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Pagelle Giro d’Italia 2026: Narvaez vince più dei velocisti, ma il percorso non convince
PAGELLE GIRO D’ITALIA 2026
Undicesima tappa, mercoledì 20 maggio
Jhonathan Narvaez, 10: in queste tappe da fuga è nettamente superiore alla concorrenza nell’attuale Giro d’Italia. Riesce sempre ad evadere di forza dal gruppo principale. Dal punto di vista tattico è impeccabile: non perde mai l’attimo e non si fa sorprendere dai rivali. Su salite come quelle odierne è praticamente impossibile staccarlo, in volata è di gran lunga il più veloce. Morale della favola: terza vittoria in questa Corsa Rosa, anche più dei velocisti (Magnier è fermo a due). Attenzione: nella classifica a punti l’ecuadioriano si porta a soli -19 dalla vetta, occupata proprio da Magnier (130-111).
Enric Mas, 7,5: un secondo posto d’orgoglio, che non salva però un Giro d’Italia disastroso per lo spagnolo. Era arrivato con l’ambizione di fare classifica. Ma sin dal Blockhaus ha evidenziato una condizione di forma deficitaria. Oggi ha raccolto il massimo: allo sprint non aveva nessuna possibilità al cospetto di Narvaez.
Diego Ulissi, 7: a quasi 37 anni dimostra che può ancora dire la sua. Il terzo posto regala punti importanti all’Astana. E’ mancato qualcosa sulla salita di Cogorno, dove Mas ha imposto il forcing decisivo alla corsa.
Christian Scaroni, 6,5: peccato per la caduta, era una grande occasione. Probabilmente sarebbe potuto rimanere con Mas e Narvaez. Vincere sarebbe stato difficilissimo, ma avrebbe comunque avuto maggiori chance rispetto allo spagnolo.
Ludovico Crescioli, 6,5: il corridore di punta della Polti-VisitMalta si è messo in luce con un settimo posto interessante. Può sicuramente crescere. Quest’anno ha già vinto il Giro dell’Appennino.
Percorso Giro d’Italia, 5: non ci convince, non ci giriamo attorno. È un tracciato che sembra scontentare tutti. Sin qui abbiamo avuto appena tre tappe riservate ai velocisti: troppo poche. Nelle ultime 11 frazioni previste (compresa quella odierna), solo 4 saranno di alta montagna, e dunque riservate agli uomini di classifica. Peraltro spesso i ‘tapponi’ alpini presenteranno GPM con pendenze tutt’altro che impossibili, intorno al 7% (come ad esempio sabato a Pila). A nostro avviso sono state previste troppe tappe per attaccanti. Il ciclismo moderno ha chiaramente modificato l’impostazione concettuale dei percorsi nei Grandi Giri. Se in meglio o in peggio, lo lasciamo giudicare a voi.
