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Olimpiadi 2026, le pagelle dell’Italia: Sighel preso di mira dai giudici; Wierer si inabissa in una giornata nera
PAGELLE ITALIA OLIMPIADI (mercoledì 18 febbraio)
Caterina Ganz (sci di fondo), 5,5: si stacca troppo presto dalle atlete del gruppo di testa. Un passo indietro rispetto all’ottima prova nella staffetta di sabato scorso.
Iris De Martin Pinter (sci di fondo), 6: oltre ad essere veloce, conferma anche una buona resistenza. La stoffa c’è: questa ragazza può diventare una delle protagoniste del prossimo quadriennio.
Lara Della Mea (sci alpino), 6: oggi era tutto contro di lei. Pendio, tracciatura e neve. Non aveva proprio le armi per far valere le sue qualità. Resta il rimpianto per la medaglia mancata di soli 5 centesimi in gigante. Mentalmente dovrà essere brava a smaltire questa delusione. Oggi in slalom non poteva fare di più.
Martina Peterlini (sci alpino), 6: chiude 13ma a pari merito con Della Mea dopo una rimonta di ben 10 posizioni.
Anna Trocker (sci alpino), 5: la 17enne non conferma le buone sensazioni della manche di combinata. Oggi la sua gara termina dopo due intermedi, quando aveva comunque un distacco già molto alto e superiore ai 2 secondi.
Elia Barp (sci di fondo), 8,5: aveva una missione ben chiara. Non doveva perdere terreno dai migliori e consegnare a Federico Pellegrino il testimone virtuale nella miglior posizione possibile. Pur non brillantissimo in salita, ha stretto i denti ed è rientrato in discesa grazie ad ottimi materiali. Missione compiuta.
Federico Pellegrino (sci di fondo), 9: quattro medaglie in quattro Olimpiadi. Questo campione non ha mai sbagliato un grande appuntamento, che fossero i Giochi o i Mondiali. Ha garantito affidabilità e risultati per ben tre lustri! Ne sentiremo la mancanza.
Hanna Auchentaller (biathlon), 5: le tre ricariche utilizzate al poligono rendono subito tremendamente in salita la strada della staffetta femminile.
Dorothea Wierer (biathlon), 4: una delle giornate più nere della carriera. Incappa in un giro di penalità nella sessione a terra, utilizza altre due ricariche nella serie in piedi e sugli sci si inabissa nell’ultimo giro. La sua prestazione compromette definitivamente le residue velleità della staffetta.
Michela Carrara (biathlon), 4,5: era l’anello debole per le lacune al poligono che si sono confermate con il giro di penalità nella sessione di tiro in piedi. Inoltre anche nel fondo non ha fatto la differenza: solo colpa di sci poco performanti?
Lisa Vittozzi (biathlon), senza voto: poco più che un allenamento la sua ultima frazione. Lei un oro in bacheca lo ha già messo e potrà affrontare a cuor leggero la mass start di venerdì.
Italia maschile curling, 4: gli azzurri dilapidano un vantaggio iniziale di 3-0 e cedono malamente al Canada. Lo skip Joel Retornaz continua a commettere errori banali, visibilmente attanagliato dalla tensione. Ora servirà un miracolo contro l’imbattuta Svizzera per staccare il pass per le semifinali. Pesa tantissimo la sconfitta maturata contro la Cina. SCOPRI TUTTE LE COMBINAZIONI PER LA QUALIFICAZIONE.
Italia curling femminile, 6,5: le azzurre giocano un’altra grande partita e costringono le campionesse del mondo canadesi all’extra-end. Una sconfitta di misura che lascia orgoglio, ma anche il rimpianto di cosa sarebbe potuto accadere se le italiane avessero approcciato il torneo con la medesima attitudine degli ultimi tre match.
Pietro Sighel (short track), senza voto: francamente ha dell’incredibile quanto visto oggi. La manovra del canadese Maxime Laoun sembrava palesemente irregolare. Sighel è stato atterrato senza colpa e non ripescato. Va detto però che aveva perso la scia del canadese William Dandjinou, rendendosi così attaccabile da chi inseguiva. Sighel sembra sia stato preso di mira dai giudici: forse quel gesto di girare le spalle nella gara dell’oro della staffetta mista non è stato gradito nel mondo dello short track? Senza dimenticare la polemica (da lui stesso innestata) con Arianna Fontana che di certo non ha contribuito alla serenità dell’ambiente. Morale della favola: Sighel era da medaglia in tutte e tre le distanze individuali, ma non è approdato in finale in nessuna.
Thomas Nadalini (short track), 5: paga una pessima partenza e dice subito addio ai sogni di gloria nei 500 metri.
Lorenzo Previtali (short track), 6: ci ha provato con un sorpasso ardito, subendo però la beffa del polacco Felix Pigeon che aveva traiettoria interna.
Staffetta femminile short track, 9: Arianna Fontana, Arianna Sighel, Elisa Confortola e Chiara Betti hanno disputato una finale tatticamente accorta. Attendista nella prima fase, poi incisiva nelle battute conclusive, dove si sono anche ritrovate in testa sino ai due giri dal termine. La gioia dell’argento supera ampiamente i rimpianti per l’oro sfumato di un soffio.
