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Internazionali d'ItaliaTennis

Greg Rusedski risponde a chi si annoia per le vittorie di Sinner: “Adoro vedere quello che sta facendo”

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Jannik Sinner
Sinner / Lapresse

C’è una linea sottile che separa il dominio dalla prevedibilità. Ed è proprio su questo confine che si sta sviluppando il dibattito attorno a Jannik Sinner, sempre più padrone del circuito maschile. Le vittorie in serie dell’azzurro — reduce da cinque Masters 1000 consecutivi conquistati — rischiano di diventare quasi “normali” agli occhi del pubblico? Una riflessione emersa negli ultimi giorni nel mondo del tennis e rilanciata anche da Andy Roddick, che nel suo podcast ha respinto con decisione l’idea che il predominio di Sinner possa risultare noioso o dannoso per lo spettacolo.

Sulla stessa lunghezza d’onda si è espresso anche Greg Rusedski, ex numero 4 del mondo e oggi allenatore di Giovanni Mpetshi Perricard. Intervenendo nel suo podcast — dichiarazioni riprese da The Tennis Gazette — il britannico ha difeso con convinzione il momento straordinario vissuto dal numero uno italiano, invitando piuttosto ad apprezzarne la portata tecnica e storica.

Alcuni parlano del dominio di Sinner chiedendosi se sia negativo per il tennis. Molte persone ne parlano sui social network o nei podcast“, ha osservato Rusedski, prima di prendere posizione in modo netto: “Io trovo assolutamente incredibile ciò che sta realizzando“. Un concetto che si collega direttamente alle considerazioni di Roddick: quando un campione vince con tale continuità, il rischio è che l’eccezionalità venga percepita come routine. Ma per entrambi, il punto è esattamente opposto: ciò che sta facendo Sinner merita di essere celebrato, non banalizzato.

Rusedski ha poi sottolineato la qualità del dominio del campione altoatesino, soffermandosi non soltanto sui risultati ma soprattutto sulle modalità con cui stanno arrivando: “Ha vinto gli ultimi cinque Masters 1000, praticamente senza concedere set, e ora arriva a Roma per conquistare l’ultimo torneo di questa categoria che manca al suo palmares“. Da qui l’elogio finale: “Personalmente, aA. Sta semplicemente giocando un tennis di altissimo livello“.

Parole che fotografano bene la sensazione diffusa nel circuito: oggi Carlos Alcaraz resta l’unico vero antagonista strutturale dell’italiano, mentre gli altri sembrano ancora alla ricerca di contromisure efficaci. Non a caso, Rusedski si è soffermato anche sulle difficoltà di Alexander Zverev: “Per Sascha Zverev, il problema è che non sa cosa deve fare contro Jannik, perché se analizzi ogni aspetto del gioco, Sinner è semplicemente leggermente migliore in ogni situazione“.

Secondo l’ex britannico, il tedesco dovrebbe persino uscire dalla propria comfort zone per provare a colmare il gap: “Zverev dovrà fare qualcosa che non gli viene naturale, come servire e scendere a rete, prendere la palla in anticipo; ed è su questo che dovrà sedersi con il suo team per trovare una soluzione“.

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