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Perché è stato neutralizzato l’arrivo di Milano al Giro d’Italia. Distacchi annullati: ultimo giro senza rischi
Il Giro d’Italia 2026 ha riabbracciato Milano dopo ben cinque anni: la Corsa Rosa mancava da un lustro dal capoluogo meneghino, dove nacque nell’ormai lontano 1909, ma non sono mancate le lamentele in seno al gruppo per alcuni aspetti riguardanti la sicurezza. Proprio per evitare particolari problematiche agli uomini in lotta per il podio finale e per le posizioni nobili della graduatoria, gli organizzatori hanno preso una decisione che fa un po’ storcere il naso ai puristi.
I tempi per la classifica generale verranno presi in occasione del penultimo transito sulla linea d’arrivo, ovvero quando mancheranno 16,3 chilometri al traguardo effettivo. Si è deciso di tutelare i big e di escluderli dalle fasi concitate della frazione, quelle in cui si organizzeranno le squadre degli sprinter e la velocità aumenterà a dismisura proprio in vista dell’annunciata volata a ranghi compatti per contendersi il successo di questa frazione completamente pianeggiante.
Gli uomini di classifica potranno così staccarsi nell’ultimo giro, senza correre pericoli in chiusura della seconda settimana di corsa. La maglia rosa rimarrà sulle spalle del danese Jonas Vingegaard con un vantaggio di 2’26” sul portoghese Afonso Eulalio, 2’50” sull’austriaco Felix Gall, 3’03” sull’olandese Thymen Arensman, 3’43” sull’australiano Jai Hindley e 4’22 su Giulio Pellizzari. Con questa classifica generale si ripartirà martedì 26 maggio, quando incomincerà un’ultima settimana infarcita di salite.
