Beach Volley
Beach volley, le prospettive dell’Italia verso Los Angeles 2028 e quante coppie possono qualificarsi
La stagione internazionale del beach volley è ormai praticamente alle spalle e per l’Italia è già tempo di spostare lo sguardo verso Los Angeles 2028. La prossima annata, che scatterà a novembre, avrà un peso completamente diverso rispetto a quella appena conclusa: dal 1° novembre 2026 inizieranno infatti a essere presi in considerazione i risultati utili per l’Olympic Ranking che condurrà ai Giochi. Il sistema prevede 24 coppie per genere, con un massimo di due per ogni Paese. Quattordici posti verranno assegnati attraverso il ranking olimpico, al quale si aggiungono le quote già conquistate nei Campionati Continentali 2026, quella riservata ai campioni del mondo 2027, i tre posti della Olympic Q-Series del 2028 e la quota degli Stati Uniti padroni di casa.
L’Italia non ha sfruttato la prima occasione diretta offerta dagli Europei di Stare Jablonki, che hanno premiato Paesi Bassi tra le donne e Svezia tra gli uomini con il pass olimpico. Questo significa che, salvo il successo ai Mondiali 2027, la strada principale per gli azzurri passerà proprio dalla continuità nel circuito e dalla costruzione del ranking. La buona notizia è che, guardando quanto accaduto nel 2026, l’Italia può realisticamente pensare a più di una coppia a Los Angeles, soprattutto se i progetti attualmente più competitivi riusciranno a trovare stabilità per tutto il biennio.
In campo femminile la situazione appare già piuttosto definita. Valentina Gottardi e Reka Orsi Toth rappresentano oggi la coppia italiana con le prospettive olimpiche più solide. Se il ranking attuale fosse quello decisivo per Los Angeles, sarebbero le uniche azzurre in posizione utile. Ma soprattutto la stagione appena conclusa ha dimostrato che le due italiane possono competere stabilmente ad alto livello. Il risultato simbolo è il secondo posto di Brasilia, dove hanno eliminato avversarie di grande valore come Nina Brunner/Tanja Huberli e Tina Graudina/Anastasija Samoilova prima di arrendersi in finale alle brasiliane Rebecca/Carol. Quel risultato trova conferma anche nel quadro complessivo dei podi internazionali della stagione.
Non è stato un episodio isolato. Gottardi e Orsi Toth hanno centrato due noni posti a Ostrava e Gstaad e soprattutto il quarto posto nell’Elite di Amburgo, altro torneo di altissimo livello nel quale sono riuscite a battere anche Muller/Tillmann prima delle sconfitte contro Brunner/Huberli in semifinale e Rebecca/Carol nella finale per il bronzo. Il loro nome compare infatti anche ai piedi del podio tedesco. A completare il quadro sono arrivati il successo nel Future di Modena e, sul fronte nazionale, il primo posto nella finale di Caorle. Il bilancio internazionale fornito dalla stagione parla di 20 vittorie e sei sconfitte nei cinque tornei del Beach Pro Tour disputati, numeri che danno già una base importante sulla quale costruire la qualificazione.
Dietro di loro l’altra carta italiana è quella formata da Claudia Scampoli e Giada Bianchi. Il giudizio sulla loro stagione deve inevitabilmente tenere conto dell’infortunio alla mano che ha fermato Scampoli da luglio, interrompendo il percorso proprio nel momento in cui sarebbe stato importante accumulare ulteriori esperienze e risultati. Prima dello stop, però, la coppia aveva lasciato segnali interessanti. Il quarto posto di Joao Pessoa, con il successo negli ottavi contro Schoon/Stam, rappresenta il punto più alto dell’annata e le ha portate sul podio allargato di uno degli appuntamenti più importanti disputati nella prima parte della stagione.
A quel risultato si sono aggiunti il quinto posto di Tlaxcala, il 17° di Brasilia, il 19° di Ostrava e l’eliminazione nelle qualificazioni di Gstaad. È una traiettoria meno continua di quella di Gottardi/Orsi Toth, ma Scampoli e Bianchi hanno qualità e margini sufficienti per pensare alla seconda quota italiana. Molto dipenderà dal completo recupero di Scampoli e dalla possibilità di affrontare senza interruzioni il periodo decisivo. In un percorso lungo quasi un anno e mezzo, la regolarità nella partecipazione ai tornei di livello più alto sarà importante quasi quanto i picchi di rendimento.
Più aperto il discorso maschile. Qui il progetto che ha compiuto il salto in avanti più evidente nel 2026 è quello di Samuele Cottafava e Gianluca Dal Corso. La coppia ha iniziato la stagione internazionale vincendo il torneo di Nayarit, primo segnale concreto della crescita mostrata nel corso dell’anno: il successo messicano compare tra i podi del circuito con gli azzurri davanti a Immers/Luini e Cuzmiciov/Elazar. A giugno è arrivato poi il terzo posto ad Alanya, alle spalle di Henning/Pfretzschner e dei fratelli Bello.
Ma forse il dato più interessante è la continuità costruita successivamente. Cottafava e Dal Corso hanno raggiunto il nono posto a Saquarema, Gstaad e Rio de Janeiro, confrontandosi frequentemente con coppie della fascia alta internazionale. Anche agli Europei hanno superato una pool tutt’altro che banale, battendo tra gli altri Bryl/Losiak e i fratelli Bello prima dell’eliminazione. Il 2026 li ha portati a 18 vittorie e 12 sconfitte nei sei tornei del Beach Pro Tour, con 1890 punti raccolti. Non sono ancora stabilmente nell’élite mondiale, ma la progressione dell’ultima stagione consente di considerarli oggi la principale candidatura italiana nel maschile verso Los Angeles.
Alle loro spalle c’è una situazione particolare. Alex Ranghieri e Manuel Alfieri non sono stati finora completamente al centro del programma federale, ma i risultati lasciano aperta una possibilità che sarebbe sbagliato trascurare. Hanno iniziato relativamente tardi il loro cammino internazionale insieme, ottenendo il nono posto a Xiamen, il 17° a Nuvali, il nono ad Alanya, il quinto a Shangluo e passando anche dalle qualificazioni di Gstaad e Montreal. Nel Future di Cervia hanno raggiunto la finale, perdendo proprio il derby contro Marco Viscovich e Davide Borraccino, che risultano vincitori del torneo nel riepilogo internazionale della stagione.
È soprattutto il finale dell’annata italiana ad aver mostrato come Alfieri e Ranghieri possano ancora essere una coppia competitiva. Dopo il terzo posto di Termoli hanno vinto a Marina di Modica e si sono imposti anche nella finale di Caorle. Risultati nazionali che naturalmente non bastano per misurare il livello necessario per andare alle Olimpiadi, ma confermano la solidità di un binomio nel quale l’esperienza di Ranghieri può rappresentare un fattore importante. Per trasformare questa candidatura in una vera corsa olimpica servirà però una presenza internazionale molto più continua, con accesso regolare ai tabelloni principali e risultati capaci di produrre punti pesanti.
Un gradino più indietro partono invece Marco Viscovich e Davide Borraccino. Il loro 2026 ha avuto un momento di grande soddisfazione proprio a Cervia, dove hanno vinto il Future superando Alfieri/Ranghieri in finale: il podio del torneo certifica la doppietta italiana, con le due coppie ai primi due posti. Sul circuito nazionale hanno inoltre conquistato la Coppa Italia di Montesilvano, sono arrivati terzi a Vasto e hanno ottenuto diversi piazzamenti. Il problema, in prospettiva Los Angeles, è per il momento un altro: la loro attività internazionale non ha ancora acquisito la continuità necessaria. Dopo Cervia è arrivato il 25° posto ad Alanya e il calendario resta troppo limitato per poter immaginare, allo stato attuale, una rincorsa al ranking olimpico sullo stesso piano di Cottafava/Dal Corso e Alfieri/Ranghieri.
Il quadro italiano alla vigilia del vero inizio del cammino olimpico è quindi abbastanza chiaro. Gottardi/Orsi Toth sono oggi il progetto più vicino agli standard richiesti per Los Angeles, mentre Scampoli/Bianchi possono puntare concretamente a trasformare l’Italia in una nazione con due coppie femminili ai Giochi se riusciranno a ripartire senza problemi dopo l’infortunio. Nel maschile Cottafava/Dal Corso hanno acquisito il ruolo di prima coppia italiana per risultati e crescita internazionale, mentre Alfieri/Ranghieri partono come alternativa credibile e Viscovich/Borraccino dovranno prima aumentare sensibilmente la propria presenza nel circuito.
Il regolamento consente all’Italia di arrivare teoricamente fino a quattro coppie complessive a Los Angeles, due maschili e due femminili. Pensare oggi al contingente massimo sarebbe prematuro, ma l’obiettivo di riportare ai Giochi almeno una coppia per settore appare concreto, mentre sul fronte femminile esistono già le basi per provare ad attaccare anche il secondo posto. Molto verrà deciso a partire da novembre: da quel momento ogni Elite e ogni Challenge non sarà più soltanto una tappa della stagione, ma un pezzo del viaggio verso la sabbia olimpica di Long Beach.
