PallavoloVolley Night
Edoardo Caneschi: “Potrei andare in Giappone. A Verona tornerei, nella Nazionale ci spero”
Edoardo Caneschi è stato l’ospite dell’ultima puntata di Volley Night, in onda sul canale Youtube di OA Sport. Il centrale della Powervolley Milano ha parlato della stagione appena conclusa e del futuro tra un 2026-2027 che potrebbe regalare sorprese e una estate che vorrebbe tingere di nuovo di azzurro.
Iniziamo dal presente: “Per adesso c’è stato l’atto conclusivo della Challenge Cup che ci ha risollevati. Nel complesso l’annata è stata triste per colpa dei tanti infortuni che ci hanno colpito e condizionato. Siamo partiti in salita, avevamo trovato un buon ritmo ma nel complesso è stata travagliato. Ci siamo tolti comunque soddisfazioni e ce ne ricorderemo con piacere”.
Nella serie playoff contro Verona gli alti e bassi non sono mancati. Dopo un avvio complicato c’è stato un bel cambio di marcia: “Cosa è cambiato? Abbiamo preso la convinzione che se riuscivamo ad infastidirli anche solo con una difesa in più, una ricezione o cose simili, potevamo cambiare marcia. In gara-1 avevamo sofferto molto in quei fondamentali, loro avevano imperversato. In gara-2 c’eravamo compattati su quello e non c’abbiamo creduto abbastanza. Magari sull’1-1 nella serie potevano cambiare le cose. Gara-3 non è stata come gara-2 però è iniziata sempre nella stessa maniera 2-0 poi 2-2 ma nel quinto siamo stati più lucidi noi. Verona ora nella semifinale deve solo ritrovare un po’ di tranquillità perchè a livello fisico e tecnico hanno tutto”.
Dal punto di vista personale, invece, Caneschi ha vissuto qualche momento non semplice: “Quest’anno è stato molto difficile. Dal mio punto di vista ho sofferto un po’ perché quando pensi di star facendo una bella stagione e ti aspetti riscontri di carriera per gli anni a venire. Quando c’è stato il periodo in cui si è iniziato a parlare del prossimo anno e mi aspettavo alcune opzioni, quelle non sono arrivate. Ho perso fiducia in me stesso e sto ancora facendo fatica a ritrovarla. Si gioca sempre e non hai nemmeno tempo di fare reset. Bisogna sempre credere in sé stessi”.
Il ruolo di centrale è particolare: “Centrale da attacco o muro? Mi hanno sempre messo in una sorta di via di mezzo in questo aspetto. In questi ultimi anni sono cresciuto molto a livello di muro e di lettura. Mi piacciono entrambi ma faccio fatica ad andare alla battuta se non sto toccando palla da un po’ di tempo. Sul rapporto centrale-palleggiatore, ovviamente molto ruota attorno ai nostri tempi. Se sei un attimo in ritardo ti sporcano l’attacco”.
La CEV Challenge Cup vinta? “Sicuramente una bella vittoria e un sollievo. Era un obiettivo che avevamo da inizio stagione e lo volevamo. Sapevamo che i rivali più temibili erano i polacchi ed i turchi e fortunatamente li abbiamo affrontati prima della finali. Ci siamo arrivati in maniera più tranquilla. Vincerla in casa è stato bellissimo ed è stato incredibile”.
La Nazionale? Un sogno o una concreta realtà? “Io cerco sempre di dare il massimo. Sicuramente è più complicato giocare dopo che sei fermo da un po’. A livello di focus un mese di stop è pesante ed è molto più complicato. Rammarico per non aver giocato meglio sì, c’è. Io sono sempre stato bene nel gruppo. Vedremo se quest’estate sarò convocato, nel caso sarò felicissimo”.
Ultima battuta sul prossimo anno, con una sorpresa: “Mi vedo anche all’estero, è un’esperienza che voglio fare. Un’idea che mi è passata per la testa e che potrebbe concludersi a buon fine pensando al Giappone con lo Shizuoka. Come ben sappiamo giocare in Italia è più semplice ed essere vicino a casa ha i suoi vantaggi. Verona? Città della quale sono innamorato ci tornerei molto volentieri”.
