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Manuele Tarozzi: “Il virus di Pellizzari? Mezzo gruppo malato dopo Potenza. Già andare in fuga è una mezza vittoria”

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Manuele Tarozzi / LaPresse

Manuele Tarozzi è stato l’ospite dell’ultima puntata di Bike Today, in onda sul canale Youtube di OA Sport. Il corridore della Bardiani CSF 7 Saber, professionista dal 2022, è reduce dalla partecipazione al Giro d’Italia nel quale ha fatto vedere ottime cose, insieme alla sua squadra.

Il ciclista romagnolo ha iniziato la sua analisi della Corsa Rosa da un aspetto particolare, ovvero quello delle fughe: “Sicuramente nelle prime tappe disputate in Bulgaria era abbastanza semplice andare in fuga ma, quando siamo arrivati in Italia, provare ad andare in fuga era una gara nella gara. Penso che negli ultimi 4-5 anni il ciclismo sia cambiato, anche perché nel gruppo più di metà è costretto alla fuga per provare a vincere. Già andare in fuga è una mezza vittoria”.

Il classe 1998 racconta poi la tattica della squadra: “Sapevamo che bisognava essere in ogni fuga per sfruttare l’occasione giusta. C’è riuscito Marcellusi, ma non è riuscito a vincere. Non abbiamo grosso rammarico per quanto fatto”. 

Come spesso capita non sono mancate le polemiche per le moto a seguito della carovana, a volte accusate di favorire chi è in fuga con la scia: “Penso che siano accusate più per trovare una scusa che per quello che fanno davvero”.

A livello di sicurezza, invece, ha lasciato strascichi la tappa di Napoli con un finale, specie sotto la pioggia, molto pericoloso: “Con il sole non sarebbe successo niente, ma con il bagnato i sanpietrini diventano un rischio. Per fortuna non dovevo fare la volata. A Milano? La neutralizzazione penso non sia stata fatta per la pericolosità, ma perché c’era tanta stanchezza in gruppo”. 

Il Giro d’Italia, come ben sappiamo, è stato vinto da Vingegaard: “Penso che la sua vittoria fosse scontata, perché l’unico che lo può battere è Pogacar. Io speravo in Pellizzari, ma è saltato, per il resto abbiamo visto una bella lotta per il podio”.

Un azzurro da cui ci si aspettava parecchio era Pellizzari, suo ex compagno di squadra. Un Giro per lui poco soddisfacente:Pellizzari? Si è parlato di un virus e vi assicuro che c’è stato anche tra di noi. A Potenza quella frazione sotto l’acqua ha provocato almeno metà gruppo ammalato, per cui potrebbe essere stato anche il suo caso”. 

Come mai non è andato come tutti immaginavano?Cambia tanto quando uno parte da capitano o gregario, hai una pressione mentale completamente diversa: con le gambe c’era, forse non a livello mentale. Non so come sia alla Red Bull, quando correva con noi ed eravamo tutti italiani sapevamo come risollevarlo”.

Un ciclista che si è messo in mostra in questo avvio di stagione, invece, è stato Fiorelli: “Ho corso con lui diversi anni. Penso che sia un buonissimo corridore, quando vai alla Visma migliori subito, dato che hanno uno staff importante. Loro si allenano al meglio e sono gestiti in maniera perfetta. Per loro anche solo un allenamento è una mezza gara. Farlo con Van Aert ti motiva tantissimo e hai un vantaggio notevole. Gli italiani? Forse si poteva fare qualcosa in più. Confidavamo molto in Milan, ma si è visto sin dalla prima volta che Magnier andava forte e aveva un gran treno. Ho immaginato che potesse vincerle tutte”.

Quali saranno i prossimi impegni per il faentino? “A questo punto la concentrazione sarà sui Campionati Italiani che saranno come sempre un tutti contro tutti, poi vedremo la seconda parte di stagione”. 

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