Pallanuoto
Maurizio Mirarchi restituisce un’anima al Setterosa, ma la strada per tornare in alto è ancora lunga
Spesso, nello sport, basta poco per sovvertire trend che sembrano ampiamente consolidati. Maurizio Mirarchi, nel breve tempo avuto a disposizione, ha restituito un’anima al Setterosa plasmando una squadra che per larghi tratti della Division I di World Cup ha offerto prestazioni convincenti.
La strada da percorrere è ancora lunga e il lavoro per colmare il gap con le altre big è consistente, ci sono però tutte le premesse per costruire un percorso virtuoso che riporti la squadra a giocarsela alla pari con tutte le rivali. Il periodo successivo alla fine del campionato consentirà al tecnico calabrese di poter incidere in maniera significativa dal punto di vista della preparazione fisica e della trasmissione delle sue idee di gioco.
La conclusione con le due sonore sconfitte rimediate nel confronto bis con l’Olanda e nella sfida di chiusura con gli Stati Uniti lascia l’amaro in bocca, ma le due prove sono, almeno parzialmente, spiegabili con la stanchezza derivante dalla serie di impegni ravvicinati e con un calo mentale dovuto alla certezza di aver raggiunto in anticipo l’obiettivo.
Il bilancio numerico, mai come in questo caso, conta poco. Sono le prestazioni a fornire le indicazioni di una squadra viva, pronta a lottare con il coltello tra i denti per trentadue minuti, capace di difendere forte e di rispondere ai break avversari con personalità. Non esistono elementi inoppugnabili per attribuire colpe alla precedente gestione e farlo si rivelerebbe esercizio sterile: probabilmente era arrivato il momento di un fisiologico cambio di guida tecnica.
Il biglietto per la Final Eight di Sydney rappresenta una buona base di partenza perché genera la giusta ventata di entusiasmo all’inizio di un nuovo cammino e offre al gruppo l’opportunità di una nuova serie di partite ad alto livello che non potranno che accelerarne la crescita.
