Superbike
Nicolò Bulega: “Volevo tanto questa tripletta in Ungheria. Stiamo facendo qualcosa di molto speciale”
Nicolò Bulega sta riscrivendo il libro dei record della Superbike grazie ad un avvio di stagione semplicemente perfetto, in cui ha collezionato quattro triplette su altrettanti round disputati portando a 16 il nuovo record di vittorie consecutive nella massima categoria delle derivate di serie. L’emiliano del team ufficiale Ducati sta dominando la scena nel 2026 e, a meno di clamorosi colpi di scena, si involerà nei prossimi mesi verso la conquista del suo primo titolo iridato.
Al Balaton Park Bulega ha dovuto fare i conti con un avversario credibile come il suo compagno di squadra Iker Lecuona, riuscendo comunque ad imporsi in tutte le gare del weekend: “Un altro weekend spettacolare, sono persino più felice degli scorsi round. Per il mio stile di guida questa per me è la pista peggiore, è sempre molto difficile girare qui. Volevo tanto questa tripletta qui al Balaton Park. Sapevo che qui Iker sarebbe andato molto forte, ma dovevo vincere“, le sue parole dopo il successo in gara-2.
Sul rischio corso al via della Superpole Race di domenica mattina: “Alla prima curva in Superpole Race Montella è arrivato molto forte; per fortuna l’ho sentito, ho tirato su la moto e l’ho lasciato passare. Sono andato molto lungo e ho perso posizioni. Alla fine sono stato fortunato perché ho commesso un errore e sono andato lungo nella curva prima della caduta di Oliveira. Dopo la ripartenza abbiamo fatto tutto bene. Sono orgoglioso di questo weekend“.
Sui record già ottenuti e su quelli che può mettere nel mirino da qui a fine anno: “È fantastico e farlo con Ducati mi rende molto orgoglioso: moto italiana, Casa italiana e pilota italiano, è qualcosa di molto speciale. Sono contento e voglio continuare così. Vedere tutto il nostro team felice mi rende ancora più felice. La stagione comunque è lunga: ci sono delle piste che mi piacciono, altre che non mi piacciono e il meteo può complicare le cose. Penseremo a gara per gara“.
