Roland GarrosTennis
Andrey Rublev duro contro gli Slam: “Non sono interessati alle problematiche dei giocatori”
Il Roland Garros 2026 si apre sotto il segno della tensione tra i protagonisti del circuito e gli organizzatori degli Slam. A catalizzare l’attenzione, più ancora dei temi strettamente legati al campo, è la presa di posizione dei giocatori, culminata nella scelta, condivisa da molti esponenti della top 10 ATP e WTA, di ridurre sensibilmente la durata delle conferenze stampa durante il media day di venerdì 22 maggio.
Tra le voci più dirette e incisive c’è stata quella di Andrey Rublev, intervenuto per chiarire il significato della protesta e respingere l’idea che si tratti esclusivamente di una battaglia economica. Il tennista russo ha infatti spiegato come il malcontento nasca soprattutto dalla sensazione di non essere ascoltati dalle istituzioni che governano i quattro tornei più prestigiosi del calendario.
“Quando cerchi di comunicare e lavorare con qualcuno per anni e non funziona, e nessuno ti presta attenzione, a un certo punto senti di dover fare qualcosa, di dover esigere la loro attenzione“, ha dichiarato il moscovita, spiegando le ragioni che hanno portato i giocatori ad assumere una posizione più netta nei confronti degli Slam.
Il russo ha poi voluto precisare che il cuore della protesta non riguarda soltanto l’aspetto economico, ma un problema più profondo legato al dialogo e alla gestione del circuito. “Cerchiamo di spiegare loro certe cose, che potrebbero essere fatte meglio. Non si tratta solo di soldi, ci sono tanti aspetti ma non ci ascoltano. Non rispondono“, ha sottolineato.
Rublev ha quindi portato un esempio concreto per evidenziare la distanza percepita dai giocatori nei rapporti con gli organizzatori: “Vi faccio un esempio: inviare un’email ufficiale e non ricevere riscontro per mesi. Vi importa così poco di noi da non degnarvi nemmeno di comunicare con noi?“.
Secondo il tennista russo, l’obiettivo degli atleti sarebbe quello di contribuire attivamente all’evoluzione del tennis attraverso un confronto più aperto e trasparente. “Stiamo cercando di fare qualcosa per aiutare il tennis a evolversi, in modo che tutti siano contenti, ma non può andare tutto nella stessa direzione e non si possono usare i giocatori. Non è il modo giusto di fare le cose“, ha aggiunto.
Infine, Rublev ha ribadito quali siano le richieste avanzate dai giocatori, toccando anche temi come pensioni e fondi bonus: “Vogliamo solo comunicare, siamo completamente trasparenti. Abbiamo già parlato di pensioni, fondi bonus. Vi chiediamo di ascoltarci e di comunicare con noi“.
