MotoGP
Mauro Sanchini: “Se Marquez vincerà, Aprilia avrà buttato il Mondiale. Marc unico a fare la differenza”
Mauro Sanchini è stato ospite di Motor News, trasmissione che va in onda sul canale YouTube di OA Sport, dove ha parlato dell’infortunio occorso a Jorge Martin, che potrebbe aver chiuso il Mondiale MotoGP in favore di Marc Marquez, ma anche di tutte le novità, sia tecniche che riguardo i piloti, che attendono il Motomondiale nella prossima stagione.
Sulla presenza di Jorge Martin a Sepang: “Se non ci sarà io credo che il Mondiale sarà chiuso, ovviamente nel motociclismo purtroppo, adesso quest’anno è diventata una tripletta perché il Qatar in realtà è stato spostato, sennò erano due doppie, comunque quando si arriva alle ultime gare può esserci sempre l’infortunio o diciamo la cosa che ti può limitare, come è successo a Jorge Martin per dire, quindi non si può mai dire che è chiuso. Chiaro che se Martin non dovesse riuscire a partire in Malesia, io credo che un pilota come Marquez, con tutto quello che ha fatto da Le Mans in poi, se ha recuperato 100 punti prima, ne ha 10 di vantaggio adesso, dovesse fare anche dei punti in Malesia senza Martin in pista, togliergli il Mondiale, secondo me, è praticamente impossibile al 99%. Jorge gliela farà allora? Io dubito di no, devo essere sincero, nel senso che lui ci proverà, stanno facendo tutte le terapie possibili, cercando di accelerare i tempi il più possibile ad un ragazzo giovane, per esperienza personale ti dico che comunque anche a me è successo, con delle fratture o addirittura qualcosa di un po’ più importante, riuscire in qualche maniera ad avere una discreta, però dico discreta, calcificazione anche in 5-6 giorni. Il problema grave qual è? E’ che tu hai un braccio dove quando arrivi in fondo al rettilineo della Malesia, di Sepang, a 360 all’ora, devi frenare per andare a mettere la prima e curvare a destra, che saranno intorno ai 68-70-75 km/h, capite che tutta quella forza lì va su un braccio che a posto non è. Ci proverà, io dubito fortemente che lui possa essere in pista oppure che possa esserlo in maniera decente, questo è il problema, però è giusto che ci debba provare, che ci voglia provare perché ha avuto, tra virgolette, la fortuna, nella sfortuna grossa di sabato, che domenica non si è corso a Philip Island, quindi non ha perso quei punti che l’avrebbero probabilmente condannato, perché sul bagnato Marquez ha fatto vedere che avrebbe riportato tranquillamente i 25 punti. Essendoci stata quella cosa lì, quella fortuna lì, vale la pena giustamente di provarci, perché poi non sai mai cosa può capitare agli altri ed è giusto che Jorge ci provi, però sinceramente ho dei forti forti dubbi. Siccome purtroppo sui social esce un po’ di tutto, io ho letto anche qualcuno che ha scritto dei commenti ‘Se corre vuol dire che non è infortunato, ci stanno prendendo in giro’. Ragazzi, se Jorge Martin dovesse correre è perché sta cercando di fare un miracolo, che la gente possa pensare che non è vero che si sia fatto male, va bene che pensano anche altre cose più gravi nel mondo, ma mi sembra una roba banale, lasciamo perdere, ragazzi. Ci sono dei dottori che fanno delle cose, perché sta roba l’ho sentita in giro“.
Il Mondiale piloti sprecato dall’Aprilia: “Chiamiamolo come si fa in cucina un agrodolce, usiamo l’agrodolce, nel senso che da una parte c’è la contentezza ed il sapere di aver fatto una super moto, perché quest’anno, ragazzi, bisogna essere chiari, Aprilia ha portato una moto che, tra virgolette, solo Marquez ha messo in difficoltà, perché ha fatto dei podi interi, ha fatto primo, secondo e terzo, è andata a vincere dove la Ducati ha sempre dominato. Se ripensiamo lo scorso anno, al di là della facilità con cui Marquez riportava i risultati e ha riportato un Mondiale stravinto già a tre quarti di campionato, ma dietro Alex Marquez avrebbe vinto comunque facilmente il Mondiale, dietro i due Marquez comunque c’erano altre Ducati che erano sempre lì. Spesso e volentieri si vedevano 3-4 Ducati e in mezzo Bezzecchi con l’Aprilia, mentre quest’anno mi sembra che il passo in avanti fatto da Aprilia abbia messo con le spalle al muro le Ducati. Quindi da una parte la felicità di avere avuto e di aver creato tra le mani una moto super, dall’altra, quest’anno se andiamo ad analizzare tutto, è un Mondiale buttato via, perché se lo dovesse vincere Marquez, che era a 100 punti di distacco, vuol dire che qualcosa è andato storto. Allora, Bezzecchi ha le sue colpe, perché Bezzecchi, probabilmente, forse è il pilota più veloce in pista in questo momento insieme a Marquez, però ha commesso i suoi errori, ha esagerato, è andato in terra. Lasciamo perdere la Repubblica Ceca, quella probabilmente è stata tutta una conseguenza dall’Ungheria in poi, perché il nervosismo dell’Ungheria, i punti persi, l’altro che vedi che rientra, fa 37 punti, tutto si accumula, ed è sfociato in una roba bruttissima, che purtroppo gli ha tolto un altro Gran Premio, però gli errori suoi lui li ha fatti, c’è poco da da girarci intorno. Il giapponese (Ogura, ndr) ha fatto una cosa che ad un certo punto sembrava il favorito per il Mondiale, ci ha messo del suo anche lui, si è fatto male per allenarsi, è andato a curarsi in un, tra virgolette, pronto soccorso giapponese, che ha ritardato tutto di un mese, cioè lui ha saltato dei Gran Premi ed è rientrato non a postissimo dopo del tempo che poteva risparmiare, e son punti buttati via. Fernandez è un pilota che va molto forte e va molto piano allo stesso tempo, non si sa mai quale dei due Fernandez ti arriva, e devo ammettere che, mi permetto di dire, forse l’unico che veramente ha fatto tutto quello che andava fatto fino alla bellissima manche dell’Australia, dove ha fatto il testa a testa, ha sbagliato, è caduto e ne ha pagato le conseguenze, però Jorge Martin ha fatto una stagione al di là dell’errore dell’Ungheria, dove purtroppo ha sbagliato il punto di staccata, gli si è chiuso davanti, ha fatto un disastro, però al di là di quello, comunque Jorge Martin ha riportato tutto quello che era in grado di poter riportare, perché in tante gare lo scorso anno non c’era, tutta la stagione scorsa non l’ha fatta, quindi diciamo che dal punto di vista della messa a punto non era così a posto sempre. Dove lo era, tipo a Le Mans, ha fatto paura, però lui si è portato tutto a casa fino proprio in Australia, per cui credo che sia stato quello più, tra virgolette, performante fino a lì. Poi va detto che contro hanno avuto un marziano, bisogna essere onesti, cioè dove serviva di portare il punteggio pieno Marquez non ha sbagliato neanche un colpo, come un cecchino e questo ha fatto la differenza. Mi permetto di dire una cosa, quei lontani dal podio fanno strano su Marc Marquez, è vero, ma non è tanto strano, nel senso che qualche anno fa quei lontani dal podio erano degli zero, perché piuttosto che non andare sul podio lui portava zero. Quest’anno, che è più maturo, è più grande, fisicamente sa di non essere più quello di 20 anni, quei lontani dal podio sono perché invece di far zero dei punti intanto lui li mette in cascina e tutti quei punti lì hanno fatto la cassa per arrivare in testa al Mondiale“.
Marc Marquez fa la differenza nonostante la superiorità dell’Aprilia sulla Ducati: “Questo discorso con Marquez lo si faceva pari pari quando lui era in Honda, se vi ricordate. Cioè, lui arrivò nel Mondiale MotoGP sulla Honda, che la Honda era una moto con cui vincevano tutti, se vi ricordate il podio australiano Stoner, Dovizioso, Simoncelli, cioè tutti i piloti della Honda erano là davanti, compreso Pedrosa che lottava per il Mondiale. Poi ad un certo punto arriva Marquez, vince il primo Mondiale, da lì in poi, piano piano la Honda diventa una moto dove Marc Marquez fa solo la differenza, e tutti gli altri non guidano più. E si diceva ‘Ma è Marquez che quindi va contro la macchina, l’uomo contro la macchina’. E la domanda è ‘Ma è Marquez che porta la moto, perché lui ha bisogno di guidare così, ad essere così, e la guida solo lui?’. Perché io vi chiedo, la Ducati dice di no, ma quando due anni fa la Ducati comunque faceva i tempi e vinceva e lottava per il Mondiale Pecco Bagnaia e Jorge Martin, la Ducati la guidavano tutti, erano tutte là davanti. Arriva Marquez, fanno il primo inverno, l’anno dopo Marquez vince 11 o 12 Gran Premi lunghi, adesso non mi ricordo benissimo, 11 mi pare, cioè fa un Mondiale che a metà a metà poteva anche stare a casa, sarebbe potuto stare a casa, infatti si è fatto male in Indonesia, non è più venuto, ha vinto con margine. Lui stravinceva tutto, gli altri cominciavano a far fatica, sparito Pecco, fatica Di Giannantonio, il fratello con la vecchia Ducati era ancora lì. Quest’anno solo Marc Marquez ha fatto la vera differenza, se vogliamo essere sinceri, la Ducati dice di no, però l’unica Ducati là davanti che vince, tranne qualche piccolo episodio, comunque è sempre lui, perché gli altri il Mondiale non l’avrebbero mai riportato, ma è la Ducati che giustamente è andata dietro le indicazioni e se l’è portata nel suo modo di guidare Marc Maquez. Questa, ascoltatemi bene, non vuole essere una critica, ma voi fate caso alla stessa alla stessa identica cosa con Max Verstappen. Verstappen è tornato a vincere, il compagno di squadra fa fatica a guidare la macchina che stanno facendo adesso per Max Verstappen. Così è stato con tutti i suoi compagni di squadra. Cioè, Max, probabilmente, è talmente forte che ha bisogno di fare delle cose che gli altri non fanno, non sanno fare. La macchina quando va in quella direzione lui vince e gli altri fan fatica poi dopo a usarla. Io credo che la stessa roba, purtroppo, sia capitata e stia succedendo in Ducati, cioè lui ha una guida molto diversa dagli altri, ha un talento superiore a tutti, una sensibilità superiore a tutti, e lui va a portare la moto in delle cose che probabilmente gli ingegneri seguono, che però lui la guida, gli altri no, perché non possiamo dire che la moto non va bene. Lui davanti c’è sempre, quindi non è che va a piedi, non è che corre a piedi dietro agli altri, ci va con una moto che gli permette di star lì. Gli altri, purtroppo, quella moto lì la portano una volta ogni tanto. Ogni tanto ci sono anche gli altri, ma ogni tanto, non come lui. Questa è la mia opinione, poi magari può essere sbagliatissima. Per mettere in archivio la stagione di quest’anno, poi i prossimi giorni sapremo come andrà a finire Jorge Martin, va anche ricordato che non solo lui dovrà riuscire a provare ad entrare con un braccio rotto, ma l’Aprilia si troverà in una delle peggiori piste che ha avuto sempre durante la stagione fino all’anno scorso, poi magari quest’anno, l’Aprilia di quest’anno è un’altra moto e andrà fortissimo, però in realtà vanno anche in una pista dove sicuramente Ducati sarà più avvantaggiata rispetto ad Aprilia, quindi un’ulteriore difficoltà in tutto quello che è il contesto del Mondiale“.
Sulle novità della prossima stagione: “Per quanto riguarda, invece, l’anno prossimo, quest’anno già è una stagione bellissima, purtroppo senza quell’infortunio sarebbe magari andata proprio fino all’ultimo Gran Premio con un entusiasmo diverso, ma non chiudiamo il discorso fino a che non è proprio chiuso. Per quanto riguarda la prossima stagione, secondo me sarà una cosa meravigliosa. Pedro Acosta in Ducati con Marquez, cioè il passato, presente e, poco, futuro del motociclismo mondiale, uno dei più forti passati nel motociclismo, accanto a quello che probabilmente è uno degli astri nascenti più importanti degli ultimi anni, che è Pedro Acosta, e già quello di per sé è un duello che a pari moto varrà tutto il biglietto di tutta la stagione, due che non si amano, però va detta una cosa, che Pedro Acosta è sempre uno molto deciso, però è sempre un ragazzo molto corretto e pulito, quindi io credo che assisteremo a dei duelli bellissimi, però sempre in un contesto molto sportivo. Detto questo, ci sono tutti gli spostamenti, quindi ogni Casa presenterà un nuovo cavallo di razza nella propria scuderia, e questo già è motivo di grande curiosità da una parte, ma anche di bilanciamento dall’altra, perché quando i vari campioni sono distribuiti nelle varie Case, l’equilibrio di solito ne trae sempre un grandissimo beneficio. Ci saranno tutte le nuove gomme, le nuove moto senza gli abbassatori, ma soprattutto bisognerà capire chi sarà il più bravo ad interpretare bene subito le gomme, sia come pilota che come Casa, per cui io credo che potremmo avere dei valori alla prima gara del Mondiale, ma dei valori molto diversi già alla terza gara del Mondiale o alla quinta gara del Mondiale, perché probabilmente succederanno tantissime cose, e ripensando un po’ a quello che è successo anche in Moto2, quando arrivò la Pirelli al posto della Dunlop, ora Pirelli è una gomma molto performante, stanno lavorando tanto, ma non è escluso che nei primi Gran Premi si possa vedere, non so, una gomma che magari non riesce a reggere dall’inizio alla fine del Gran Premio con lo stesso ritmo, quindi chi saprà lavorare meglio farà una grandissima differenza, chi magari nei primi giri sarà dietro, forse negli ultimi sarà davanti, perché ha usato diversamente la gomma. Cioè, ci sono degli aspetti che sono molto interessanti, io credo che sarà una stagione molto bella, sono proprio curioso di poterla vedere e presto. Purtroppo va detto che questi ragazzi hanno poco tempo per provare, perché faranno i Test il primo di dicembre, che già dirlo così sembra che uno debba andare a sciare, non a provare delle moto, comunque il primo di dicembre a Valencia, poi riproveranno solamente a febbraio in due date molto ravvicinate, e quando fai dei Test molto ravvicinati vuol dire che tu se hai fatto bene durante l’inverno, bene, perché sennò non fai molto, e andranno poi alla prima gara, quindi alla prima gara sarà un pochettino una lotteria, anche se in realtà tutte le Case stanno già lavorando da molto, si stanno confrontando, stanno facendo bene, e per chiudere io mi sento di dire che credo che questo nuovo regolamento con le nuove gomme dovrebbe ribilanciare molto anche il discorso tra le giapponesi e le Case italiane, europee, per cui dovrebbe rimettere un po’ più vicini tutti quanti e questo fa sempre bene per il Mondiale“.
