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Giulio Ciccone miglior scalatore del Giro d’Italia: manca la maglia della Vuelta per un tris riuscito ad un solo corridore

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Giulio Ciccone
Giulio Ciccone / Lapresse

Giulio Ciccone ha conquistato la maglia azzurra di miglior scalatore al Giro d’Italia 2026: le tante fughe da lontano nell’ultima settimana, tra cui quella nella tappa regina che comprendeva la Cima Coppi (posta in cima al Passo Giau), gli hanno permesso di rimpinguare il bottino di punti e di superare il danese Jonas Vingegaard (vincitore di cinque frazioni con arrivo in salita), tornando a indossare questa casacca a distanza di sette anni dalla prima volta.

Il 31enne ha arricchito il proprio palmares, in cui spicca la maglia a pois del Tour de France 2023 (fu il miglior scalatore di quell’edizione della Grande Boucle). All’alfiere della Lidl-Trek è mancata la zampata giusta per riuscire a vincere una tappa nel corso delle tre settimane, ma si è distinto con profitto nelle fughe della prima ora verso Pila, Carì, Andalo e Alleghe. Il riconoscimento rappresenta un buon premio per la propria condotta di gara e lo rilancia per i prossimi appuntamenti.

Dopo la maglia azzurra e la mitica maglia a pois (sfondo bianco e pallini rossi, indossata anche da miti come Fausto Coppi e Gino Bartali), Giulio Ciccone ha messo nel mirino un grande obiettivo: vincere la classifica di miglior scalatore nei tre Grandi Giri, imponendosi nella graduatoria dei GPM in tutte le corse a tappe di tre settimane. Per riuscire nell’intento manca soltanto la Vuelta di Spagna, dove viene messa in palio la maglia a pois (sfondo bianco, ma con pallini blu).

Si tratterebbe di una vera e propria impresa, perché solo il colombiano Luis Herrera è riuscito nell’intento (2 al Tour, 1 al Giro, 2 alla Vuelta: chiuse la corona nel 1989). Puntualizziamo il capitolo Federico Bahamontes: lo spagnolo ha dettato legge nella speciale classifica per sei volte alla Grande Boucle e in due occasioni in terra iberica, mentre alla Corsa Rosa vinse il Trofeo Appennini nel 1957, ma in quell’edizione la classifica era divisa in tre (Trofeo dello Stelvio ad Aurelio Del Rio e Trofeo Dolomiti al lussemburghese Charly Gaul).

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