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Italia vicina ai record di Lillehammer 1994 al giro di boa delle Olimpiadi. Serve l’ultimo (e non scontato) scatto
Siamo al giro di boa delle Olimpiadi di Milano Cortina 2026. Dopo 8 giorni di gare, e in attesa delle competizioni serali di short track, l’Italia ha ottenuto sinora 6 ori, 3 argenti e 9 bronzi. Si è già fatto meglio di Pechino 2022 (2-7-8) e, addirittura, si sono vinti gli stessi titoli che erano stati accumulati nelle ultime quattro edizioni messe assieme (1-0-3-2)!
I record storici rimangono quelli dell’epica Olimpiade di Lillehammer 1994, sia per quanto riguarda gli ori (7) sia per per il numero di podi (20). L’obiettivo delle medaglie complessive appare ampiamente alla portata e non dovrebbe sfuggire. Considerando il ritmo con cui gli azzurri hanno collezionato allori nei primi 6 giorni (addirittura 17), era lecito persino pensare di attaccare quota 30. Adesso quella fatidica soglia appare più lontana, anche se non irraggiungibile.
Ricordiamoci che la seconda settimana dei Giochi prevede un numero minore di eventi, senza contare che la stessa Italia avrà possibilità più risicate per rimpinguare il bottino. Serve l’ultimo passo per agganciare gli ori di 32 anni fa, altri due per lo storico sorpasso. Se pensiamo alle competizioni mancanti, non ce n’è una dove l’Italia parta veramente favorita per il titolo. E forse questo è anche un bene, visto che sinora sono stati i Giochi degli outsider.
Non è stata sinora un’edizione scintillante per il biathlon, alla vigilia una delle discipline più accreditate dopo una stagione densa di vittorie. Tra staffette e mass start, ma anche nell’inseguimento femminile, restano delle opportunità per provare ad invertire la rotta. Lo sci alpino si aggrappa a Federica Brignone per un nuovo e possibile colpo di coda in gigante: con la leggerezza mentale di chi già possiede un oro in bacheca, potrebbe nuovamente sorprendere.
Si spera di infrangere finalmente il tabù del freestyle, una delle uniche quattro discipline dove l’Italia non ha ancora festeggiato una medaglia a cinque cerchi (le altre sono salto con gli sci, hockey su ghiaccio e sci alpinismo, che però è alla prima edizione): tra big air e skicross qualcosa potrebbe saltare fuori.
All’appello è mancata sin qui una medaglia nello sci di fondo. Restano due carte, le più importanti: la staffetta maschile e, soprattutto, la team-sprint in tecnica libera. Nello sci alpinismo Giulia Murada fa parte delle cinque principali pretendenti al podio nella sprint, mentre nello snowboardcross resta da disputare la gara mista a coppie con Michela Moioli e Lorenzo Sommariva.
Chissà che lo skeleton non ci regali una sorpresa nella gara mista: Gran Bretagna, Germania e Cina partono però davanti rispetto all’Italia. Sogna l’impresa Patrick Baumgartner nel bob a 4, le cui medaglie verranno assegnate nell’ultima giornata.
Anche gli sport del ghiaccio potranno contribuire ad arricchire il medagliere azzurro. Francesca Lollobrigida ha dichiarato che non bisogna aspettarsi nulla da lei nei 1500 metri; eppure è così in forma che un pensiero stupendo non va escluso, senza dimenticare che avrà poi la più congeniale mass start. Possono ambire ad una medaglia anche il team-pursuit maschile ed Andrea Giovannini nella mass start. Nello short track bisogna prima di tutto ritrovare serenità dopo le inutili polemiche dei giorni scorsi: sarebbe un reato sperperare un potenziale probabilmente mai così alto per la Nazionale italiana. Infine il curling: la compagine maschile ha tutto per provare sino in fondo a guadagnarsi l’accesso in semifinale.
Al giro di boa ci troviamo probabilmente dove avremmo voluto essere: 6 ori e 18 medaglie sarebbe stato un bottino da sottoscrivere alla vigilia dopo 8 giorni. Adesso arriva il difficile: alzare ulteriormente l’asticella per superare i primati di Lillehammer 1994 (soprattutto quello relativo agli ori) e rendere memorabile l’edizione casalinga di Milano Cortina 2026.
