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Tennis

Sinner e le 12 partite ipotetiche in 23 giorni tra Madrid e Roma: un’incognita verso il Roland Garros

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Jannik Sinner
Jannik Sinner / LaPresse

Tutto in 23 giorni, nella migliore delle ipotesi. È davvero la scelta più opportuna? La decisione di Jannik Sinner di prendere parte al Masters 1000 di Madrid solleva interrogativi tutt’altro che marginali. Dopo aver archiviato un impressionante filotto di 17 vittorie in 36 giorni tra California, Florida e Montecarlo, il pusterese ha scelto di rimettersi subito in gioco, accettando un nuovo e potenzialmente logorante tour de force.

Il torneo alla Caja Mágica presenta una collocazione in calendario tutt’altro che ideale e condizioni di gioco non perfettamente funzionali alla preparazione del vero obiettivo stagionale: il Roland Garros. Facendo due conti, l’azzurro potrebbe trovarsi a disputare fino a 12 partite nell’arco di 23 giorni, qualora iniziasse il proprio percorso il 24 aprile nella capitale spagnola e lo concludesse il 17 maggio a Roma. Un numero che scenderebbe appena a 22 giorni complessivi in caso di esordio il 25 aprile: una differenza minima, che non cambia la sostanza di un calendario estremamente fitto.

È lecito domandarsi, quindi, se questa pianificazione rappresenti davvero la strategia migliore per arrivare nelle condizioni ottimali a Parigi. Il rischio di infortuni lungo il percorso è concreto, soprattutto considerando che la tenuta fisica è stata in passato uno dei principali punti critici per Sinner. A ciò si aggiunge un ulteriore elemento di difficoltà: le condizioni ambientali di Madrid, dove il pusterese ha spesso sofferto anche per problemi legati all’allergia al polline.

D’altro canto, le assenze di Carlos Alcaraz e Novak Djokovic rendono il torneo spagnolo particolarmente appetibile. La conquista del titolo rappresenterebbe un tassello mancante nella collezione dell’azzurro e gli consentirebbe di stabilire un record significativo, ovvero la vittoria di cinque Masters 1000 consecutivi. Tuttavia, è proprio qui che si annida il paradosso: mentre Sinner si sottopone a un carico di partite così elevato, Alcaraz potrebbe recuperare dall’infortunio e prepararsi con maggiore attenzione al Roland Garros, arrivando a Parigi con meno partite nelle gambe e, potenzialmente, in condizioni più fresche e competitive.

Parigi resta la vera Stella Polare. Alla luce di questi elementi, la scelta di Madrid appare come un azzardo calcolato, ma non privo di rischi: un equilibrio sottile tra ambizione immediata e visione strategica di lungo periodo.

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