Tour de France 2015, undicesima tappa: Pau/Cauterets-Vallèe de Saint-Savin

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La città di Pau, tra gli appassionati di ciclismo, rimanda automaticamente ai Pirenei: come sede d’arrivo o di partenza di una tappa, il comune dell’Aquitania fa sempre da cornice a giornate decisive.

Anche nel 2015 il copione si ripete: l’undicesima frazione in programma mercoledì 15 luglio risulterà decisiva ai fini della classifica generale. Si passeranno montagne mitologiche come l’Aspin e soprattutto il Tourmalet, si arriverà su una salita morbida, quella di Vallèè de Saint-Savin, dove le gambe appesantite dalle ascese precedenti conteranno più di ogni altra cosa.

Pronti-via e da Pau si va verso Lourdes, città di fede e spiritualità, affrontando in successione tre Gran Premi della Montagna di terza e quarta categoria (Loucrop, Bagnères-de-Bigorre e Mauvezin), prima di affrontare, da Arreau, la salita dell’Aspin. Qui, dove la selezione italiana fu aggredita a sputi, spintoni e botte nel 1950 generando il ritiro di tutta la nazionale con Fiorenzo Magni in maglia gialla, 12 km al 6.5% attendono i corridori e faranno una prima selezione, anche se, visto il menù seguente, appare difficile immaginare un’azione da parte dei big in lotta per la maglia gialla. Siamo inoltre a ben 71 km dal traguardo (la tappa ne misura 188) e le difficoltà sono appena all’inizio, tant’è che di pianura non ce ne sarà praticamente più: scesi su Sainte-Marie-de-Campan, si risale immediatamente verso il terribile Tourmalet, che con i suoi 2115 metri di quota si guadagna come di consueto il titolo di souvenir Jacques Goddet.

Si tratta di 17 interminabili chilometri al 7.3%, anche se i primi 5000 metri di tornanti sono molti più blandi rispetto alla parte centrale e conclusiva, dove ci si arrampica frequentemente attorno al 9-10% (in particolare negli ultimi 7 chilometri). Farà male il Tourmalet, molto male: dopo la lunga e pericolosa discesa in valle, nuovamente naso all’insù per una salita che è una bazzecola in confronto a tale mostro sacro, ma potrebbe favorire i corridori più potenti, più esplosivi – qualora resistessero sin lì – , non necessariamente i grimpeur purissimi. Stiamo parlando del Cauterets il quale conduce al traguardo, scollinando poco prima di tre chilometri dalla linea bianca: 6.4 km al 5%, un terza categoria che merita ancora il titolo di côte e non quello di col. Un finale, dunque, capace di riservare sorprese.

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marco.regazzoni@oasport.it

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