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Van der Poel fora e va a piedi nella Foresta di Arenberg! Furibondo alla Parigi-Roubaix, recupera 2 minuti e sfiora l’impresa
AGGIORNAMENTO ORE 16.25. Mathieu van der Poel ha chiuso al quarto posto con un distacco di 15 secondi dal belga Wout van Aert, capace di battere Tadej Pogacar nella volata al Velodromo.
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AGGIORNAMENTO ORE 15.35. Mancano 36 km al traguardo e Mathieu van der Poel si trova a 40” dalla coppia di testa composta da Pogacar e van Aert.
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AGGIORNAMENTO ORE 15.20. Van der Poel ha proseguito la propria rimonta furiosa e si è portato a 25 secondi da Pogacar e van Aert all’ingresso del settore in pavé di Mons-en-Pevele, a 50 km dal traguardo.
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AGGIORNAMENTO ORE 14.55. Van der Poel ha recuperato un minuto praticamente da solo! Ora si trova a 1’02” dalla testa della corsa, in un gruppetto in cui figura anche Filippo Ganna.
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Colpi di scena senza soluzione di continuità alla Parigi-Roubaix 2026: dopo la foratura di Tadej Pogacar a 120 km dal traguardo, con tanto di rimonta furibonda da parte dello sloveno (una trentina di secondi recuperati per rientrare nel gruppo principale), a fare i conti con le incognite tipiche dell’Inferno del Nord è stato l’olandese Mathieu van der Poel, vincitore delle ultime tre edizioni e desideroso di diventare il primo uomo a imporsi al Velodromo più iconico del mondo per quattro volte di fila.
Il capitano della Alpecin-Premier Tech ha preso di forza la Foresta di Arenberg, il settore in pavé più simbolico e primo vero crocevia della terza Classica Monumento della stagione. Il pluri Campione del Mondo di ciclocross si trovava in seconda posizione alle spalle del belga Wout van Aert, quando all’improvviso ha forato la ruota anteriore. Preso dalla foga, ha cambiato al volo la bicicletta con il compagno di squadra Jasper Philipsen, ma si è trattato di un grossissimo errore: la stazza dei due ciclisti è completamente differente, gli attacchi non erano adatti e non c’erano le condizioni per pedalare con ambizioni.
Dopo un centinaio di metri, Mathieu van der Poel è sceso di sella ed è tornato indietro a piedi, sconsolatissimo, in un’immagine che diventerà il simbolo della 123ma edizione della Parigi-Roubaix. Alle sue spalle l’altro compagno di squadra Tibor Del Grosso è stato lucidissimo: ha preso la bicicletta di van der Poel, ha tolto la ruota al suo mezzo e l’ha montata su quella del capitano. L’olandese è ripartito, ma la sfortuna ci ha visto benissimo e poco dopo ha forato anche la posteriore sulle durissime pietre francesi.
Nei fatti il campione in carica è uscito dalla Foresta di Arenberg con due minuti di ritardo dal gruppo dei migliori (Pogacar e van Aert su tutti, c’è anche Filippo Ganna) e ha detto addio ai sogni di gloria. Chiuderà la Classica Monumento per onor di firma visto il suo status e per massimo rispetto di uno degli eventi più prestigiosi dell’intero calendario internazionale.
