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Tadej Pogacar: “Dopo le tre forature ero cotto. In volata con Van Aert sapevo che avrei perso al 99%”
Sfuma sul più bello il sogno di Tadej Pogacar, che deve rimandare di almeno 12 mesi l’ambizioso obiettivo di vincere la Parigi-Roubaix aggiudicandosi così l’unica Classica Monumento fin qui assente nella sua bacheca. Il fuoriclasse sloveno dell’UAE Emirates ha eguagliato dunque il risultato della passata edizione, attestandosi al posto d’onore anche nella sua seconda apparizione nell’Inferno del Nord.
Il campione del mondo, battuto un anno fa da Mathieu Van der Poel, si è arreso questa volta allo sprint finale perdendo il duello ravvicinato con Wout Van Aert al termine di una corsa estremamente caotica e ricca di imprevisti: “Molti hanno avuto problemi oggi. Io ho subito tre forature e ho dovuto cambiare tre volte la bici. Non erano le condizioni ideali, ma ho avuto una squadra fortissima per riportarmi sotto prima di Arenberg. A quel punto però ero già un po’ cotto“, racconta il n.1 del ciclismo globale (fonte: SpazioCiclismo).
“Quando siamo rimasti con Wout non stavo poi così bene per provare a staccarlo sul pavé e ho rapidamente capito che per me era una missione impossibile. Ho provato a dare del mio meglio in volata, ma lui è un corridore che ha vinto sugli Champs Elysees. Quando per la prima volta ha attaccato pensavo che forse potevo rilanciare, ma è stato furbissimo dopo. Abbiamo collaborato, ma sul pavé dopo che ha attaccato lui non c’è stato modo. Sul Carrefour il vento era contrario e non era possibile fare la differenza. A quel punto sapevo che al 99% era persa. In volata non puoi mai sapere, ma quando è partito lo sprint ho visto che le mie gambe erano spaghetti“, prosegue Pogacar.
Il 27enne nativo di Komenda rimanda dunque l’appuntamento con il suo primo trionfo alla Roubaix: “Non posso dire che non tornerò. Fino a due settimane fa pensavo fosse la Milano-Sanremo, ma ora questa sembra la classica più dura da vincere per me. Tuttavia, è solo la mia seconda volta qui, vedremo con il tempo“.
