Roland GarrosTennis
Andrea Pellegrino: “Credo di aver giocato una buona partita, ma Cobolli è stato superiore nei punti importanti”
Si chiude al primo turno il Roland Garros 2026 di Andrea Pellegrino, sconfitto nel derby azzurro da Flavio Cobolli, testa di serie numero 10 del torneo. Sulla terra rossa parigina il romano ha fatto valere maggiore continuità e solidità nei momenti chiave, imponendosi in tre set (6-4 7-6 (4) 6-3) dopo due ore e venticinque minuti di gioco. Per il pugliese resta comunque un torneo significativo, impreziosito dal brillante percorso nelle qualificazioni e da una prestazione che, soprattutto nei primi due set, ha confermato la sua crescita di livello.
Pellegrino ha ammesso di aver accusato inizialmente la tensione dell’esordio: “All’inizio ero un po’ teso, ma col passare dei game mi sono sciolto e ho iniziato a giocare meglio“. Una volta entrato in ritmo, il pugliese è riuscito infatti a reggere il confronto con un avversario ormai stabilmente ai vertici del circuito, pur riconoscendo la superiorità di Cobolli nei passaggi decisivi: “Lui ha alzato il livello nei momenti importanti, ha servito bene e ha fatto pochi errori“. Nonostante la sconfitta, il pugliese vede elementi incoraggianti nella propria prova: “Credo di aver fatto una buona partita e di poter prendere cose positive da questo match“.
L’equilibrio dei primi due parziali è stato spezzato soprattutto dalla differenza al servizio, aspetto sul quale il pugliese ha insistito più volte nella sua analisi. “La differenza l’ha fatta il servizio: lui ha servito meglio di me, soprattutto nei momenti importanti“, ha spiegato, sottolineando come la scarsa percentuale di prime lo abbia costretto a giocare troppi scambi pesanti contro un avversario di alto livello. “Quando io servivo non ho avuto una percentuale altissima e ho dovuto giocarmi praticamente tutti i punti. Contro un giocatore come lui, alla lunga, anche fisicamente, questo ti stanca“.
Emblematico, in questo senso, il tie-break del secondo set, indirizzato dall’aggressività di Cobolli e da un errore delicato di Pellegrino su uno schiaffo al volo. “Nel tiebreak ha giocato molto bene, in modo aggressivo, soprattutto col dritto“, ha raccontato. “Su quel punto avevo costruito bene, poi lui si è difeso e io sono rimasto un po’ incerto sullo schiaffo al volo“. Un episodio che, secondo Pellegrino, ha inciso profondamente sull’inerzia del match: “Mi è bastato perdere un minibreak, peraltro su un punto giocato anche bene, e mi sono ritrovato 7-2 sotto. Da lì diventa complicato“.
Dopo due set combattuti, il terzo parziale è invece scivolato rapidamente nelle mani di Cobolli. Pellegrino ha riconosciuto il proprio calo: “Nel terzo ho avuto un calo e mi sono trovato subito 5-0 sotto in dieci minuti“. Andrea ha comunque provato a riaprire l’incontro nel finale: “Ho avuto la chance di rientrare con due palle break sul 5-3, ma quando vai 5-0 sotto diventa complicato“.
Al di là della sconfitta, il livello espresso contro un giocatore ormai vicino alla top-10 mondiale rappresenta per Pellegrino un’importante conferma. “Ho sempre saputo di avere un livello più alto della mia classifica“, ha dichiarato, evidenziando come negli ultimi mesi sia riuscito finalmente a trasferire in campo il proprio potenziale anche contro avversari di prima fascia. “In questo periodo lo sto esprimendo in maniera molto positiva, riuscendo a competere con giocatori come lui o come quelli che ho affrontato la settimana scorsa a Roma“.
La fiducia accumulata in tornei di questo livello potrebbe incidere anche sulle scelte future di calendario. “Quando ho potuto ho sempre cercato di giocare al livello più alto possibile. Preferisco giocare le qualificazioni ATP, questi tipi di tornei, anche se il livello è più alto dei Challenger, perché mi stimolano di più“. Una convinzione maturata col tempo: “Dopo tanti anni, onestamente, giocare solo Challenger ti stanca un po’ e non è la mia aspirazione come giocatore“.
La linea per il prosieguo della stagione è quindi chiara. “Finché riuscirò a entrare nelle qualificazioni degli ATP o dei tornei più importanti, giocherò quelli“, ha assicurato il pugliese, confermando di non aver “mai avuto dubbi tra ATP e Challenger“. Nel breve periodo, il programma dovrebbe prevedere il Challenger di Perugia, prima della stagione sull’erba e delle qualificazioni di Wimbledon: “Preferisco lavorare bene in allenamento, poi giocherò i 250 sulla terra, Wimbledon e successivamente riprenderò con gli ATP, anche in America, prima dei Masters 1000, se riuscirò a entrare“.
Dichiarazioni da Vanni Gibertini
