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“Bruciare le navi” e la storia di Cortés: Giovanni Franzoni in versione storico verso la discesa olimpica

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Giovanni Franzoni
Giovanni Franzoni / Lapresse

Giovanni Franzoni si presenterà come uno dei grandi favoriti della vigilia alla discesa libera delle Olimpiadi Invernali di Milano Cortina 2026, che andrà in scena oggi sabato 7 febbraio alle ore 11.30. Dopo essere salito sul terzo gradino del Wengen e aver trionfato a Kitzbuehel, il 24enne bresciano andrà alla caccia del risultato di lusso sulla pista Stelvio di Bormio: l’azzurro è esploso poche settimane fa con le grandi prestazioni offerte sul Lauberhorn e sulla Streif, ora vuole entrare nella leggenda.

Il nostro portacolori spera di mettersi al collo una medaglia a cinque cerchi, evento rarissimo per l’Italia in una della gare considerate più prestigiose di tutti i Giochi (i precedenti sono soltanto tre, l’unico oro venne conquistato da Zeno Colò). Giovanni Franzoni si è avvicinato all’evento disputando un paio di prove cronometrate e rinunciando all’ultimo test di ieri, in modo da recuperare tutte le energie necessarie per fornire una prestazione in grado di fare la differenza nel momento più importante.

In vista della gara, l’azzurro ha voluto citare una nota pillola storica sui sui profili social:Il detto “bruciare le navi” nasce da una storia vera. Nel 1519 Hernán Cortés arrivò in Messico con i suoi uomini! La terra era sconosciuta, il rischio enorme, la paura reale. Molti volevano tornare indietro: il mare era lì, le navi pronte, la via di fuga aperta. Cortés fece una scelta estrema. Ordinò di distruggere le navi. Niente ritorno. Nessun piano B. Nessuna alternativa rassicurante. Da quel momento non c’era più la possibilità di scappare“.

Il racconto prosegue:C’era solo una direzione: avanti. E proprio perché non esisteva un’altra scelta, trovarono una forza che non sapevano di avere. “Bruciare le navi” significa questo: tagliare le vie di fuga, smettere di tenere un piede nel passato e decidere una volta per tutte chi vuoi diventare. Comunque vada mi sento privilegiato e fiero di essere dove sono oggi…Buone Olimpiadi a tutti“.