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Giovanni Franzoni sempre più tra i grandi della velocità. E in superG…

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Giovanni Franzoni
Giovanni Franzoni / Lapresse

Fino a un mese e mezzo fa, Giovanni Franzoni era “soltanto” una brillante promessa che aveva collezionato un quarto posto e tre decime piazze in Coppa del Mondo nella stagione precedente. Il 7 dicembre 2024 accarezzò il podio nel superG di Beaver Creek e poi riuscì ad affacciarsi nell’elite dello sci alpino in altre tre occasioni nella seconda parte dell’annata agonistica, lasciando intuire di avere enormi margini di miglioramento ma rimanendo ancora un po’ nel limbo.

Il bresciano aveva sì vinto la discesa libera dei Mondiali juniores nel 2022 e aveva dettato legge anche nel superG iridato di categoria nel 2021, ma aveva poi dovuto fare i conti con un brutto infortunio che ne aveva frenato la crescita e che aveva lasciato anche qualche scoria a livello mentale. Nel 2023 era infatti caduto nel superG di Wengen, procurandosi la lesione complessa ai flessori della coscia destra: venne portato in ospedale con l’elicottero, dovette subire un’operazione e poi dovette impegnarsi in una non semplice riabilitazione.

Non è però mai mancata la fiducia in un talento cristallino, di cui si erano già intuite le potenzialità e che aveva bisogno soltanto di ritrovarsi mentalmente e recuperare la migliore forma fisica per emergere tra i grandi. Detto fatto, la Coppa del Mondo inizia a sorridergli e in tre Classiche del Circo Bianco esplode in maniera perentoria, entrando di forza nel cuore di tutti gli appassionati e facendo sognare tutti gli italiani che da tempo aspettavano una giovane stella in grande di entusiasmare: terzo nel superG della Val Gardena il 19 dicembre, la vittoria nel superG di Wengen (proprio dove si infortunò tre anni prima…) seguita dal terzo posto in discesa nella località svizzera (16-17 gennaio), poi il trionfo nella discesa libera di Kitzbuehel il 24 gennaio.

Domare l’infinito Lauberhorn (in superG) e la mitologica Streif, due templi sacri dello sci alpino internazionale, è un mestiere per pochissimi eletti e Giovanni Franzoni può essere tranquillamente annoverato tra i grandi della velocità mondiale, a maggiore ragione dopo aver conquistato l’argento alle Olimpiadi Invernali in un altro scenario iconico come la pista Stelvio di Bormio. Il 24enne è il perfetto prototipo dello sciatore moderno: agile, veloce, scaltro, impeccabile nei cambi di direzione, fluido, compatto, dotato di un pizzico di follia necessario per certe specialità (che brividi settimana scorsa quando ha sciato sulle reti a Crans Montana…).

Il nostro portacolori se la gioca a viso aperto (e ormai li sta battendo con continuità) con i mostri sacri svizzeri Franjo Von Allmen (oggi davvero insuperabile in Valtellina), Marco Odermatt, Alexis Monney, il veterano austriaco Vincent Kriechmayr e uno scatenato Dominik Paris, oggi splendido bronzo ma ormai alle battute conclusive della sua gloriosa carriera. La discesa libera dei Giochi è alle spalle, ma inizia a crescere l’attesa per il superG di mercoledì 11 febbraio (ore 11.30): altro giro, altra corsa, con il sogno di scalare un altro gradino… E nel mezzo ci sarà anche l’occasione della combinata a squadre, ma questa è tutta un’altra storia.