Tour de France 2015, quattordicesima tappa: Rodez-Mende, trabocchetti pre-alpini

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Le Alpi stanno per arrivare, ma prima dell’ultima settimana di fuoco la carovana del Tour de France 2015 dovrà affrontare una 14esima tappa dalle diverse interpretazioni lungo i suoi 178,5km tra Rodez e Mende. I Pirenei sono alle spalle, ma non le difficoltà e i possibili trabocchetti.

Dalla cittadina della regione dei Midi-Pyrénées, per i 44km si salirà sempre in maniera costante ma dolce, con un primo GPM di 4^ categoria posto dopo 20km (Côte de Pont-de-Salars, 1,3km al 5,8%) che dovrebbe soltanto agevoare qualche tentativo di fuga da lontano. Dal Col de Vernhette, i corridori affronteranno poi una lunga discesa di quindici chilometri che precede un interlocutorio tratto di pianura/falsopiano di quasi 80km. La perfetta quiete prima della tempesta. A 41km dal termine, i corridori approcceranno la prima vera asperità di giornata, la Côte de Sauveterre, un GPM di 2^ categoria di 9km al 6% su cui potrebbero prendere vita azioni interessanti per quanto rigaurdo il successo di tappa. Improbabile che si possano muovere gli uomini di classifica, a meno di qualche disperato tentativo di rimonta con relativa azione tutta coraggio e fantasia.

Tra lo scollinamento e la Côte seguente, tuttavia, intercorrono una ventina di chilometri ancora una volta interlocutori tra falsopiano e discesa, poi sarà il turno della Côte de Chabrits (1,9km al 5,9%, GPM di 4^ categoria), breve ma potenzialmente intensa che vedrà il suo culmine a 8km dal termine. Per il gruppo, o quello che ne rimane, il tempo per respirare sarà breve: la Côte de la Croix Neuve attende. Su queste rampe di 2^ categoria, di soli 3 km ma al 10.1% di pendenza media, si deciderà presumibilmente la vittoria di tappa sebbene dal GPM al traguardo intercorrano ancora 1,5km di pianura per giungere a Mende. Un affare per uomini da grandi classiche?

Si tratta del terzo arrivo di tappa nella storia del Tour de France nella cittadina della regione della Languedoc-Roussillon. Nella prima occasione, nel 1995 (tristemente noto anche per la morte di Fabio Casartelli), ad imporsi su Laurent Jalabert, mentre dieci anni dopo toccò a Marcos Serrano.

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daniele.pansardi@oasport.it

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