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Frida Karlsson è oro nello skiathlon alle Olimpiadi. Azzurre non pervenute
Frida Karlsson vince proprio nell’appuntamento più importante il primo skiathlon della carriera: alle Olimpiadi Invernali di Milano Cortina. La classe 1999 di Sollefteå disputa una gara praticamente tutta all’attacco e la conquista con il tempo di 53’45″2. Ed è anche doppietta svedese, perché dietro di lei c’è la veterana Ebba Andersson, staccata di 51″. Bronzo per la norvegese Heidi Weng, che nella frazione a tecnica libera va a prendersi il gradino più basso del podio con un distacco di 1’26″7.
Prime fasi di gara nelle quali sembrerebbe succedere ben poco. Sembrerebbe, perché dopo sei minuti arriva la prima caduta, quella sulla curva in discesa verso destra: sono in difficoltà la norvegese Karoline Simpson-Larsen e la finlandese Vilma Nissinen. Chi ha grossi problemi, però, è Diggins che rimane in una parte decisamente distante rispetto alla testa, a una decina di secondi in questo allungatissimo gruppo. Al primo passaggio in classico sono svedesi e le norvegesi rimaste a comandare, con Diggins già più arretrata (non sarà mai in gara). Italiane già decisamente staccate.
Il gruppo si sfilaccia sempre di più sotto la spinta delle svedesi, anzi di Karlsson, e questo provoca un allontanamento molto netto di un quartetto composto da lei, Sundling e Andersson con la sola Slind a reggere l’urto in quota Norvegia. Presto il divario con le inseguitrici, tra cui Kerttu Niskanen, aumenta in maniera imponente. E, proprio nel giro che precede il cambio sci, succede che Sundling debba cedere rispetto alle altre tre, che affrontano il cambio degli sci con un vantaggio consistente su tutte le altre: Sundling passa dopo 37 secondi.
Presto Karlsson e Andersson decidono di liberarsi anche di Slind, conducendo così da sole la gara, mentre Slind lentamente si ritrova a essere avvicinata dalle inseguitrici. Tra queste ha un ruolo preminente Heidi Weng, che stacca nettamente il gruppo delle ex compagne di viaggio e va a riprendere la connazionale. Intanto, al km 13.3 (primo giro a tecnica libera), Karlsson prende qualche metro su Andersson, mentre assieme a Weng arriva anche la svizzera Nadja Kaelin, autrice di una delle migliori gare della carriera, con Niskanen poco dietro.
Karlsson, nel frattempo, mette il piede sull’acceleratore e ritiene che anche per Andersson non ci sia più spazio: la stacca e s’invola solitaria. In un chilometro e mezzo sono già 22 i secondi guadagnati, mentre Weng prende in mano la questione terza posizione solitaria. La selezione enorme nella frazione a tecnica libera fa sì che, nell’ultimo giro, le posizioni di testa siano praticamente cristallizzate. Karlsson va a fermarsi, prendere la bandiera svedese dalle tribune e alzarla al cielo prima di avvolgerla sul proprio corpo: è lei la campionessa olimpica. E quando Andersson arriva c’è l’abbraccio, di fronte al novero dei tifosi svedesi festanti giunti fino a Tesero.
Dietro Weng che chiude tranquillamente terza, il quarto posto se lo va a prendere con una bella azione finale la svizzera Nadja Kaelin, bravissima a chiudere a 1’51″5. Quinta la finlandese Kerttu Niskanen a 1’54”, poi la norge Astrid Oeyre Slind a 1’56″1 e la ceca Katerina Janatova a 2’13″8. Rimane ottava e grande delusa (per oggi) Jessie Diggins, staccata di 2’21″8. Nona l’austriaca Teresa Stadlober a 2’26″4 e, infine, decima la norvegese Kristin Austgulen Fosnaes a 2’40″4.
Lontanissime le italiane: è 28a Martina Di Centa a 4’50”. Per Anna Comarella 36° posto a 6’08″5, mentre Maria Gismondi, proveniente da un periodo estremamente complesso a causa di un’influenza che l’ha tenuta ferma tre settimane e inattiva nell’agone per due mesi, termina a 8’26″7.
