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Formula 1

Nick Tombazis chiarisce: “Non sarà una F1 come nel 2014, ma sarà possibile recuperare”

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Ferrari F1
Ferrari F1 / LaPresse

Il primo vero banco di prova collettivo per le F1 di nuova generazione è andato in scena a Montmeló, dove lo shakedown ha permesso di raccogliere indicazioni iniziali, ancora grezze ma tutt’altro che banali. In un contesto in cui i tempi sul giro restano difficili da interpretare, c’è un dato che emerge con chiarezza: la solidità mostrata sul piano dell’affidabilità, aspetto che ha visto la Mercedes distinguersi nettamente con oltre 500 giri completati, il miglior risultato del gruppo.

Il lavoro svolto da George Russell e Kimi Antonelli rappresenta un capitale prezioso in vista dei test ufficiali in Bahrain, dove il team di Brackley potrà presentarsi con una base di dati più ampia rispetto ai rivali. A rendere il quadro ancora più interessante ci sono poi le voci insistenti sulla competitività della power unit Mercedes, al centro di discussioni tecniche per mesi, soprattutto sul tema del rapporto di compressione.

Questo scenario ha riacceso tra tifosi e addetti ai lavori il timore di una possibile replica del dominio iniziato nel 2014, quando l’introduzione delle power unit ibride segnò l’inizio di un’era quasi incontrastata per la casa tedesca. Un’ipotesi che, però, viene ridimensionata dalla FIA.

Nick Tombazis, direttore FIA delle monoposto, ha spiegato perché il nuovo ciclo regolamentare non dovrebbe produrre distacchi strutturali come quelli visti in passato.Abbiamo semplificato le regole (per esempio è stato tolto l’MGU-H, ndr.), e questo farà sì che le variazioni di prestazioni saranno ridotte. In più, nel 2014 le capacità di simulazione erano diverse, e alcuni lo sbagliarono di tanto. Credo non sarà così quest’anno“, le sue parole a RacingNews365. “Infine, abbiamo delle normative all’interno del budget cap che danno a chi è indietro un po’ più di tempo per svilupparsi“.

Il messaggio della FIA è chiaro: le differenze iniziali sono considerate fisiologiche, ma il regolamento è stato costruito proprio per impedire che tali divari diventino cronici. “Ci aspettiamo che tutti siano a livelli di motore simili nella prima gara? Certo che no. Alcuni saranno in una situazione molto buona, altri faranno un po’ fatica, ma abbiamo messo a punto tutti gli ingredienti affinché possano recuperare il ritardo il più rapidamente possibile“, ha concluso Tombazis.

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