Judo
Judo, l’Italia festeggia il ritorno sul podio di Fabio Basile e Francesca Milani. Segnali positivi ad Astana
È terminata con un bottino di due podi, quattro quinti e due settimi posti la spedizione azzurra in Kazakistan per il Grand Slam di Astana 2026, sesto evento stagionale del World Tour e ultimo appuntamento in calendario prima dell’inizio del periodo di qualificazione olimpica verso i Giochi di Los Angeles 2028, che si aprirà ufficialmente nella seconda metà di giugno con il Grand Slam in Mongolia.
Non sono mancate le controprestazioni, dovute specialmente nel caso di Christian Parlati e Kenny Komi Bedel nei -90 kg alla necessità di riprendere il ritmo gara dopo un lungo stop, ma in generale possiamo considerarla una buona prestazione di squadra per l’Italia in un contesto sicuramente di medio-alto livello seppur con un campo partenti piuttosto esiguo soprattutto in alcune categorie.
La notizia principale del weekend per il judo italiano è senz’ombra di dubbio la convincente seconda piazza di Fabio Basile, che non saliva sul podio in uno Slam da ben cinque anni (Antalya 2021) mentre la sua ultima top3 nel circuito maggiore risaliva al Grand Prix austriaco di maggio 2023. Il Campione Olimpico di Rio 2016, tornato a competere lo scorso dicembre dopo un lungo calvario che aveva messo a serio rischio il prosieguo della sua carriera, rilancia così le sue ambizioni in vista delle qualificazioni olimpiche per Los Angeles 2028.
Il 31enne torinese dovrà però fare qualcosa di speciale per emergere in campo nazionale in una categoria come la -73 kg che vede ben tre judoka azzurri nella top20 del ranking mondiale: Manuel Lombardo, Giovanni Esposito e Leonardo Valeriani. Vedremo come evolveranno nei prossimi mesi le gerarchie italiane, con all’orizzonte i Mondiali di ottobre a Baku che metteranno in palio tanti punti preziosi in chiave ranking olimpico. Tornando ai risultati di Astana, va evidenziato anche il terzo posto nei -48 kg di una Francesca Milani che si conferma dunque performante dopo la quinta piazza di fine febbraio a Tashkent.
