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Speed skating, Davide Ghiotto per sognare al Milano Speed Skating Stadium. Eitrem e Jílek favoriti

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Davide Ghiotto
Davide Ghiotto / IPA Sport

Alle 16:00, il Milano Speed Skating Stadium accenderà i riflettori su una delle prove più affascinanti dello speed skating: i 5.000 metri maschili. Una distanza che profuma di storia e tradizione, pronta a regalare emozioni forti sul ghiaccio delle Olimpiadi di Milano Cortina 2026, dove ogni giro può fare la differenza.

Guardando indietro nel tempo, è impossibile non collegare questa gara al bronzo olimpico di Enrico Fabris a Torino 2006, una pagina indelebile dello sport azzurro. A fare da ponte ideale tra quell’impresa e il presente è ancora Maurizio Marchetto, allora guida di un gruppo capace di portare l’Italia su vette inesplorate e oggi nuovamente al comando della Nazionale, chiamato a scrivere un nuovo capitolo olimpico.

L’atmosfera è resa ancora più elettrica dalla favola di Francesca Lollobrigida, capace ieri di conquistare uno storico oro, spingendosi oltre ogni precedente risultato azzurro nella specialità. Un trionfo che ha migliorato l’argento di Pechino 2022 e che ha acceso l’entusiasmo dell’ambiente. Oggi toccherà agli uomini, con tre italiani al via: Davide Ghiotto, Michele Malfatti e Riccardo Lorello.

Il quadro competitivo, però, è di livello assoluto. Le chance di medaglia sono ridotte, considerando l’ascesa impressionante del giovane ceco Metoděj Jílek, serio pretendente alla doppietta 5.000–10.000, la solidità del norvegese Sander Eitrem, primo atleta della storia a infrangere il muro dei 6 minuti sulla distanza a Inzell, e il talento del francese Timothy Loubineaud, ex primatista mondiale prima dell’impresa del norvegese.

Senza dimenticare, ovviamente, la scuola olandese, sempre protagonista quando si parla di lunghe distanze. In questo contesto, per l’Italia servirà qualcosa di speciale. Ghiotto, per curriculum ed esperienza, resta il nome più affidabile, anche se il suo rapporto con i 5.000 metri è stato spesso complesso, non sempre riuscendo a trovare la cadenza ideale. Il suo terreno naturale restano i 10.000 metri, ma davanti al pubblico di casa proverà comunque a lasciare il segno.

Percorso simile per Malfatti e Lorello, con quest’ultimo che merita una menzione particolare. Il classe 2002 è reduce da una stagione di crescita evidente, culminata con lo splendido argento europeo nei 5.000 metri, conquistato proprio davanti a Ghiotto. Un segnale chiaro del suo salto di qualità. Resta da vedere se il ghiaccio di Milano saprà trasformare questi progressi in una sorpresa dal sapore olimpico.