Seguici su
LEGGI OA SPORT SENZA PUBBLICITÀ
ABBONATI

Formula 1GP CanadaGP Miami

“Kimi Antonelli come Senna e Schumacher!”. E Piastri non era il nuovo Prost? Calma e gesso, serve equilibrio nei giudizi!

Pubblicato

il

Kimi Antonelli
Antonelli / La Presse

“Kimi Antonelli come Ayrton Senna e Michael Schumacher!” si è letto e sentito sabato, dopo il primo posto nelle qualifiche del Gran Premio di Miami. In effetti, il bolognese è diventato il terzo pilota della storia a realizzare tre pole position una in fila all’altra dopo aver conquistato la prima. Solo il brasiliano e il tedesco avevano fatto altrettanto.

Poi figuriamoci, dopo la terza vittoria consecutiva, l’entusiasmo è cresciuto alle stelle. Il teenager bolognese ha vinto da Leone, superando Lando Norris e difendendosi con vigore dai suoi contrattacchi. Niente di diverso rispetto a quanto aveva fatto nelle categorie formative, dove aveva dimostrato di avere quel famigerato quid del quale sono dotati in pochi. La Mercedes non l’avrebbe messo dov’è ora, se così non fosse stato.

Un Antonelli maturo, quello visto a Miami, capace di imporsi anche senza l’auto dominante. Come al solito, è partito male, però ha saputo correggere i propri errori e, alfine, ha presentato un compito da 10 e lode. Anzi, da 20, come i punti di vantaggio sul compagno di squadra George Russell nel Mondiale. Giustamente, il suo padre putativo agonistico, Toto Wolff, ha sottolineato come nessuno si sarebbe aspettato una partenza del genere. Il team manager austriaco ha poi ricordato che arriveranno giornate negative.

Indi per cui, è doveroso effettuare una riflessione. Viviamo in un’epoca di estremi, dove ogni concetto viene strepitato e nella quale ormai non esistono più mezze misure. Non più tardi di otto mesi fa, Antonelli era un bluff, una delusione, un “non vincente”. Veniva criticato con ferocia dagli stessi che, oggi, lo stanno santificando. Dove sta la coerenza? Nel mondo di oggi, sembrerebbe un concetto dimenticato.

Quindi, bravissimo Antonelli, ma ricordiamoci di quanto accaduto lo scorso anno. Oscar Piastri veniva paragonato ad Alain Prost, sembrava ormai avviato verso il titolo iridato 2025. Poi, sappiamo come sono evoluti i fatti; e l’australiano aveva già le spalle più larghe dell’italiano. Quindi, signore e signori, ricordiamoci che Kimi ha 19 anni e sta lottando nella fossa dei Leoni.

Lui è il più giovane, tra questi felini, letteralmente l’ultimo arrivato. Sta dimostrando di poter diventare il nuovo Re della Foresta fatta di carbonio e asfalto, ma i pretendenti al trono sono tanti e feroci. C’è chi ambisce alla corona da anni e farà di tutto per evitare di vedersela soffiare da sotto il naso da un leoncino rampante.

Dunque, calma e gesso, come si suole dire. La partita è lunga. La parabola di Piastri nel 2025 deve essere un monito per chi, nella sua mancanza di equilibrio nei giudizi, vede Antonelli già Campione del Mondo 2026. È una possibilità, certo. Però è lunga la strada da Miami ad Abu Dhabi, più o meno 6.000 km, quelli da percorrere tra Gran Premi e Sprint. Se poi ci aggiungiamo le qualifiche…

Purtroppo, il passaggio da un estremo all’altro, il bipolarismo intellettuale, è un male diffuso in questa epoca. Lo si evince non solo in F1, ma in tanti altri sport e nella vita. Si parla come se il Mondo fosse cominciato ieri e dovesse finire domani. Invece ci sono millenni di storia alle spalle e, si spera, almeno altrettanti davanti. Chiusa la metafora filosofica, davanti adesso c’è Montreal e il GP del Canada. A questo deve pensare Kimi; e a niente altro.

Google News Rimani aggiornato seguendoci su Google News!
SEGUICI