Seguici su
LEGGI OA SPORT SENZA PUBBLICITÀ
ABBONATI

Formula 1GP Brasile

F1, la ‘lotteria’ delle penalità a Interlagos: perché mezza griglia sceglie il Brasile per cambiare motore

Pubblicato

il

Lewis Hamilton
Lewis Hamilton / LaPresse

Se esiste un circuito nel calendario della F1 capace di trasformare una sanzione tecnica in un’operazione di ingegneria strategica, quello è senza dubbio l‘Autodromo José Carlos Pace di Interlagos. Anche in questo Gran Premio del Brasile 2026, lo schieramento di partenza si presenta profondamente riscritto dai commissari tecnici, con cinque piloti di primo piano, tra cui tre campioni del mondo, costretti a sacrificare la posizione acquisita in pista per smarcare componenti fresche della Power Unit oltre il limite regolamentare.

L’impatto sulla griglia ridisegna completamente gli equilibri di forza al via. A pagare il dazio più contenuto è George Russell, che perde il diritto di scattare dalla prima fila – conquistata con il secondo tempo dietro Lando Norris – scivolando alla settima casella per l’introduzione del sesto motore endotermico stagionale (una sanzione ridotta a 5 posizioni, come previsto dal regolamento per le sostituzioni successive alla prima eccedenza).

Paga invece più caramente Charles Leclerc: il quarto crono ottenuto dal monegasco si traduce nella quattordicesima piazzola a causa delle dieci posizioni di penalità inflitte per l’utilizzo della quinta unità termica, un arretramento che compatta la zona centrale del gruppo senza però alterare la posizione dei piloti che lo precedevano in qualifica. Il vero ingorgo si concentra però in fondo allo schieramento, dove il superamento della soglia delle quindici posizioni fa scattare la retrocessione d’ufficio in coda.

Il caso più emblematico riguarda Lewis Hamilton: sanzionato inizialmente di dieci posizioni al sabato mattina, il britannico ha visto il conto salire fino a 75 posizioni cumulative dopo un guasto emerso nelle FP3 che ha imposto alla Ferrari la sostituzione completa della Power Unit. Grazie all’undicesimo tempo firmato in Q2, Hamilton riesce comunque a mettersi davanti agli altri due illustri retrocessi, Max Verstappen (21° con la Red Bull) e Sergio Pérez (22° con la Cadillac), entrambi colpiti da 30 posizioni cumulative per il cambio integrale del propulsore dopo essere stati eliminati già al primo taglio delle qualifiche.

Una simile concentrazione di penalità nello stesso fine settimana non è frutto del caso, ma risponde a una precisa convergenza di fattori tecnici, ambientali e di calendario. Sul piano prestazionale, Interlagos offre una configurazione aerodinamica e planimetrica unica: a differenza di tracciati cittadini o tortuosi come Città del Messico, Las Vegas o Lusail, i due lunghi tratti ad alta percorrenza – l’allungo in salita verso la “S di Senna” e la Reta Oposta verso la Curva do Lago – combinati a zone DRS ad alta efficienza, riducono drasticamente il costo-opportunità di partire nelle retrovie.

A questo si aggiunge il fattore altitudine: gli 800 metri sul livello del mare di San Paolo rendono l’aria più rarefatta, diminuendo la resistenza all’avanzamento (e amplificando quindi l’effetto scia nei sorpassi) ma riducendo al contempo la capacità di smaltimento termico dei radiatori. Affrontare questo stress meccanico con unità fresche diventa dunque una garanzia di affidabilità, ancora più cruciale in questa stagione 2026 in cui le nuove Power Unit sono al primo anno di vita e il chilometraggio accumulato rischia di innescare cali di potenza o ritiri nelle ultime tre gare del Mondiale.

In quest’ottica, l’eliminazione precoce dei piloti citati ha trasformato un imprevisto sportivo in un’occasione di opportunismo tecnico, permettendo alle scuderie coinvolte di “pulire” il pool dei motori per il finale di campionato senza ulteriori sacrifici.

A rendere ancora più complesso questo calcolo probabilistico interviene infine la variabile meteorologica. Dopo aver già condizionato le qualifiche del sabato, la pioggia resta una minaccia concreta per la gara delle 18:00 italiane, con una probabilità stimata attorno al 40% e temperature dell’aria comprese tra i 13°C e i 19°C. Per chi è chiamato alla rimonta come Leclerc, Hamilton e Verstappen, l’asfalto bagnato altera radicalmente il profilo di rischio: da un lato la scarsa visibilità nei tratti in pendenza complica i duelli ruota a ruota, ma dall’altro la quasi certezza di neutralizzazioni, Safety Car e finestre strategiche sui cambi gomme offre la possibilità concreta di azzerare i distacchi iniziali e rientrare nella lotta per il podio. A Interlagos, dove la gestione delle risorse conta quanto la velocità pura, la partita a scacchi è appena cominciata.

Google News Rimani aggiornato seguendoci su Google News!
SEGUICI