascia almeno questo buon ricordo di te, togliendo il disturbo e facendo compagnia all’ex campione e venditore di noto marchio di calzature. Mi dispiace dirlo ,ma tutta questa enorme differenza sbandierata inizialmente, tra voi due , non l’ho mica vista. Tutti e due vi siete rivelati maestri supremi dello scaricabarile. Ancora una volta.

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