Tennis
Monaco: “Gli avversari non sono scarsi, ma Sinner è un superuomo. Impronosticabile una eventuale finale con Alcaraz”
Dario Puppo, assieme a Massimiliano Ambesi e Guido Monaco (qui riportato), ha condotto, come da tradizione, TennisMania, il programma in diretta sul canale YouTube di OA Sport. Lunghe, come spesso capita, e approfondite le analisi sia sul discorso Sinner che su quello Musetti, entrambi con necessità di mettere i puntini sulle i.
Inizio su Musetti, e anche molto ampio, con quasi un “de profundis” su Djokovic: “Certo, è tennis, ma c’è tanta amarezza. Tutto quello che ho pensato di Musetti e di Djokovic, in questi mesi, in parallelo, si stava avverando. Prendendomi qualche rischio, in tempi non sospetti, ho detto che Djokovic era quasi un ex giocatore e Musetti pronto. Questa differenza di freschezza, età, convinzione, tante cose, si è vista tutta. Che da un momento all’altro, anche se Musetti ha detto che già nel secondo set aveva qualche dolorino, è stato un fulmine a ciel sereno. Ma è lo sport: andare da uno che ha vinto 24 Slam a dire che ha avuto molta fortuna ci può anche stare. Certo, stavolta è arrivata una mano dall’altro tra gli ottavi con Mensik e qui. Rimane un grande rimpianto per Musetti, perché ha dimostrato di poter giocare da primi 3-4 del mondo. Djokovic deve iniziare a capire che il bonus ‘pollaggine’ è finito, il bonus fortuna ancora no, ma quell’altro sì. Perciò dovrà ragionare sul fatto che diversi giocatori gli saranno per natura superiori. Non puoi attaccarti all’esperienza. Ha impostato la partita su due colpi, è chiaro che dopo i primi due game ha iniziato a sbagliare qualcosa e lì è stato bravo Lorenzo a non disunirsi. Dalla palla del 3-0 c’è un dominio che forse poteva essere anche superiore. Non voglio dire che i recuperi di Musetti siano causa del suo infortunio, però qualche volta potrebbe ancor più prendere in mano lo scambio. Non sono d’accordo con alcune cose sentite: non è vero che a Djokovic non viaggiasse la palla, è che andava talmente sul rischio che sbagliava al servizio. Il rendimento al servizio male: prende cinque break, ma va a servire 64 punti con il 60% di prime in campo e ne vince la metà. Questo vuol dire che il servizio di Djokovic non faceva mai male, e se ti togli il servizio rimane pochino a meno di pensare che imposti le partite su due colpi. Tutte le volte che si è andati sullo scambio lungo era boccheggiante. Quest’anno realizzerà che le sue eventuali velleità sono fuori contesto. Spiace tanto per Lorenzo, ma avrà molte altre occasioni“.
Sul momento più cruciale: “Djokovic ha iniziato a servire esterno per spostare Musetti. Io mi son detto se i vari Fritz e compagnia prendono appunti, perché questo è quello che devi cercare di fare con Musetti. Ad Atene, settimana rivelatasi utile per molti motivi, Musetti ha fatto l’ultimo passo per rendersi conto che poteva veramente battere Djokovic, e lui si è reso conto che Lorenzo era un giocatore diverso. E ha detto che non può tenere gli scambi lunghi con l’intensità di Musetti di adesso“.
Sulle fasi, purtroppo, finali: “Temevo che la pausa non gli avesse fatto bene. E oggi ne abbiamo avuto la conferma. Puoi magari rischiare sul 3-3, 4-3, ma non puoi nemmeno sperare nella pollaggine di Djokovic. Già nel secondo set faticava, anche se non lo dava a vedere“.
L’analisi del problema e non solo: “Sono problemi muscolari, lo psoas è interno inguine. Chi ha ipotizzato che ancora quel nervosismo di troppo che Lorenzo sicuramente oggi aveva, nonostante sembrasse in controllo, ovvio che lo dà molto meno a vedere di una volta. Batti per la prima volta Djokovic sul cemento in uno Slam, “a casa sua”. Penso che avesse una bella dose di nervosismo, anche perché sentiva e sapeva che era il suo giorno, doveva dimostrarlo. Penso che possa essere una concausa, forse nel secondo set sapendo che stava male ha cercato di mettere una maschera, era molto molto tranquillo. Dopo qualche game sente di essere sopra nel gioco, ma sono tre set, è lunga, e hai di fronte quello là. Potrebbe anche essere: abbiamo raccontato quanto fosse forte fisicamente, può darsi che i problemi muscolari nascondano uno che la partita che la vive e la sente“.
Sullo storico dei problemi e sul ritorno al presente di Melbourne: “Non credo che sia uno che si operi ogni 2×3, ma succede dopo tornei molto duri, non è una roba così anomala. Dopo il primo set di Parigi era una battaglia, ma veniva da un mese durissimo. Però bisogna dire che gioca 8 settimane a fine stagione e non si fa male. Bisogna vedere perché durante la pausa non ha fatto entrare il fisio per farsi tenere caldo il muscolo. A me viene da pensare che lui pensa nel secondo set sa che il problema sia grave, ma pensa di poterlo gestire. Poi si alza, è un po’ freddo, sente più dolore, sente tirare, e dice che non ce n’è. L’unico che può vantare risultati simili di quell’età è Shelton. A Parigi aveva scavato nel serbatoio, qui no, ma era troppo sofferente per provarci“.
Cambio di vestito, ed è su Sinner: “A livello di attenzione Sinner era al top, ma ha un livello di conoscenza e agio che contro di lui lo fa stare tranquillo. Il giocatore Shelton non lo mette nelle condizioni di mettere le marce alte. Lui ha avuto una continuità, una lucidità, un controllo della partita contro uno che serviva a 230 km/h e l’ha fatto sembrare uno qualunque. De Minaur non ha le armi, Shelton sì, ed è per questo che è ancora più impressionante quello che ha fatto Sinner oggi“.
Esplode poi una modalità ‘anche basta’: “A me sta venendo il latte alle ginocchia. Questo tema che sembra essere così importante del ‘sono tanto forti loro due o non all’altezza gli altri?’. Io divento matto: ma che tema è? Questi due sono fortissimi. Gli altri sono quelli lì. Se son scarsi, mandate i parenti e figli a fare corsi di tennis professionistico, se questi son tutti scarsi, non sarebbero stati nei primi 20, ma anche fosse, ma che tema è? Sono questi qui. Io non ce la faccio più, basta! Nello sport più competitivo del mondo è ovvio che ci siano periodi storici, ma come si fa a dire che, per dire, Zverev, di cui non sono estimatore, sia scarso. Va bene tutto, ma poi basta. Vediamo se quelli dietro si avvicinano, ma anche basta. Sinner era molto in controllo perché è un superuomo, ma non ha giocato al 70-80%. Ha giocato in modalità quarti Slam, è parte di quel ristretto manipolo che ci arriva e alza il livello. Stiamo parlando di una roba altissima. A livello tattico e di attenzione era al top. Ormai Jannik legge e capisce Shelton. Abbiamo capito che la potenza al servizio è un valore, ma se servi a 230 non puoi essere con la stessa precisione di una prima a 205, ed è meglio qualche variazione. Oggi Sinner è stato mostruoso, la perfezione dal primo all’ultimo minuto. Secondo me non ha messo le marce basse: ha un incastro favorevole che lo fa passare a suo agio che non lo ha mai fatto andare in difficoltà perché lui è un mostro“.
Un riferimento particolare con parallelo Spizzirri-Shelton: “Spizzirri è un giocatore solido che può reggere e ti fa faticare, scambiare e lavorare. Poi ha avuto un bel piglio. L’altro, Shelton, è uno che gioca un po’ meglio e ti fa scambiare anche a ritmi un po’ più bassi, e il problema è proprio che scambia a ritmi blandi (e infatti a Sinner fa solletico, gli dà il tempo). Ricordo che Spizzirri aveva battuto Fonseca e poi Wu, che scarso non è. Lo rivedrei tra qualche mese: è una tipologia di giocatore che, con il momento giusto, ti fa faticare più di Shelton pur non essendo più forte. Però è un giocatore diverso. Se la giornata calda Sinner l’avesse presa con Shelton tennisticamente gli da più fastidio Spizzirri di Shelton”.
Sul percorso di Sinner e Alcaraz nel torneo: “Vero è che Alcaraz dei tiebreak li ha giocati. Io da oggi sono molto più tranquillo del fatto che quella partita è impronosticabile, perché quando si affrontano due così forti in modo ravvicinato è ancora più complicato. Il tennis non è facilmente prevedibile. Ma secondo me, dopo la partita di oggi di Sinner e dopo la semifinale, che non sarà molto diversa, ci presentiamo una finale (io penso che Alcaraz batta Zverev) dove chi si avventura in un pronostico ‘la spara’. A quel livello lì è troppo complicato prevedere cosa succederà a livelo mentale, di aggiustamenti, di come prenderà la cosa mentalmente Alcaraz… Io non mi avventurerò“.
Si ritorna sul discorso fisico di infortuni: “A livello organico i crampi sono disidratazione, quando non sono dovuti ai nervi. Quando vai al cambio di campo e tracanni l’acqua come se non bevessi da due mesi, quando fa già molto caldo, sei disidratato. Dovresti bere per non arrivare ad avere sete. Se ci si mette il fatto nervoso puoi prendere tutti i sali del mondo che ti può prendere lo stesso“.
Ancora su Musetti: “Un anno fa a Miami Musetti prendeva 4 game. Adesso lo dominava. Nessuno ha messo in discussione che oggi fosse decisamente superiore, anche quelli che dicevano che non ci ha provato e quelle cavolate lì“.
A proposito di Alcaraz e Zverev: “Secondo me l’avvicinamento alle fasi finali di Alcaraz è paragonabile agli US Open, con l’aggiunta dello stimolo che in Australia non ha mai vinto. Zverev secondo me è decisamente migliore del 2025, dove pure ha fatto finale. Uno Zverev vicino al suo meglio, quello che ho visto giocare con Tien. E a Vienna ha detto che giocava senza dolore, il che lo fa giocare più libero. Dico che vincerà un set“.
Si ritorna su Sinner: “Il gioco di Sinner è di dominio, quello di Musetti è di costruzione dove devi mettere un po’ di dominio, così come Jannik deve mettere ogni tanto un po’ di sofferenza. Oggi però ha tenuto Shelton a 6-3 6-4 6-4, e Shelton serve a 230 km/h. Un’impresa tennistica, una partita devastante. Ha disinnescato il servizio a questo che è un fenomeno. Ogni volta che un giocatore di tennis batte un colpitore di palla è un buon giorno“.
Brevissima memoria: “Federer, Djokovic e Nadal hanno fatto mazzi di Slam arrivando in finale senza sudare. Djokovic c’era un periodo in cui era imbarazzante quando dominava“.
Sulle energie: “Quando sei avanti di un break se sei come loro chi glielo fa fare di sbattersi nei game di risposta? In finale poi rimangono quelle energie“. E poi scherza: “Se c’è la finale Zverev-Djokovic, domenica vado a sciare”.
Condizioni di gioco: “C’è un tema palle. Se davvero si aprono dopo 3-4 game, nei servizi con rotazione s’incollano alle corde, questo può essere un motivo. E non ti fidi neanche a spingere di più, fai più fatica ad avere controllo. Se sulla seconda giochi profondo, può essere una seconda molto competitiva. Shelton ti aggredisce il giusto, Djokovic proverà e sarà uno dei pochi punti su cui lo farà, Alcaraz sicuramente ci proverà“.
Breve passaggio sul tabellone femminile: “Rybakina quando si presenta tonica, motivata, a posto fisicamente, è la più vicina alla miglior Swiatek e alla miglior Sabalenka. La miglior Swiatek non la stiamo vedendo e ha preso una ripassata, lei che soffre spesso Rybakina perché sta spesso vicina al campo. Ricordo tre anni fa che prese anche lì una stesa incredibile. Molto probabilmente sarà Sabalenka-Rybakina la finale“.
Sul tema lanciato da Puppo circa l’aumento del prize money e Khachanov nei 30 di tale classifica: “Perché ha usufruito di un aumento micidiale del prize money pur se non ha mai vinto niente di importante. Il rischio di imborghesirsi più velocemente c’è: quando sei così tranquillo, adagiato, coccolato, non tutti hanno quella fame e voglia che hanno i cannibali dello sport. Magari sotto due set a zero pensano a quanto prendono con il terzo turno“.
Di nuovo su Musetti: “Nelle due situazioni di Montecarlo e Parigi la partita volava via, qui c’è la delusione cocente del momento in cui è successo. Però poteva presentarsi in semifinale con Sinner con una convinzione diversa, non per batterlo, ma per farci più partita sì. Ora rimaniamo col dubbio, e lui ci rimane, di cosa sarebbe potuto essere“.
Sulle prospettive del toscano. “Io andrei a consolidare nei prossimi mesi. Inizia a battermi Shelton, Draper se dovesse rientrare, Zverev, con continuità. Dopo sono sicuro che lui in qualche modo si può anche avvicinare ai primi due, ma non vorrei fosse un po’ prematuro. Lui è più vicino a quella fascia di giocatori che non a quei due. Una volta che è convinto di valere il 3-4 del mondo, può dare la scalata a dar fastidio agli altri. Fritz se gioca come gioca non lo batte mai più. Se Djokovic è convinto che non può stare lì da dietro con Musetti, come può starci Fritz che con Djokovic c’ha perso 10 volte su 10?”
Pronostico sulla finale: “Secondo me domenica siamo lì come tutto l’anno scorso“.
