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Internazionali d'ItaliaTennis

Lo sfogo di Andrea Pellegrino agli Internazionali d’Italia: cosa è successo nella sfida delle qualificazioni

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Andrea Pellegrino
Andrea Pellegrino / IPA Sport

Andrea Pellegrino si è preso il Foro Italico con una prestazione solida e tenace, conquistando il primo accesso in carriera a un main draw di un Masters 1000. La vittoria contro Martin Landaluce, maturata in tre set dopo oltre due ore di battaglia, racconta di un match con inerzie altalenanti ma ben gestito nei momenti decisivi dall’azzurro, più lucido nei passaggi chiave e capace di riprendere in mano la partita dopo il calo del secondo set.

Ma il successo sportivo, per quanto significativo, è stato solo una parte della storia. A prendersi la scena nel post-partita è stato infatti lo sfogo dello stesso Pellegrino, visibilmente infastidito da alcuni spettatori presenti sugli spalti. Non il classico tifo acceso o sopra le righe, ma qualcosa di ormai tristemente noto nel circuito: le interferenze legate al mondo delle scommesse.

Al termine dell’incontro, l’azzurro si è rivolto direttamente a un gruppetto di persone con un gesto ironico — pollice alzato — subito trasformato in un invito eloquente ad andarsene, accompagnato dal movimento delle dita a mimare il conteggio del denaro. Un gesto tutt’altro che casuale, che denuncia un disagio crescente tra i giocatori, sempre più spesso bersagliati da commenti, pressioni e provocazioni da parte di scommettitori presenti sugli spalti.

VIDEO PELLEGRINO-SCOMMETTITORI

Non è un episodio isolato. Il fenomeno sta diventando ricorrente, soprattutto nei tornei con accesso più diretto del pubblico ai campi secondari. Già a Napoli, in occasione di un torneo recente, si erano registrate situazioni analoghe, con giocatori disturbati durante gli scambi e tensioni palpabili a bordo campo. E casi simili si stanno moltiplicando anche in altri eventi del circuito maggiore.

Il punto critico è proprio questo: contesti meno “protetti”, dove pochi individui possono influenzare l’atmosfera e, in alcuni casi, provare a condizionare l’andamento del match con comportamenti mirati. Non si tratta solo di fastidio, ma di un problema che tocca l’integrità sportiva e la serenità degli atleti.

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