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Tennis

“C’è un solo modo per battere Sinner”: Wilander delinea il piano per il Roland Garros. “Non gioca mai al 100%”

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Jannik Sinner
Jannik Sinner / Lapresse

Jannik Sinner si è reso protagonista di una cavalcata sensazionale negli ultimi due mesi, riuscendo a vincere cinque Masters 1000 consecutivi (Indian Wells, Miami, Montecarlo, Madrid, Roma) e a infilare una serie di 29 successi di fila tra il Sunshine Double sul cemento statunitense e la tripletta sulla terra rossa europea. Il fuoriclasse altoatesino ha rafforzato lo status di numero 1 del mondo e rimarrà in vetta al ranking ATP almeno fino a metà settembre, ma è sempre più vicino l’obiettivo di chiudere l’anno al vertice.

Il 24enne si presenterà ora con tutti i favori del pronostico al Roland Garros, secondo Slam della stagione che andrà in scena sul mattone tritato di Parigi dal 24 maggio al 7 giugno.  L’azzurro punta ad alzare al cielo l’unico trofeo che manca al suo gloriosa palmares tra i quattro tornei di punta (nel 2025 perse contro lo spagnolo Carlos Alcaraz, non riuscendo a concretizzare tre match-point) e poi si riposerà, prima di presentarsi a Wimbledon per difendere il titolo conquistato dodici mesi fa sui sacri prati londinesi.

Mats Wilander, sette volte campione Slam e numero 1 del mondo nel 1988, ha fatto una battuta ai microfoni di Eurosport: “Penso che l’unica cosa che può impedire a Jannik Sinner di vincere a Parigi è l’insieme dei 127 giocatori in tabellone. Devono in qualche modo trovare il modo di unirsi e decidere di spingerlo al massimo delle sue possibilità fisiche. Penso che l’unica cosa che possa metterlo in difficoltà è se affronta 3 o 4 partite davvero lunghe e complicate di fila allora può diventare vulnerabile come accaduto, ad esempio, in Australia”.

Il 61enne svedese ha poi proseguito:Certo a Melbourne le temperature sono molto più alte che in Francia – ma se ha la sfortuna di giocare nel momento sbagliato contro l’avversario sbagliato in una giornata molto calda e la partita si allunga, come può recuperare le energie per la partita successiva? Penso che per lui sia solamente una mera questione di resistenza fisica. Ma allo stesso tempo, il modo in cui ha saputo gestire gli affanni avuti nel secondo e terzo set con Medvedev a Roma, ti fanno pensare che non possa trattarsi solo di fortuna, come con Spizzirri in Australia, perché la fortuna è una condizione che ti crei da solo”.

L’ex tennista scandinavo ha quindi delineato un possibile scenario: “Penso che sia tutta una questione fisica perché tecnicamente, tatticamente, il livello del suo tennis, la capacità di giocare colpi diversi è superiore a quella di tutti gli altri. L’unica possibilità che vedo per arginarlo è che magari un giocatore lo porti al quarto set, poi due giorni dopo un altro lo tenga in campo altri quattro set e poi un altro ancora riesca a fare altrettanto magari costringendolo addirittura al quinto set… Ma chi possono essere queste giocatori in grado di rendergli la vita così dura? Daniil Medvedev in un match serale in cui campi sono un po’ più lenti e i colpi del russo arrivano senza eccessivo spin oppure Casper Ruud in una giornata molto calda. Credo che questi giocatori possano tenerlo in campo tanto e costringerlo a una partita difficile, ma resto convinto che nessuno attualmente possa comunque pensare di batterlo”.

Un passaggio tecnico: “Lui ha capito come giocare e vincere in ogni situazione. Poi a impressionare è il fatto che stia aggiungendo colpi al suo repertorio, il fatto che a volte faccia serve and volley, il fatto che sia disposto a perdere un punto qua e là cambiando tattica… Voglio dire, non è spinto al punto di dover giocare sempre il suo miglior tennis. Deve solo giocare il tennis giusto. Se riesci a battere tutti quando ne hai bisogno, significa che non senti la pressione di essere il numero uno del mondo. Io quando fui numero 1 del ranking la sentivo questa pressione. Non riuscivo a capire bene come dovessi giocare una volta raggiunto lo status di n. 1. Jannik ha trovato questo mix di aggressività e difesa che è incredibile”.

I paragoni si sprecano:Devo scomodare i Big 3 prima di poter paragonare qualcuno a Sinner. Non avrei mai pensato che avremmo parlato di qualcuno che avrebbe potuto battere i record dei Big 3, ma Jannik Sinner, lo sta facendo ed è sulla buona strada perché ha ancora margini di miglioramento e può ancora giocare meglio di quanto abbia fatto finora. Ciò che fa spavento è che per vincere tutti questi tornei non ha avuto bisogno di giocare mai al di sopra del 90-95% delle proprie possibilità”.

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