Basket
Jasmine Keys: “Dobbiamo conoscere il nostro valore. Serve una buona difesa di squadra”
Jasmine Keys, alla vigilia di Italia-Australia, si è esposta ai microfoni della FIBA per analizzare il prima e il verso questa sfida che può dare alle azzurre i quarti di finale. Al solito, la sua analisi è pienamente di livello e centrata in modo particolare su tutti i lati tecnici che caratterizzano l’attuale situazione.
Prima di tutto, la lunga che in stagione gioca al Famila Schio si esprime così: “Sapevamo che sarebbe stato un girone intenso e difficile ma siamo ai Mondiali, quindi è ovvio che l’asticella si alza. La prima partita con la Cechia è stata un po’ tesa, nel senso che era l’esordio. Dovevamo ancora sbloccarci, non c’era fluidità. Poi abbiamo fatto questo partitone con gli Stati Uniti che ci ha sicuramente dato prova che possiamo giocarcela con tutti: questa è un’ottima iniezione di fiducia e positività che serve. Dall’altra parte dobbiamo anche renderci conto che non sempre ci sono partite così. Non possiamo mollare niente, perché poi ne prendiamo venti da chiunque. Ce l’ha dimostrato ieri (lunedì, N.d.R.) la partita con la Cina, infatti è stata la nostra partita più brutta. Che ci serva da lezione. Sono state tre partite tutte una diversa dall’altra; ce le portiamo dietro come esperienza per imparare e migliorare ancora di più“.
Poi puntualizza un lato mentale particolarmente importante: “Sentirsi apprezzate dalle avversarie da una parte fa piacere, ma dall’altra non dobbiamo neanche sentirci gli underdogs sempre e comunque. Perché, appunto, parliamo sul campo. Non siamo le più alte, non siamo le più forti, non siamo le più veloci, ma dobbiamo conoscere il nostro valore senza peccare di presunzione. Dobbiamo farne tesoro“.
E parlando di Ezi Magbegor, la principale delle lunghe aussie: “Lei è tosta. È anche un’ottima stoppatrice. Un po’ di paura la fa, ma l’Australia in generale è una squadra molto fisica e aggressiva. Lei è molto brava anche a livello tecnico, ha tutto, ha tiro interno ed esterno. Ma non dobbiamo farci intimorire, anzi. Serve una buona difesa di squadra“.
