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Sci di fondo: tris Svezia, Svahn d’oro nella sprint femminile tc alle Olimpiadi. Ganz top 10, Cassol vicina

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Maja Dahlqvist, Linn Svahn, Jonna Sundling
Maja Dahlqvist, Linn Svahn, Jonna Sundling / IPA Agency

Un-due-tre: la Svezia fa tripletta nella sprint a tecnica classica delle Olimpiadi di Milano Cortina 2026. Celebrazione totale per Linn Svahn, Jonna Sundling e Maja Dahlqvist, che occupano tutte assieme il podio per un momento che dalle parti di Stoccolma non potrà non essere festeggiato. In casa Italia tutto si ferma in semifinale, ma in qualche modo c’è da rimarcare la soddisfazione per quanto compiuto dalle azzurre, con Caterina Ganz che, alla fine dei conti, occupa il 9° posto complessivo e Federica Cassol che chiude all’11°.

Nella prima batteria Nicole Monsorno va fuori cedendo nel tratto finale alle forti avversarie, mentre nella seconda Ganz si tiene vicina nel tratto duro e riesce a trovare il binario buono per agguantare la semifinale solo dietro a Svahn (ed eliminando nel contempo Faehndrich). Nella quarta è quasi miracolosa la condotta di gara di Cassol, che esce dal binario sulla salita, si mette in scia a Kahara, perde velocità a fine salita con tutte che rientrano, ma approfitta del calo della stessa Kahara e si mette dietro Diggins e Janatova per raggiungere la semifinale. Quanto a Iris de Martin Pinter, invece, dopo aver guidato fino alla salita non riesce a spingere nella seconda parte e viene eliminata mentre Rydzek, semplicemente, vola e vince la batteria eliminando Hagstroem. Per de Martin Pinter 16° posto totale, per Monsorno 22°.

In semifinale, Ganz va a pescare la prima, una batteria particolarmente controllata nella quale, però, il ritmo imposto dalle svedesi la mette inizialmente in difficoltà. In salita, uscendo dal binario, riesce però a riprendere tutto lo svantaggio. Il problema è che Sundling, Svahn e Skistad prendono tanto vantaggio prima del rettilineo, difficilmente recuperabile, e oltretutto Kern la passa estromettendola anche da un ipotetico ruolo di lucky loser. Nella seconda, Cassol rimane a lungo piuttosto nascosta, mentre la vera protagonista è Drivenes che se ne va, ma più si va avanti e più si comprende che l’italiana non è in grado di tenere il passo delle altre: vanno avanti Drivenes e Dahlqvist.

Nella finale Sundling e Svahn comandano molto a lungo, si prendono la vetta sulla salita e anche Dahlqvist inizia a seguirle: si forma in questo modo un trio Svezia che pare semplicemente imbattibile.  Per Sundling e Svahn è fuga verso la medaglia d’oro mentre Drivenes tenta di rimanere vicino a una Dahlqvist che di avere compagne di viaggio per il bronzo non ha tanta voglia. Lo sprint, però, lo domina Svahn, che si va a prendere la più grande soddisfazione della sua vita in 4’03”1. Dietro di lei Sundling a 1”5 e Dahlqvist a 4”8, poi Julie Bjervig Drivenes a 8”6 e, molto più staccate, Kristine Stavaas Skistad (la grande delusa) a 29”4 e l’americana Julia Kern, unica fuori dal duopolio Svezia-Norvegia, a 40”3.