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Tennis

Lorenzo Musetti: “Con questo atteggiamento, posso tornare al mio livello”

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Lorenzo Musetti
Lorenzo Musetti / IPA Sport

Lorenzo Musetti sa che il percorso per tornare al suo miglior livello richiede tempo e pazienza, ma il Masters1000 di Madrid può rappresentare un’accelerazione importante. Dopo la convincente vittoria su Hubert Hurkacz, l’azzurro ha parlato in zona mista, offrendo una lettura lucida del suo momento e delle sfide che lo attendono.

La sua condizione attuale si muove tra due direttrici: da una parte la necessità di ritrovare continuità dopo i problemi fisici, dall’altra il recupero della giusta ferocia agonistica nei momenti decisivi. A Madrid, però, i segnali sono incoraggianti, soprattutto nella gestione emotiva e tattica delle fasi più delicate.

L’impatto con il torneo e le condizioni particolari dell’altitudine sono stati positivi, ma non semplici:Il campo è bellissimo, l’esibizione al Bernabéu è stata molto interessante per lo sport in generale. È un’ottima idea per attirare persone che non seguono il tennis. Oggi è stata una partita difficile; sapevo che la sua classifica non rispecchia il giocatore che è e che qui, con l’altitudine, avrei dovuto giocare una grande partita per vincere. Sono molto contento e orgoglioso di come ho gestito l’incontro“.

Proprio la gestione dei momenti chiave rappresenta uno degli aspetti più significativi della sua prestazione: “La cosa più importante della partita è come ho gestito le situazioni critiche. Oggi ci sono stati molti momenti difficili che ho gestito bene, ed è una cosa che mi era mancata nell’ultimo mese. Stare lontano dai tornei significa non vivere quelle situazioni, e solo una vera partita ti dà quella sensazione di tensione. Oggi penso di essere stato molto bravo in questo e sento di aver fatto un passo avanti“.

All’orizzonte c’è ora la sfida contro Tallon Griekspoor, un avversario già affrontato in passato ma mai sulla terra battuta: “Abbiamo disputato degli incontri interessanti, soprattutto quello di Rotterdam che ho vinto ai match point, e lo ricordo molto bene. Ma non credo ci siano molti elementi su cui basarsi perché questo sarà il nostro primo incontro sulla terra battuta. Lui ha un ottimo servizio, un ottimo colpo da fondo campo, non sarà facile. Devo cercare di interrompere il suo ritmo, il suo gioco; credo che questa sia la strategia che devo adottare“.

Non manca uno sguardo anche ai temi più moderni del tennis, come l’uso della tecnologia e dell’intelligenza artificiale nella preparazione: “Credo sia una risposta un po’ strana, perché è per questo che paghi un allenatore, non per usare l’intelligenza artificiale. Non ne sono un grande fan, soprattutto nel tennis. Con il mio team ho una connessione migliore; capiamo il gioco e i giocatori. Non credo che l’intelligenza artificiale sia la chiave. È un metodo strano per prepararsi a una partita, ma ognuno fa quello che vuole“.

Sul formato dei tornei e la gestione delle energie, Musetti evidenzia luci e ombre: “Se vuoi giocare bene, i tornei di due settimane ti danno più tempo per recuperare le energie. Però può essere difficile se perdi presto e devi aspettare a lungo prima di poter giocare di nuovo. Quest’anno è andata bene per me perché ho giocato molte partite e ho avuto dei giorni di riposo durante il torneo, quindi dal punto di vista energetico è stato positivo“.

Determinante, infine, l’atteggiamento nei passaggi cruciali del match contro Hurkacz: “Ho chiuso quel game e il tie-break con grande autorità, rischiando con il servizio e il dritto. Sono stato un po’ sfortunato in alcuni punti, ma non mi sono lamentato. Ho pensato a cosa dovevo fare per cambiare la situazione e questo mi ha dato forza. Credo che il mio avversario abbia capito di trovarsi di fronte a un giocatore determinato e tenace, deciso a vincere la partita, ed è proprio questa la mentalità di cui ho bisogno ora“.

Una consapevolezza che alimenta anche la fiducia per il futuro: “Mi ha fatto capire che, mantenendo questo atteggiamento nei momenti difficili, posso fare passi avanti e ritrovare il mio livello migliore. Ho lavorato duramente nell’ultimo mese, sia in campo che fuori, e sapevo che le prime partite sarebbero state complicate sotto questo aspetto. Sono molto contento di come ho gestito l’incontro, perché sapevo che sarebbe stato un debutto difficile“.

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