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Marc Marquez: “Ducati ha il potenziale per giocarsi il Mondiale. Domani per me sarà dura”
Quarto in qualifica, quinto nella Sprint. Va in archivio un sabato sicuramente positivo al Mugello per Marc Marquez, che torna in azione questo weekend dopo la doppia operazione (alla spalla e al piede) post-Le Mans pur essendo ancora lontano dal 100% della forma fisica. Il nove volte campione mondiale si è difeso comunque egregiamente sul circuito toscano, limitando i danni sia sul giro secco (anche grazie alla sua astuzia) che nella gara breve e battendo quasi tutte le altre Ducati.
“È stata una bella sensazione poter tornare in pista dopo l’intervento alla spalla e vedere come mi sono sentito giorno dopo giorno. Oggi ero più stanco, logicamente, ma la posizione sulla moto era migliore e mi sentivo più a mio agio. Al mattino sono riuscito a fare un buon giro e a qualificarmi quarto in griglia. La partenza è stata grintosa, ma poi nel primo giro mi hanno attaccato da tutte le parti. Da lì mi sono posizionato dove dovevamo stare; in base ai passi eravamo ottavi, più o meno, e ho adottato il ritmo che sentivo in ogni momento per finire la Sprint, che ci ha regalato un quinto posto. Lontano dai primi, soprattutto dai due davanti che hanno volato, ma va bene, sono contento“, racconta il fenomeno di Cervera.
Sulle prospettive in vista del Gran Premio di domani: “Sarà dura, si sentirà la stanchezza, ma cercherò di stare in sella e fare più giri per recuperare il ritmo. L’obiettivo è superare la giornata di domani, tornare a casa, riposarmi un po’ e poi andare a Balaton. Non mi piace essere prudente, non lo sono mai stato, ma ora bisogna esserlo. Devo mettermelo in testa anche quando abbasso la visiera“.
Sulla bella partenza che lo ha portato dalla seconda fila alla prima posizione in curva 1: “Sono partito bene, mi sono posizionato all’interno e ho visto che le Aprilia andavano all’esterno e ho pensato: ‘Dove frenano loro, io freno un po’ più tardi per vedere se riesco a fermarla’. E l’ho fermata. Ma alla curva 3 non ho voluto attaccare Martin, poi sono stato passato anche da Moreira, che sta guidando molto bene. Ieri mi aveva già avvisato, siamo molto amici. Gli ho detto che oggi saremmo stati insieme e lui mi ha detto: ‘Sai che devo superarti almeno una volta prima che tu ti ritiri, così ho la foto’, e ora ce l’ha (ride, ndr). La verità è che sta guidando la Honda in un modo che è un piacevole da guardare“.
“Per me non è significativo essere la prima o la seconda Ducati, in qualifica il giro è stato buono, ma mi sono arrangiato come facevo cinque anni fa, la scia era perfetta. La moto ha potenziale, non sto riuscendo a sfruttarlo al massimo, ma questa GP26 ha la forza per lottare per il Mondiale“, dichiara il 33enne catalano (fonte: Motorsport.com).
Sulle condizioni della sua spalla a fine giornata: “Oggi, quando ho finito la Sprint, sono riuscito a scrivere degli appunti sul taccuino. Nelle precedenti non scrivevo nulla perché mi tremava la mano, non riuscivo a scrivere né a coordinarmi, e scherzavamo con il mio tecnico, perché sono davvero riuscito a scriverli dopo la gara, e questo è un grande passo avanti“.
Sulla consapevolezza di non potersi permettere una caduta: “È una cosa che ho ben presente fuori dalla pista, ma quando sei in sella alla moto non puoi pensarci perché il tempo sale rapidamente di un secondo. Ma ovviamente è una delle cose che Tardozzi mi ripete più spesso, sappiamo dove siamo e l’ultima cosa di cui ho bisogno in questo momento è un infortunio, quindi non è il circuito migliore per esagerare“.
